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lunedì 19 giugno 2017

Etf a confronto: Azionari Globali

Lo stato di salute dell’economia mondiale è senza dubbio migliorato nell’ultimo anno. Gli indicatori di fiducia, la produzione industriale, il mercato del lavoro e il commercio internazionale hanno registrato progressi nella maggior parte dei paesi. Secondo l’ultimo World Economic Outlook a cura del Fondo monetario internazionale, pubblicato ad aprile, la crescita globale è stimata al 3,5% per il 2017 e del 3,6% per il 2018 (dal 3,1% registrato nel 2016).
Più nel dettaglio, l’Fmi prevede per quest’anno un aumento del 2,3% del Pil statunitense e dell’1,7% per quello della zona euro (per l’Italia, un misero 0,8%). I paesi emergenti nel loro complesso dovrebbero crescere del 4,5%.
Tre le economie avanzate, le proiezioni di crescita sono state riviste verso l'alto negli Stati Uniti, anticipando una politica fiscale favorevole, in particolare dopo le elezioni di novembre, che rafforzerebbe il momento di ripresa.

Le prospettive sono migliorate anche per l'Europa e il Giappone, sulla base di un recupero ciclico nel settore manifatturiero e nel commercio, iniziato nella seconda metà del 2016.
Evoluzione dell’indice Morningstar Global Markets Large Cap NR da inizio anno
Dati in euro al 14 giugno 2017
Fonte: Morningstar Direct
Dalle elezioni statunitensi, le aspettative verso una politica fiscale accomodante hanno contribuito a un dollaro più forte e al rialzo dei tassi d’interesse.

La risposta del mercato è stata positiva, con notevoli guadagni sui mercati azionari sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti.
Tuttavia, questa espansione ciclica ancora modesta non è ancora abbastanza robusta per produrre un miglioramento duraturo della produzione o per ridurre le disuguaglianze persistenti.
Rispetto alla media dei 20 anni precedenti la crisi, la crescita del PIL pro capite dei paesi Ocse rimane di oltre mezzo punto percentuale più debole. Senza contare le conseguenze negative di eventuali politiche eccessivamente protezionistiche, di une risalita troppo rapida dei tassi negli Usa, di una stretta sui finanziamenti nei paesi emergenti o di shock geopolitici che potrebbero aumentare la vulnerabilità finanziaria di intere regioni.

L’offerta europea

Per gli investitori del vecchio continente, sono disponibili 74 Exchange traded fund che offrono un’esposizione ai vari indici azionari globali.

Di seguito è riportato un focus sui 12 replicanti che sono coperti dalla ricerca qualitativa di Morningstar.
Tra quelli quotati anche in Italia, si distingue per masse gestite l’iShares Core MSCI World UCITS ETF, un fondo che usa la replica fisica ottimizzata per tracciare l’indice.
In pratica, l’Etf acquista un insieme di titoli scelti in modo da creare un portafoglio sufficientemente simile a quello del benchmark ma con un numero di componenti inferiore, in modo da ottimizzare i costi di transazione. iShares può effettuare il prestito titoli per un importo fino al 100% del valore patrimoniale netto (Nav) del fondo.

Blackrock, società madre di iShares, gestisce il processo di prestito titoli e si tiene il 37,5% dei redditi derivanti, mentre il 62,5% restante viene condiviso con gli aderenti all’Etf. Per proteggere il fondo dal rischio di controparte che nasce da questa pratica (che teoricamente può portare ad una perdita pari al 100% del capitale), iShares utilizza un collaterale superiore al valore del prestito.
I livelli di garanzia variano dal 102,5% al 112% del valore dei titoli in prestito, a seconda delle attività previste dal debitore come garanzia.
Di Valerio Baselli
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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