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giovedì 29 giugno 2017

Ftse Mib: non c'è da temere per ora. Quali i segnali di allerta?

Ftse Mib: non c'è da temere per ora. Quali i segnali di allerta?
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
A distanza di una settimana dall'ultima intervista ci troviamo ancora in presenza di una fase laterale a Piazza Affari. Quali sono le sue previsioni nel breve per il Ftse Mib?
Sappiamo bene che uno dei fattori critici del nostro mercato è rappresentato dalle banche. Nelle scorse giornata abbiamo avuto delle notizie molto delicate in questo settore, ma il Ftse Mib ha reagito in maniera molto contenuta, mantenendosi nello stesso range in cui ormai è inserito da diverso tempo.
Fino a quando le quotazioni si manterranno in questo canale laterale non dovremmo avere particolari paure, ma i timori arriverebbero qualora qualche dubbio dovesse sorgere sugli altri indici, americani ed europei.
Un andamento ribassista di questi ultimi si tradurrebbe in una partenza più vigorosa al ribasso a Piazza Affari perchè gli operatori approfitterebbero della debacle degli altri mercati per forzare la mano sul nostro.
A mio giudizio inizia a delinearsi il pericolo di uno scenario di questo tipo, anche se per il momento tutto rimane abbastanza stabile tanto per l'azionario europeo quanto per quello americano.
Non vedo al momento questa negatività, ma direi che bisogna tenersi pronti a questa possibilità, perchè un'eventuale flessione delle Borse avverrà con molta più rapidità del rialzo visto fino ad ora.
Per il Ftse Mib fino a quando i corsi si manterranno al di sopra dei 20.500/20.600 punti non vedrei alcun tipo di difficoltà. Al di sopra dei 21.170/21.200 assisteremo ad uno sviluppo rialzista e diversamente bisognerà rimanere alla finestra perchè vedo una situazione abbastanza neutrale fino a quando il nostro indice si manterrà all'interno del range compreso tra i 21.250 e i 20.600/20.500 come zona di supporto.
Il consiglio è di rimanere alla finestra, mantenendo tutti i livelli di allerta, laddove dovessimo assistere ad una cattura di area 20.600/20.500, sotto cui andremo incontro con buona probabilità alla chiusura del gap-up aperto ad aprile.
L'euro-dollaro continua ad apprezzarsi e si spinge in direzione di quota 1,14. La moneta unica salirà ancora nel breve?
L'euro-dollaro è finalmente arrivato e ha anche superato la soglia di 1,135 di cui più volte abbiamo parlato nelle scorse settimane. Il livello appena citato è una resistenza che bisogna tener presente e se la forza rialzista dovesse mantenersi ancora viva, assisteremo al raggiungimento di area 1,14, ormai a portata di mano.
Oltre questo ostacolo le soglie degli 1,15 e degli 1,16 finiranno nel mirino dell'euro-dollaro, raggiunti i quali però la corsa della moneta unica dovrebbe frenare. Tra gli 1,15 e gli 1,16 euro mi aspetto parecchia forza ribassista, ma per il momento c'è ancora spazio per una salita e fino a 1,145 c'è campo libero senza particolari ostacoli.
Le ultime dichiarazioni del presidente della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) , Mario Draghi, hanno dato un po' di brio all'euro-dollaro per il quale è sempre valida la posizione del presidente Trump che non vuole un biglietto verde forte.
E' ovvio che gli investitori quando hanno qualche amo a cui agganciarsi, per loro diventa facile far sì che prosegua il rialzo dell'euro-dollaro.
Il petrolio continua a recuperare terreno dopo le vendite accusate di recente che lo hanno portato a poca distanza dai 42 dollari. Fin dove potrà spingersi il rimbalzo in atto?
Non vedo quella attuale come una fase rialzista per il petrolio, perchè ritengo che la discesa non sia ancora del tutto completa. Ci sono dei minimi di riferimento che possono essere rivisti considerando che non siamo ancora in presenza di un'economia in netta ripresa a livello globale.
Mancano ancora diverse componenti che potrebbero creare un aumento della domanda di greggio che al momento mantiene un valore corretto.
Al rialzo per il petrolio non mi aspetto grandi slanci oltre la soglia dei 45 dollari al barile, vedendo piuttosto nuovi ribassi in direzione di area 42 dollari avvicinata di recente.
Sarà lo sforamento di uno di questi due estremi ad avere altri risvolti, ma in entrambi i casi mi aspetto solo dei superamenti parziali delle aree individuate a 42 e a 45 dollari, con successivo ritorno verso il valore reale dell'oro nero per il quale ritengo che i 42-41 dollari dovrebbero essere un giusto prezzo per il momento.

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