-
Quotazioni da TradingView

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 19 giugno 2017

Il problema non è il debito, ma le politiche monetarie allentate

Secondo il flusso di dati pubblicati dalla FED, il debito degli Stati Uniti in rapporto al PIL rimane ad un livello elevato. Il debito del settore non finanziario in percentuale del PIL si è attestato al 251.7% nel 3° trimestre 2016 rispetto al 230.1% nel 1° trimestre e al 184.3% nel 1° trimestre del 2000.
Il credito al consumo in percentuale del PIL rimane ad un livello record — era pari al 19.9% nel 3° trimestre 2016 rispetto al 15.8% nel 1° trimestre del 2000.
La maggior parte dei commentatori economici considera allarmanti questi rapporti.

Seguendo le orme dell'economista Irving Fisher, si ritiene che un livello molto elevato di debito in rapporto al PIL possa innescare un processo deflattivo e, a sua volta, una crisi economica prolungata e grave. Secondo Fisher l'elevato livello del debito può innescare nove eventi che culmineranno in una grave crisi economica.
[1]
Si mette in moto il processo di liquidazione del debito a causa di qualche shock casuale. Per esempio, un improvviso calo del mercato azionario. L'atto di liquidazione del debito costringe gli individui a vendere gli asset in difficoltà.
A seguito della liquidazione del debito, la massa monetaria inizia a contrarsi e questo a sua volta rallenta la velocità del denaro.
Una calo della massa monetaria porta ad una diminuzione del livello dei prezzi.
Il valore degli asset cala mentre il valore delle passività rimane intatto.

Ciò si traduce in una diminuzione del valore netto, cosa che acuisce i fallimenti.
I profitti iniziano a diminuire e le perdite aumentano.
Produzione, commercio, ed occupazione si riducono.
Tutto ciò porta ad un pessimismo crescente e ad una perdita di fiducia.
Questo a sua volta porta all'accumulo di denaro e ad un ulteriore rallentamento della velocità del denaro.
I tassi d'interesse nominali scendono, ma a causa di un calo dei prezzi i tassi d'interesse reali salgono.
Si osservi che la fase critica in questa catena di eventi è la seconda fase: la liquidazione del debito porta ad un calo dello stock di moneta.

Ma perché la liquidazione del debito causa una diminuzione dello stock di moneta?

Perché la liquidazione del debito fa scomparire il denaro

Prendete un produttore di beni di consumo che consuma parte della sua produzione e il resto la risparmia. In un'economia di mercato, il nostro produttore può scambiare le merci risparmiate per denaro.
Il denaro che riceve può essere visto come una ricevuta, per così dire, per le merci prodotte e risparmiate. Il denaro è una sorta di credito sulle merci.
Può quindi pensare di prestare i soldi ad un altro produttore attraverso la mediazione di una banca. Prestando i suoi soldi, il risparmiatore originale — vale a dire, il creditore — trasferisce le sue rivendicazioni sui risparmi reali al mutuatario.

Quest'ultimo può ora usare il denaro ed acquistare beni di consumo che lo sosterranno mentre sarà impegnato nella produzione di altri beni, per esempio, la produzione di utensili e macchinari.
Si noti che una volta che un creditore presta il suo denaro, abbandona le sue rivendicazioni sulle merci reali per tutta la durata del prestito.
Può la liquidazione del credito pienamente coperto da risparmi, causare un calo dello stock di moneta? La risposta è categoricamente “No”.

Una volta che il contratto scade alla data di maturazione, il mutuatario restituisce il denaro al creditore originale. Il rimborso del debito, o la liquidazione del debito, non ha alcun effetto sulla quantità di moneta.
Anche se per qualche motivo il mutuatario non può rimborsare il debito, il creditore subirà perdite perché il mutuatario non ha utilizzato il denaro in modo produttivo; però non ci sarà un cambiamento nell'offerta di moneta.
Il denaro sarà da qualche parte nell'economia.
Tuttavia le cose stanno diversamente quando una banca utilizza una parte del denaro depositato e lo presta. In questo caso, il proprietario del denaro depositato continua ad esercitare la sua domanda su quel denaro — non abbandona le sue rivendicazioni sui risparmi reali a favore di un mutuatario.

