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venerdì 16 giugno 2017

La voglia di UE cresce in tutta Europa. Tranne che in Italia


Dal referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016 l'affezione verso le istituzioni comunitarie è migliorata in gran parte dei Paesi dell'Unione Europea, ma in controtendenza con quanto accade nel Vecchio Continente in Italia cala invece il sentimento europeista sta invece diminuendo.

Il nuovo sondaggio

E' quanto emerge da una nuova ricerca dal titolo "Dopo la Brexit gli europei sono più favorevoli alla Ue" del Pew Research Center, secondo cui negli ultimi 12 mesi le opinioni favorevoli verso l’Unione europea sono cresciute in quasi tutti i Paesi, ed è prevalente ovunque tranne in Grecia.
Un supporto trasversale che copre Paesi del Nord e del Sud Europa, dalla Germania alla Spagna, e rispetto al quale spiccano paesi come la Polonia, dove tre quarti della popolazione (il 74%) dichiarano di avere una opinione positiva sull'UE.
Secondo i dati si dichiarano ottimisti rispetto al progetto di integrazione Germania (68), Ungheria (67), Svezia (65), Olanda (64), Spagna (62), Francia (56) e persino il Regno Unito: in una specie di rigurgito anti-brexit, più del 50% dei britannici supporta l'Unione rispetto al 40% di un anno fa.

Italia in controtendenza

Quanto agli italiani, il 56% degli intervistati italiani si dichiara favorevole a Bruxelles, ma il dato è in caso rispetto a un anno fa.

 L'Italia è tra l'altro l'unico paese in cui è sceso anche il numero di coloro che considerano buona la situazione economica, mentre nel resto d'Europa la ripresa della crescita nel 2016 e la parallela discesa del tasso di disoccupazione fanno aumentare la fiducia economica.
Tra gli altri dati emersi, il fatto che il progetto di integrazione riscuote più successo tra i giovani (ben il 73% dei residenti tra i 18 e i 29 anni favorevoli contro il 58% degli over 50) e il fatto che l'UE piace più a sinistra che a destra.

Qualche campanello d'allarme

Per Bruxelles non arrivano però soltanto buone notizie.

E' diffusa la convinzione che la Brexit sarà un danno per il progetto europeo e gli autori del rapporto avvertono che "anche se pochi cittadini sul continente europeo desiderano vedere il proprio Paese fuori dall'UE, molti vorrebbero la possibilità di far sentire la loro voce con un referendum sulla permanenza nell'UE".
Tra le cause, un malessere diffuso per le politiche economiche comuni -più della metà degli europei vorrebbe che il proprio paese potesse gestire in autonomia accordi commerciali con altri paesi - e soprattutto la questione migranti: quasi i tre quarti vorrebbe riportare entro i confini nazionali le decisioni sul controllo dei flussi migratori da paesi esterni all'UE.
 Proprio l'immigrazione rappresenta uno dei nodi più problematici del rapporto dei cittadini europei con l'UE.

Più dell'80% degli ungheresi e il 77 dei polacchi sostiene che dovrebbe spettare ai singoli governi nazionali decidere chi può entrare e chi no entro i confini nazionali, e non si tratta di un fenomeno che riguarda solo i paesi dell'est: percentuali simili si registrano anche in Francia, Germania, Spagna e Grecia.
Fonte: News Trend Online

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