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giovedì 22 giugno 2017

Intesa S.: l'offerta sulle venete è un motivo in più per un buy?


A Piazza Affari i riflettori continuano ad essere puntati su Intesa Sanpaolo che ieri ha archiviato la seduta con un progresso di ben due punti e mezzo percentuali. Il titolo anche oggi mostra una maggiore forza relativa rispetto all'indice Ftse Mib e al settore di riferimento, all'interno del quale mette a segno la migliore performance.
Negli ultimi minuti Intesa Sanpaolo viene scambiato a 2,612 euro, con un progresso dello 0,62% e oltre 48 milioni di azioni transitate sul mercato, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 124 milioni di pezzi.

Presentata ieri l'offerta a certe condizioni per le due venete

Intesa Sanpaolo resta al centro dell'attenzione dopo che il gruppo ieri ha presentato un'offerta condizionata per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

L'istituto guidato da Carlo Messina ha comunicato la disponibilità ad acquistare le due banche venete a certe condizioni, definite da Equita SIM molto più restrittive rispetto a quelle di UBI Banca sulle 3 banche ponte.
Intesa Sanpaolo infatti richiede totale neutralità del deal sul Common Equity Tier 1 e sulla politica del dividendo, dicendosi disponibile all'acquisizione di un perimetro che escluda tutti i crediti deteriorati, quindi non solo gli NPL come nel caso di UBI Banca, ma anche gli unlikely to pay.

Richiesta altresì una xopertura da parte di terzi degli oneri di ristrutturazione.

L'operazione al vaglio di Equita SIM

In base ai calcoli di Equita SIM, l’impatto dell’acquisizione per Intesa Sanpaolo sarebbe di 160 punti base, ossia 5,2 miliardi di euro e potrebbe venire neutralizzato attraverso il riconoscimento delle DTA delle due banche venete  fuori bilancio e di quelle nuove generate dalla pulizia, inoltre attraverso il riconoscimento di parte del badwill da fusione e dell'acquisto delle banche senza crediti dubbi, oltre che tramite la migrazione di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sui modelli IRB.
Ipotizzando sinergie a regime per 690 milioni di euro, di cui 30% lato funding e taglio costi del 25%, le nuove banche potrebbero generare un utile 2020 di 390 milioni di euro.
Secondo gli analisti di Equita SIM il deal sarebbe leggermente migliorativo sui conti al 2019, con impatto a regime di +108 punti base.

Il rapporto prezzo-utili atteso nel 2019 e nel 2020 scenderebbe da 10,9-10 a 10,6-9,1 volte.
Anche se i termini del deal riducono notevolmente il rischio di esecuzione dell’integrazione, che può accelerare la crescita di Intesa Sanpaolo, dal punto di vista strategico secondo la SIM milanese il mercato avrebbe preferito un’operazione al di fuori del business del retail banking domestico.
Il punto interrogativo resta comunque se la UE consentirà al Governo di intervenire pesantemente per coprire i costi di ristrutturazione e il capitale della bad bank, pari a 3,5 miliardi di euro secondo i calcoli degli analisti.

Secondo questi ultimi sembra ragionevole pensare che un accordo informale fra le varie autorità sia già stato negoziato.
In attesa di novità Equita SIM non cambia idea su Intesa Sanpaolo, mantenendo invariato il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 3,2 euro.

Per Mediobanca il deal sembra troppo buono per essere vero

Non si sbilanciano sul titolo neanche i colleghi di Mediobanca Securities che oggi hanno ribadito la raccomandazione "neutral", con un target price a 2,6 euro.


Con riferimento all'offerta presentata per le good bank delle due venete, gli analisti segnalano che le condizioni della stessa implicano un effetto positivo sull'utile per azione di Intesa Sanpaolo nell'ordine del 6% e virtualmente nessun rischio. 
Per gli analisti il deal potrebbe sembra troppo buono per essere vero, sia per Intesa Sanpaolo che per le banche italiane in generale, viste le incertezze relative all'accoglienza dello stesso da parte dell'Unione europea.

Credit Suisse vede ricadute positive per l'intero settore bancario

A scommettere su Intesa Sanpaolo è il Credit Suisse con un giudizio "outperform" e un fair value a 2,9 euro.

Per la banca elvetica i potenziali benefici del deal potrebbero derivare dalle sinergie sul fronte della raccolta e dei costi e dalle opportunità nell'asset management.
Se l'operazione sarà realizzare con un impatto neutrale sul capitale di Intesa Sanpaolo e con buone stime sui futuri utili potenziali, allora il Credit Suisse si aspetta una buona reazione dal mercato, segnalando che il deal potrebbe anche avere l'effetto di ridurre il rischio sistemico nel settore, con ricadute positive sugli altri bancari di Piazza Affari.

La view di Jp Morgan e la strategia su Intesa Sanpaolo

Infine, una strategia bullish per Intesa Sanpaolo viene suggerita anche da Jp Morgan che invita a sovrappesare il titolo in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 3,2 euro.


Commentando l'offerta di ieri per le due banche venete, gli analisti accolgono con favore il fatto che Intesa Sanpaolo sia intenzionata a mantenere la disciplina finanziaria senza alcun impatto dall'operazione su capitale e dividenti. Al pari del Credit Suisse, anche Jp Morgan ritiene che una soluzione della vicenda relativa a Banca Popolare di Vicenza e a Veneto Banca dovrebbe contribuire a togliere l'overhang che ha pesato sul settore bancario.
Fonte: News Trend Online

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