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venerdì 30 giugno 2017

La quiete prima della tempesta!

 
Alla fine di maggio in la madre di tutte le bolle scrissi che anche il nostro Robert Shiller uno che a dire il vero in questi ultimi tempi non sembra avere le idee molto chiare visto che un giorno dice una cosa e il giorno dopo un’altra ancora, ha dichiarato …Premio Nobel: “Non uscite dal mercato, salirà del 50%”
Non commento, io voglio essere coerente come lo sono sempre stato in questi lunghi dieci anni con le mie visioni, nel bene e nel male, voglio continuare a seguire la nostra stella polare e quella dice che la festa sta per finire.
Shiller vede “come reale la possibilità che le azioni e le case continuino a salire per anni”
Bene (Londra: 0N6T.L - notizie) ieri all’improvviso classica giravoltola…
L’indice CAPE SHILLER questo sconosciuto, un indice di cui parlo da 10 anni, ma in fondo chi se lo fila. Si ha superato quota 30, per la prima volta dal settembre 2001, il suo creatore che non ha le idee molto chiare ultimamente, sta avvertendo gli investitori di usare cautela nell’investire in una simile e insolito mercato.
Machiavelli invece ha le idee chiare, lo abbiamo scritto più volte la festa sta per finire e il mese di luglio incomincia domani!
L’ultima volta che l’indice Cape era arrivato a questi livelli era il 1881, più in alto di un soffio solo nel famigerato “black thuesday” della Grande Depressione del 1929 e poi nel 2000, anno di pura follia collettiva.
Fortunatamente, afferma Shiller, gli investitori americani hanno almeno la possibilità di investire sui mercati esteri. Alla domanda della CNBC, Shiller ha risposto che si forseè perchè il mondo crede nell’America, ma si dovrebbe diversificare, sarebbe un momento buono per farlo.
Ma davvero Robert credi che se l’America viene giù, il resto del mondo sale, credi davvero al decoupling?
Il vecchio Warren dice giustamente che se si compra due di tutto alla fine ci si ritrova con uno zoo in casa, mica stiamo per salire sull’arca di Noe, aggiungo io, anche se il prossimo diluvio universale non sarà una passeggiata.
Buffet, giustamente dice che la diversificazione è una protezione contro l’ignoranza. Non ha molto senso per coloro i quali sanno cosa stanno facendo e noi in dieci anni attraverso l’analisi storica ed empirica vi abbiamo dimostrato che sappiamo cosa stiamo facendo.
Chi non sa quello che dice o meglio quello che stanno facendo sono i banchieri centrali, si alzano i tassi ma il mercato risponde abbassando i rendimenti a lungo termine e loro dicono di essere sorpresi!
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 29 giu – La maggior parte degli analisti e dei governatori della Federal Reserve anticipa un terzo rialzo dei tassi di interesse nel corso del 2017, dopo quelli di marzo e giugno, che hanno portato il costo del denaro a un range tra l’1 e l’1,25%. La stessa Banca centrale, durante l’ultima riunione, ha giudicato verosimile un altro giro di vite prima di dicembre. Non tutti pero’ all’interno dell’istituto di Washington sono d’accordo: il governatore della Fed di St. Louis, James Bullard, si e’ espresso contro un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno, dubitando che la disoccupazione bassa (a maggio e’ scesa al 4,3%, il minimo in 16 anni) contribuira’ a fare salire l’inflazione verso il target del 2% considerato ottimale dalla Fed. “Anche se il tasso di disoccupazione calasse ancora in modo sostanziale, le stime attuali mostrano che l’efetto sull’inflazione sarebbe molto limitato. L’attuale livello del costo del denaro americano e’ appropriato per questo contesto”, ha detto parlando da Londra. Bullard ha sottolineato che la Banca centrale non ha bisogno di continuare ad alzare in modo costante i tassi, tanto piu’ che la crescita economica e’ modesta (+1,4% nel primo trimestre) e l’inflazione e’ appunto al di sotto dei target.
Pochi lo hanno notato, ma i tassi a lungo sono scesi non appena la Fed ha iniziato ad alzare i tassi, nel breve sono saliti solo perchè il gregge è corso dietro alla “Trump illusion” e in questi due giorni rimbalzano perchè qualche fesso ancora oggi crede che le banche centrali abbiano concertato un’uscita strategia dai vari quantitative easing, mai viste occasioni migliori di questi giorni.
Nonna Yellen è stata davvero esilarante in settimana, lei non crede che ci sarà una nuova crisi finanziaria durante gli anni che le restano da vivere, non sarà che ha deciso di morire a breve?
Il nostro amico Lance è uno spettacolo, da piccolo sognava di fare mettere in piedi una impresa di produzione asfalti, ieri ha asfaltato la povera Yellen.
… una dichiarazione abbastanza audace che non tiene conto del fatto che ognuno dei suoi predecessori non è riuscito a prevedere le conseguenze negative delle proprie azioni.
Ci sarà un’altra “crisi finanziaria” nelle nostre vite?
Sì, è praticamente garantito.
La precedente “crisi” non riguardava solo “un asset andato a male”, ma piuttosto lo shock sistemico causato da un “congelamento” nei mercati creditizi quando Lehman Brothers ha fatto bancarotta. Le controparti sono evaporate, le banche hanno congelato i prestiti e il mercato del credito ha smesso di funzionare.
Il credito, non il mercato azionario, è il “legame vitale” dell’economia.
Il resto dell’articolo lo lascio a Voi, assolutamente da non perdere, mentre le banche potrebbero non avere bisogno di essere salvate, chissà cosa accadrà ai fondi pensione o agli istituti assicurativi o ai singoli investitori, alle imprese e via dicendo.
Quando il prossimo mercato orso, continua Lance, arriverà, la crisi finanziaria non sarà limitata ai prestiti delle auto subprime, ai prestiti agli studenti o agli immobili commerciali, come mi abbiamo raccontato in questi ultimi anni, la vera crisi è quando ci sarà il panico sul futuro delle pensioni.
La signora Yellen sbaglia sulla prossima crisi finanziaria. L’unica questione è la tempistica e la dimensione della crisi che verrà!

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