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lunedì 5 giugno 2017

Lettera finanziaria. Sempre nel segno dollaro&petrolio

Fabrizio Brasili
 
Fra due settimane gli Usa alzeranno certamente i tassi di un quarto di punto, ora che la disoccupazione è scesa addirittura sotto la soglia stabilita, arrivando al 4% ed i salari sono in costante e continuo aumento.
Ciò dovrebbe bloccare la continua svalutazione contro euro giunta ormai ad un passo da 1,13, con ancora dei margini, in estensione, fino a poco sotto 1,14. Qui dovrebbe intervenire la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) , per non penalizzare troppo la ripresa, fatta di export, già molto evidente sopratutto in Germania e buona parte dell'Europa, tranne l'Italia...e lo si nota dai mercati. 
Questo rafforzamento del dollaro farà un po' fatica a manifestarsi, poiche' la BCE, visto questa ripresa, comunque a macchia di leopardo, potrà iniziare una politica dei tassi meno accomodante, che quindi tenderà ancora a rafforzare la moneta unica. Insomma un bel tiro alla fune.
A venire in soccorso, si fa per dire, dei ribassisti,  sia sull' Equity, che sul dollaro, quindi in rafforzamento, interverrà ancora una volta, senza chiederlo, la nostra rissosa politica, con elezioni anticipate in ottobre.
In piu',andare a rileggere, a tale proposito, le precedenti lettere, il petrolio wti e', come previsto, scivolato  ben sotto i 48$ il barile, fino a 46,75, dando un bruttissimo segnale tecnico, che lo dovrà riportare fino ad area 44/45 $.
Qui oltre all'analisi tecnica, gioca un ruolo importante anche il forte aumento totale della produzione Usa, di Libia e di Nigeria, che non sono compensate dalla diminuzione delle scorte, comunque ancora molto elevate.
Torniamo ai mercati. Quelli Usa a due facce...molto forte il Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) ed i tecnologici, Debole o piatto il Dow, appesantito dai petroliferi in maniera più vistosa che in Europa. Quindi molto, troppo tirati ed in ipercomprato di medio termine i tecnologici ed il Nasdaq e più abbordabile il Dow, ma non sui petroliferi, da evitare, ma su titoli come McDonald's, Johnson&Johnson, Coca Cola (NYSE: KO - notizie) , Procter&Gamble (Euronext: PGP.NX - notizie) e Walmart, ma sempre coperti con vendita di sole opzioni Call in the money, cioè leggermente sotto il prezzo del titolo, scadenza Settembre.
Le altre borse, quelle Europee, ed  in particolare il Dax, sempre positive, tranne appunto il nostro listino, con il future settembre, fra i 20800 e 21.000, e con chiusura di fine settimana sui minimi. Potrebbe, la prossima settimana, ritentare un affondo verso i 20500/600 prima ed entro la metà del mese andare a ritestare area 20200/300.
Fra queste due aree è opportuno chiudere a scaletta, le posizioni vendute a  Call 21.000 e contemporaneamente vendere, stessa scadenza, put 18000. Su primo rimbalzo poi, vendere call Settembre 21500/22000.
Avvicinandosi sempre più all'estate, alla battaglia politica per le possibili elezioni anticipate e per la stagionalità, limitandosi per il momento, solo a ciò, consigliamo di vendere sui titoli, per scadenze Settembre e successive sopratutto, opzioni call in the money,  onde farci, con più possibilità, consegnare i titoli, rimanere più liquidi e...pure, avere un utile superiore immediato. Naturalmente, contestualmente, mano a mano  che ci avviciniamo alla scadenza, chiudere tutte le put eventualmente in essere.

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