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lunedì 26 giugno 2017

Non sono i prezzi alti la causa delle bolle economiche

Francesco Simoncelli
 
È diventata quasi una tradizione che le bolle rappresentino una causa importante delle recessioni economiche. La domanda principale posta dagli esperti è come si possa intuire quando si sta formando una bolla.
L'opinione comune è che se le banche centrali sapessero la risposta a questa domanda, allora potrebbe essere in grado di prevenire la formazione delle bolle e quindi prevenire le recessioni.
Un premio Nobel per l'economia, Robert Shiller, ha sostenuto che le bolle possono essere diagnosticate utilizzando la stessa metodologia che gli psicologi usano per diagnosticare la malattia mentale.
Shiller è del parere che una bolla è una forma di disfunzione psicologica. Quindi la soluzione potrebbe essere quella di preparare una lista simile a quelle utilizzate dagli psicologi al fine di determinare, per esempio, se qualcuno soffra di depressione. I fattori chiave che caratterizzano una bolla, secondo Shiller, sono:
  1. Forti aumenti del prezzo di un asset.
  2. Grande entusiasmo della popolazione riguardo questi aumenti di prezzo.
  3. Una frenesia dei media riguardo questi aumenti.
  4. Storie di persone che guadagnano un sacco di soldi, provocando l'invidia tra coloro che non ci riescono.
  5. Crescente interesse per la classe di asset da parte della popolazione.
  6. Nuove “teorie” per giustificare gli aumenti dei prezzi senza precedenti.
  7. Un declino degli standard dei prestiti bancari.
Ciò che Shiller delinea qui, sono diversi fattori che ritiene si possano osservare durante la formazione delle bolle. Tale descrizione, tuttavia, non fornisce una comprensione esauriente delle cause fondamentali alla base delle bolle.
Per capire le cause, bisogna stabilire una corretta definizione dell'oggetto in questione. Lo scopo di una definizione è di presentare l'essenza e la caratteristica distintiva dell'oggetto che si sta cercando di identificare. Una definizione è destinata ad informarci sui fondamentali o sulle origini di una particolare entità. I sette punti delineati da Shiller non ci dicono nulla sulle origini di una bolla. Né ci dicono nulla sul motivo per cui le bolle sono un male per la crescita economica.
Definire le bolle
Se il prezzo di un asset è la quantità di denaro pagato per entrarne in possesso, allora ne consegue che per una data quantità di un determinato asset, un aumento del suo prezzo può avvenire solo a seguito di un aumento del flusso di denaro per questo asset.
Maggiore è l'espansione della moneta, ceteris paribus, maggiore sarà l'aumento del prezzo dell'asset.
L'emergere di una bolla non deve sempre essere associato ad un aumento dei prezzi — per esempio, se il tasso di crescita dei beni corrisponde al tasso di crescita dell'offerta di moneta, allora non ci sarà alcun cambiamento dei prezzi.
Ciò che conta non è se l'emergere di una bolla sia associato ad un aumento dei prezzi, ma piuttosto se l'emergere di una bolla dia luogo alla nascita di attività non produttive che deviano ricchezza reale dai creatori di ricchezza.
L'espansione dell'offerta di moneta, in analogia con un falsario, permette la deviazione di ricchezza reale dalle attività creatrici di ricchezza ad attività non produttive.
All'aumentare del pompaggio monetario, il ritmo di questa deviazione accelera. Etichettiamo le varie attività non produttive che emergono a causa dell'espansione monetaria, come attività in bolla — si sono formate a seguito della bolla monetaria.
Si noti inoltre che queste attività non possono esistere senza l'espansione dell'offerta di moneta che devia ricchezza reale a loro favore ed a scapito delle attività creatrici di ricchezza.
Le bolle non sono create da aumenti di prezzo — Sono create dalla cattiva allocazione delle risorse
Da questo possiamo dedurre che le bolle rappresentano l'espansione dell'offerta di moneta. Il risultato fondamentale di questa espansione è l'emergere di attività che non creano ricchezza.
Ne consegue che una bolla non si tratta di forti aumenti dei prezzi degli asset, ma dell'espansione dell'offerta di moneta e del risultante mal direzionamento delle risorse. Infatti, come abbiamo sostenuto, le bolle — cioè, il prodotto di un aumento della quantità di moneta — possono formarsi senza un corrispondente aumento dei prezzi.
