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mercoledì 7 giugno 2017

Nessuna recessione all’orizzonte per gli Stati Uniti


L’espansione economica negli Stati Uniti celebra il suo ottavo anniversario questa settimana, essendo passati 96 mesi dalla fine dell’ultima recessione (giugno 2009). L’espansione è di gran lunga superiore alla media storica di 60 mesi ed è al momento al terzo posto per durata nell’era post-depressione, ovvero dal 1940 ad ora. Per diventare l’espansione più lunga, dovrebbe durare ancora per due anni ulteriori, sorpassando quella del 1991-2001. Data l’assenza attuale di “eccessi” nell’economia e di segnali di una crisi dell’indebitamento in arrivo, riteniamo che l’espansione economica attuale abbia il potenziale di continuare e di diventare la più lunga dalla fine della grande depressione, per i motivi seguenti:
1. Crescita lenta e continua – Nonostante la lunghezza al di sopra della media, la forza della ripresa resta indietro rispetto agli altri cicli nella stessa fase dell’espansione: la magnitudine della ripresa attuale  è minore del 6% circa rispetto alla media delle due fasi espansive che sono durate più a lungo (1961-1969 e 1991-2001). Ciò indica che la ripresa attuale non rischia di surriscaldarsi e quindi potrebbe risultare duratura nel tempo.
2. Scorte ad un livello basso – Il rapporto tra inventario e fatturato (1,28) resta al di sopra della media storica di 1,24, ma mostra un trend al ribasso ed è calato in 11 degli ultimi 13 mesi. Dato che un rapporto scorte/vendite elevato può significare un eccesso che deve essere rettificato, e nel passato è stato un indicatore di recessione, questo miglioramento suggerisce che un’inversione del ciclo economico non è imminente.
3. Supporto da parte della politica fiscale – L’attesa riforma della politica fiscale del governo Trump dovrebbe favorire la crescita economica. Nonostante fino ad ora non vi sia stato alcun progresso nelle riforme, il potenziale della riforma fiscale futura e del programma di spesa per l’infrastruttura pubblica dovrebbe sostenere il ciclo congiunturale sia in termini di magnitudine che di durata.
4. La curva dei tassi non è invertita – Nel passato le recessioni sono sempre state precedute da una curva dei tassi invertita. Nonostante la curva si sia appiattita nei mesi scorsi per via dei dati economici deboli e del ritardo nell’attuazione delle riforme, la curva continua a non essere invertita ed a oscillare intorno alla media storica, il che fa presagire una continuazione stabile della crescita economica.
5. Calcoli della probabilità di recessione – I modelli di calcolo della probabilità di una recessione non ne prevedono una in arrivo. Il modello della Fed di New York prevede una probabilità del 7% di una recessione nei prossimi 12 mesi. I dati economici fondamentali solidi dovrebbero sostenere una crescita economica negli USA del 2,2% nel 2017 e del 2,4% nel 2018.
I dati della settimana. L’attenzione sarà rivolta alla testimonianza dell’ex direttore dell’FBI James Comey di fronte al Senato ed alle altre investigazioni in corso. È stato annunciato che Comey potrebbe confermare che il Presidente Trump gli ha chiesto di interrompere l’investigazione contro Michael Flynn. Se Comey dovesse confermare che Trump ha ostacolato la giustizia, la volatilità potrebbe impennarsi dato che i mercati azionari sono vicini ai massimi storici. Dato che un’investigazione prenderebbe tempo, il rischio maggiore per i mercati è un ritardo ulteriore delle riforme economiche (imposte, infrastruttura, debito ecc.).

Articolo  cura di Larry V AdamCio and Chief Investment Strategist – Deutsche Bank WM Americas

Fonte: www.finanzaoperativa.com

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