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mercoledì 14 giugno 2017

Italia batte Europa, Austerità boomerang doloroso

Il rapporto Debito Pubblico/Pil generalmente rappresenta la sintesi della capacità di un Paese di trasformare debito in risorse oppure in perdita; un rapporto superiore all’unità indica distruzione di valore più dispersione di risorse, viceversa un rapporto inferiore all’unità indicherebbe crescita.

L’Italia, con un rapporto sopra il 130%, faticherà molto per tornare alla parità e ci vorranno molti sacrifici e tempo, su questo tutti gli economisti sono d’accordo. Le statistiche di finanza pubblica diffuse da Banca D’Italia forniscono dati interessanti per un’analisi di massima.

 
italy
 
  1. Anno su anno, dal 1999, la crescita del rapporto Debito/Pil italiana è stata in linea con quello degli altri paesi europei (Italia esclusa) durante il ciclo economico positivo del 1999-2007, migliore durante la crisi dei sub-prime, peggiore dal 2012.   
  2. Dal 2015-2016 si assiste ad una diminuzione del rapporto negli altri paesi europei, in aumento nel nostro
  3. Dal 1999 il rapporto italiano è aumentato del 20,88% mentre per gli altri Stati europei del 30,98%: l’Europa è andata peggio dell’Italia, incredibile! Però i dati parlano chiaro: Italia da 109,7 a 132,6 mentre resto Europa da 62,3 a 81,6
  4. L’Italia si allontana dall’Europa (spread tra rapporti) dal minimo del 2011 (36,3) con seguente crescita negli anni successivi; quindi, anche se la percentuale anno su anno è in diminuzione (Austerity funziona?) aumenta più velocemente però il divario con gli altri partner europei: Austerità diversi per nazionalità diversa
Questi semplici numeri portano ad una prima semplice conclusione: fino al 2011 l’Italia stava al passo dell’Europa con, seppur minimi, miglioramenti rispetto agli altri Stati; successivamente, con Monti&Co., l’Austerità ha portato miglioramenti, anno su anno, sul rapporto Debito/Pil ma 1) a caro prezzo su altri parametri (reddito, crescita, consumi e occupazione) 2) minori rispetto a quelli ottenuti dai partner europei.

Nessuno può sapere se con altri tipi di Governo le cose sarebbero andate meglio o peggio, però è certo che mentre prima del 2012 come la formica piano piano stavamo riducendo il gap con gli altri Paesi, dal 2012 siamo, sì in lento e doloroso miglioramento dei conti pubblici anno su anno, ma divergendo rispetto gli altri partner considerando la situazione globale  (rapporto in aumento per l’Italia, in diminuzione per il resto d’Europa).

 
pil-prezzi

Certo con una crescita del Prodotto Interno praticamente piatta risulta comunque difficile abbattere il rapporto: il problema non è l’ingente debito ma la scarsa produttività che tale debito genera che non riesce, non solo a remunerare tutti i fattori, ma neanche a coprire i costi, andando perennemente in perdita.       
Guido Gennaccari
info@tradingroomroma.it

Fonte: www.tradingroomroma.it
Autore: Trading Room Roma

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