-

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 26 giugno 2017

Eni: il greggio debole è una zavorra, ma i broker restano buy


Comincia nel segno del recupero a Piazza Affari la settimana di Eni, favorito oggi nella prima fase di contrattazioni insieme a tutto il comparto petrolifero milanese da un moderato rimbalzo del greggio, che dopo una settimana archiviata in arretramento di oltre il 4% ha viaggiato per tutta la mattinata in buon rialzo prima di ritracciare poco sopra i 46 dollari al barile (0,13% a 46,05 dollari alle 10).
Il titolo del cane a sei zampe, reduce da due chiusure negative nell'ultima parte della scorsa ottava, si è spinto in mattinata fino a un massimo intraday a quota 13,71 euro e scambia alle 14 a quota 13,67 euro, in rialzo frazionale dello 0,66% e con circa 5,2 milioni di pezzi scambiati, a non poca distanza dai volumi medi di scambio giornaliero degli ultimi tre mesi pari a circa 14 milioni di pezzi. 

Le stime di Equita sul prezzo del greggio

Il recupero di oggi arriva tra l'altro nonostante una nuova previsione peggiorativa sull'andamento del mercato del greggio fornita questa mattina dagli analisti di Equita, che hanno stamane tagliato di 5 dollari le loro stime sulle quotazioni del Brent per il periodo 2017-2019, abbassando di conseguenza anche la stima sui profitti della compagnia petroliefera italiana.
LA sim milanese nota in particolare che i risultati deludenti del piano Opec per ridurre le scorte globali da inizio anno rendo meno favorevole lo scenario sul petrolio nel 2017, non sufficienti a bilanciare la crescita della produzione oltre le attese in paesi come Stati Uniti, Libia e Nigeria.
Nonostante ciò, gli esperti si dichiarano "costruttivi" sui prezzi del greggio.

 "Nel 2016,"  si legge nella nota, "i sanzionamenti di progetti e le scoperte hanno toccato un minimo storico pluridecennale", il che potrebbe a fine decennio "aprire un gap tra domanda e offerta che potrebbe superare, in assenza di una pronta risposta di mercato, i 5 milioni di barili al giorno".
Gli stesso ipotizzano, quindi, che i prezzi del greggio possano recuperare gradualmente un livello sufficiente a incentivare gli investimenti per colmare il gap di offerta che si starebbe creando nei prossimi anni.

"La nostra ipotesi è pari a 50 dollari al barile quest'anno: la media da inizio anno è 52 dollari al barile e lo spot a 46 dollari al barile, 65 dollari al barile nel 2018, 70 dollari al barile nel 2019", aggiungono gli analisti di Equita.

La view su Eni

Il peggioramento dell'outlook sul prezzo del greggio ha effetti negativi anche sulle stime relative a Eni, ma non al punto da spingere la sim a cambiare la sua strategia sul titolo del cane a sei zampe, su cui Equita mantiene la sua raccomandazione "Buy" seppur con un target price ridotto.
Nel dettaglio, Equita ha tagliato in media del 14% le previsioni di utile per azione della società relative al periodo 2017-2019, prevedendo un eps di 43,8 centesimi di euro quest'anno e di 84,5 centesimi di euro nel 2018, riflettendo la di conseguenza deciso di abbassare il prezzo obiettivo sull'azione da 17 a 16 euro.
La sim nota in particolare che la società petrolifera italiano raggiunge il pareggio di free cash flow a 45 dollari al barile.
Inoltre, viene segnalato che una certa sucurezza sulla copertura del dividendo viene assicurata dalle recenti dismissioni di asset in Egitto e in Mozambico)
Infine, guardando ai multipli, Equita segnala che Eni offre uno sconto  nell'ordine del 10-20% rispetto ai competitor su base enterprise value/ebitda e rendimento del dividendo.

Eventuali catalizzatori sono l'attività esplorativa in Messico, la dismissione del business retail gas&power e una joint venture per Versalis", concludono gli esperti della sim.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.