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lunedì 26 giugno 2017

Intesa banche venete: la rapina del secolo

Solo alcuni flash, nulla di più, in fondo questo è quello che si merita un popolo di belle addormentate, oltre 17 miliardi di tasse o tagli allo Stato sociale, il resto è solo contorno.
Partiamo dal Consiglio dei ministri che ieri pomeriggio ha deciso lo stanziamento di oltre 17 miliardi di euro ai terremotati…
Scusate, mi sono sbagliato, intendevo i terremotati della banche venete, ci mancherebbe, oltre cinque miliardi è il “regalo” del contribuente italiano a Intesa, la banca che con l’aiuto dello Stato ha messo in piedi la più spettacolare rapina del secolo, insieme a qualche altro miliardo di garanzia.

Intesa esige e il Governo esegue!
Non solo, è previsto pure il “ristoro” degli obbligazionisti subordinati retail, fino al 100%.
Passi per tutti coloro che sono stati truffati dalla vigilanza che dormiva, ma rimborsare tutti gli obbligazionisti subordinati è una decisione criminale.
Ricordo a tutti che due settimane fa il Governo ha addirittura posticipato per decreto la scadenza di una obbligazione subordinata in mano ai soliti polli non certo a qualche fondo o banca d’affari, diversamente sarebbe finita molto male per il nostro Paese.
Questi per decreto posticipano arbitrariamente la scadenza di un’obbligazione di una banca privata e magari ti raccontano che se usciamo dall’euro, i mercati non avranno pietà, che il nostro debito pubblico quasi interamente emesso sotto giurisdizione nazionale sarebbe a rischio.
Pensandoci bene non male come idea, basta posticipare per decreto anche tutte le scadenze del nostro debito pubblico e abbiamo risolto tutti i nostri problemi.

 ;-)
L’Europa deve essere davvero terrorizzata dal rischio sistemico finanziario Italia, per aver dato il via libera a questa farsa per aggirare i regolamenti, se si pensa che il bail-in serviva per evitare che il costo dei fallimenti ricadesse sui contribuenti colpendo gli investitori.
Se si pensa alle ultime settimane qualcosa non quadra se la stessa Europa che si era opposto fermamente all’intervento statale per il salvataggio delle banche venete. Una liquidazione coatta amministrativa è una scappatoia legale, era l’unica maniera per premiare gli speculatori che si sono comprati i subordinati a 30 scomettendo sull’esito finale della partita.
Ci sono anche le elezioni politiche a cui pensare, dopo la batosta delle amministrative, chissà chi ha suggerito al buon Padoan di tenere buona una parte dell’elettoraro rimborsando pure l’immondizia.
Noi preferiamo ricordarlo così, quello che disse lo scorso anno a Trento…
… o ancora così qualche settimana fa…
Povero ministro nessuno che lo comprende, il fatto di rappresentare un’istituzione non da diritto di continuare a mentire o di nascondere la realtà, per salvare fondazioni e la politica, il babbo della ministra,  in questo Paese si è preferito far finta di nulla, continuare a negare l’evidenza.

Suggerirei al ministro di rileggersi quello che accadde durante la crisi giapponese e se magari avanza del tempo, una rispolveratina sulla crisi nordica degli anni novanta non guasta.

Anche il Governo giapponese era indifferente ai problemi delle banche,  il sistema era fondamentalmente solido anche in Giappone, si sperava nel recupero graduale della redditività e delle sofferenze bancarie, sai c’è la ripresa, che in realtà non arrivò mai, impossibile solo fantasticare, in mezzo ad una deflazione da debiti.

Solo 6 anni dopo…
Io sono davvero curioso di sapere di quello che avranno da dire Angela Merkel e soprattutto il buon Wolfagang, visto che qualcuno spera ancora di costringerli a condividere il debito pubblico italiano e quello degli altri stati europei.
Qualcuno potrebbe dire, tutto è bene ciò che finisce bene, ma la recente soluzione per salvare il Banco Popular in Spagna, fa a pugni con quanto si è permesso di fare in Italia, una decisione allucinante, favorire l’ennesima rapina del secolo a danno del contribuente italiano con tanti saluti a nonno “Bailin” e alla moglie “Unione bancaria”.
Dopo quello che è successo l’ Unione bancaria europea scordatevela, lo ha scritto ieri persino il Wall Street Journal che ha messo in dubbio l’efficacia dell’unione, una normativa che cercava di evitare il coinvolgimento dei contribuenti.
Ironica è anche la dichiarazione di insolvenza della BCE, banche sino ad allora ritenute sistemiche, con il rischio di travolgere l’intero sistema finanziario italiano, all’improvviso sistemiche non lo erano più.

E’ chiaro che la decisione di salvare gli obbligazionisti senior è una decisione essenzialmente politica.
E meno male che a marzo il Governo aveva richiesto la cosiddetta ricapitalizzazione precauzionale, negata dalla Commissione europea, che sembra avere le idee decisamente confuse.
La migliore spiegazione è che qualcuno abbia fatto presente a Bruxelles che a breve si vota in Italia, ” tuttavia, Berlino desidera rassicurare che questo accordo non costituisce un precedente e che le norme sugli aiuti di Stato saranno rigorosamente applicate per ridurre al minimo l’utilizzo dei soldi dei contribuenti” secondo quanto riportato dal WSJournal.
Hei bellezza, così va il mondo, sino a quando tu dormi e non ti lamenti, loro continueranno a fare quello che vogliono, socializzando le perdite e privatizzando i profitti, in attesa che arrivi il turno delle banche tedesche, si quelle di Angela Merkel, chissà che non abbia dato il via libera per ripetere lo stesso schema tra qualche mese o anno con Commerzbank o DeutscheBank,  tanto per fare due nomi.
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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