Pertanto quando una banca utilizza una parte del denaro depositato, crea un'altra rivendicazione sul risparmio reale.
Questa rivendicazione è solo una voce vuota — non coperta da risparmio reale. Nel caso del credito pienamente coperto, il mutuatario acquista beni che sono stati prodotti e risparmiati, per così dire.

Perché il credito scoperto è diverso

Le cose cambiano in presenza di credito scoperto, perché non ci sono beni creati e risparmiati.

Di conseguenza una volta che il mutuatario esercita rivendicazioni sulla produzione con denaro scoperto, ciò avverrà a scapito dei titolari di credito pienamente coperto.
Alla data di scadenza del prestito, una volta che il denaro viene rimborsato alla banca, questo tipo di denaro deve scomparire dal momento che non è mai esistito come tale e non ha mai avuto una vero e proprio proprietario.

Il problema non è il debito

Bisogna porre enfasi su un punto: la diminuzione dello stock di moneta che precede la deflazione dei prezzi e una crisi economica, è innescato dalle politiche monetarie allentate della banca centrale e non dalla liquidazione del debito.
È la politica monetaria allentata che fornisce il supporto alla creazione di credito scoperto.

(Senza questo supporto le banche avrebbero difficoltà a praticare il prestito a riserva frazionaria.) Questo credito scoperto, a sua volta, porta ad una ridistribuzione della ricchezza reale dai creatori di ricchezza a quelli che la sprecano.
Questo a sua volta indebolisce la capacità dell'economia di far crescere il bacino della ricchezza reale e di conseguenza indebolisce anche la crescita economica.
(Si noti che il cuore della crescita economica è il bacino della ricchezza reale.)
A causa di una politica monetaria allentata prolungata e aggressiva, il bacino della ricchezza reale inizia a restringersi — ci sono più attività che consumano ricchezza reale rispetto a quelle che la producono.

Una volta che il bacino della ricchezza inizia a restringersi, un qualsiasi evento può innescare un cosiddetto collasso economico.
Ovviamente quando le cose iniziano a cadere a pezzi, le banche cercano di riavere indietro i loro soldi. Una volta che le banche recuperano i loro soldi (cioè, credito creato “dal nulla”) e non rinnovano i prestiti, lo stock di denaro non può far altro che restringersi.
Si noti comunque che la conseguente deflazione dei prezzi e il calo dell'economia, non sono causati dalla liquidazione del debito in quanto tale, né dal restringimento dell'offerta di moneta, bensì dal restringimento del bacino della ricchezza reale a causa delle precedenti politiche monetarie allentate.
Con il restringimento del bacino della ricchezza reale ed il conseguente calo dell'attività economica, i bilanci delle banche iniziano a proliferare di asset deteriorati.

Quindi, per migliorare la loro solvibilità, le banche cominciano a limitare l'espansione del credito.
Nei suoi scritti Fisher sosteneva che la dimensione del debito determina la gravità della crisi economica. Disse che la deflazione a seguito del crollo del mercato azionario dell'ottobre 1929 ebbe un effetto maggiore sulla spesa reale rispetto alla deflazione del 1921, perché il debito nominale era molto maggiore nel 1929.
Tuttavia non è la dimensione del debito in quanto tale che determina la gravità di una recessione, ma piuttosto le politiche monetarie della banca centrale e lo stato del bacino della ricchezza reale.

Non è il debito, ma queste politiche monetarie allentate che causano una cattiva allocazione della ricchezza reale.
Incolpando il debito come causa delle recessioni economiche, si assolve la FED da ogni responsabilità per l'avvio dell'intero processo. Si noti che molti commentatori sono del parere che, a causa della deflazione dei prezzi, l'onere del debito si intensifica.
Di conseguenza si ritiene che mediante la stampa monetaria questo peso possa essere alleviato, arrestando così il declino economico.

In realtà, il pompaggio di più soldi diluisce ulteriormente il bacino della ricchezza reale e peggiora solamente le cose.
Di Frank Shostak
Traduzione di Francesco Simoncelli
_________________________________________________________________________________

Note

  1. Irving Fisher, Boom and Depressions (London: George Allen, 1932), p.
    39.
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.