Una volta stabilito che l'espansione dell'offerta di moneta rappresenta l'essenza delle bolle, possiamo ulteriormente dedurre che il danno chiave inferto all'economia è lo stimolo di attività non produttive.
Inoltre, una volta stabilito che la formazione delle bolle riguarda l'espansione nell'offerta di moneta, ovviamente è la banca centrale e la riserva frazionaria che sono responsabili della loro emersione. Come regola generale, è il pompaggio monetario della banca centrale che mette in moto l'espansione dell'offerta di moneta.
Il fattore chiave nelle bolle: le banche centrali
Quindi, per prevenire l'insorgere delle bolle, bisogna arrestare il pompaggio monetario da parte della banca centrale e limitare la capacità delle banche commerciali di far ricorso alla riserva frazionaria, vale a dire, il prestito “dal nulla”.
Una volta che il ritmo dell'espansione monetaria rallenta, in risposta ad un atteggiamento monetario più ristretto da parte della banca centrale, o in risposta alle banche commerciali che riducono la loro espansione dei prestiti “dal nulla”, abbiamo lo scoppio inevitabile di queste bolle.
Ricordate che un'attività in bolla non può finanziarsi indipendentemente dall'espansione monetaria, la quale devia a suo favore ricchezza reale e la toglie alle attività creatrici di ricchezza. (Le attività in bolla sono attività che non generano ricchezza.)
La cosiddetta recessione economica associata con lo scoppio delle attività in bolla, è in realtà una buona notizia per i creatori di ricchezza, dal momento che ora hanno a loro disposizione più ricchezza reale. Un bust, che indebolisce le attività in bolla, getta le basi per una vera crescita economica.
Si noti ancora una volta che è l'espansione monetaria che dà origine ad attività in bolla e non la predisposizione psicologica degli individui.
Psicologia ed economia
La psicologia è stata contrabbandata nell'economia sulla base del fatto che l'economia e la psicologia sono discipline tra loro collegate. Tuttavia c'è una netta differenza tra economia e psicologia. La psicologia si occupa del contenuto dei fini.
L'economia inizia con la premessa che le persone perseguono un comportamento propositivo. Questo è un fenomeno comportamentale generale — non tratta con il contenuto particolare dei vari fini.
Secondo Rothbard:
Gli scopi di un uomo possono essere "egoisti" o "altruisti", "raffinati" o "volgari." Possono sottolineare la fruizione di "beni materiali" e del comfort, o possono sottolineare una vita ascetica. L'economia non è interessata al loro contenuto, e le sue leggi si applicano a prescindere dalla natura di questi fini. [1]
Mentre:
La psicologia e l'etica vagliano il contenuto dei fini umani; si chiedono perché l'uomo scelga determinati scopi, o quali fini dovrebbero valutare le persone. [2]
Pertanto l'economia si occupa del fatto che le persone hanno fini e utilizzano mezzi per raggiungere questi scopi. Di (KSE: 003160.KS - notizie) conseguenza l'economia è una disciplina separata dalla psicologia.
Con l'introduzione della psicologia in economia, si oscura la generalità della teoria e la si rende inutile. Pertanto l'uso della psicologia è controproducente per quanto riguarda le analisi economiche.
Contrariamente a quanto dice Shiller, al fine di stabilire se si sta formando una bolla, non dobbiamo applicare la stessa metodologia utilizzata dagli psicologi. Ciò di cui abbiamo bisogno è una definizione corretta di ciò che sono le bolle.
Una volta stabilito ciò, e contrariamente a quanto si pensa comunemente, le bolle non hanno nulla a che fare con un qualche tipo di disfunzione psicologica degli individui — sono il risultato di politiche monetarie allentate della banca centrale.
Inoltre, una volta che si osserva un aumento del ritmo di crescita dell'offerta di moneta, possiamo dire con certezza che questo pone le basi per le attività in bolla — vale a dire, un boom.
Al contrario, una volta che si osserva un calo del ritmo di crescita dell'offerta di moneta, possiamo dire con certezza che questo pone le basi per lo scoppio delle attività in bolla — vale a dire, un bust.
Di Frank Shostak
Traduzione di Francesco Simoncelli
__________________
Note (Stoccolma: NOTE.ST - notizie)
  1. Murray N. Rothbard, Man (Swiss: MAN.SW - notizie) , Economy and State (Los Angeles: Nash Publishing, 1962), p. 63.
  2. Ibid.

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