-

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 29 giugno 2017

Come non detto?

Evidentemente per i mercati azionari non è ancora il momento di correggere. Martedì scorso la scivolata dei mercati azionari, avvenuta uniformemente in USA e in Europa, aveva trascinato i principali indici sui supporti dello stretto trading range, entro cui vivacchiavano da alcuni giorni.
L’aumento repentino di volatilità lasciava pensare che un tentativo di sfondamento sarebbe avvenuto ieri. Così, infatti è successo in mattinata in Europa, quando le aperture in ulteriore calo sembravano confermare lo scenario. Ma a questo punto, quando i supporti sembravano incapaci di contenere le vendite, è arrivato il solito aiutino politico ai mercati.

Probabilmente Draghi e la BCE debbono essere rimasti impressionati dalla reazione dei mercati alle parole apparentemente meno accomodanti del solito, pronunciate da Draghi il giorno precedente, aprendo il meeting portoghese dei governatori delle principali banche centrali del mondo industrializzato (eccetto la FED, che non è presente).
La paura che i mercati si spaventassero troppo ha spinto il vice-Presidente BCE Constancio ed altri membri del direttorio BCE a correggere la reazione dei mercati, affermando, senza mezzi termini, che questi avevano male interpretato le parole di Draghi, il quale non voleva affatto comunicare cambiamenti futuri della politica monetaria europea.

Si è trattato di una smentita bella e buona, fatta con l’evidente scopo di frenare la corsa dell’euro, che stava premendo per arrivare a 1,14 contro il dollaro, la salita dei rendimenti ed il calo degli indici azionari.
Non dobbiamo stupirci di questi interventi manipolativi sui mercati.
Non sono un’eccezione, ma la regola, poiché le banche centrali sono sempre più ostaggio del comportamenti dei mercati e temono ora molto più che in passato il potere devastante che i grossi player (fondi hedge, banche d’affari e software automatici) possono avere sui destini della finanza e dell’economia mondiale.
L’intervento è bastato a calmare gli animi e, di primo acchito, ha fermato i movimenti che si stavano esprimendo sul cambio, sull’obbligazionario e sull’azionario.

Poi, nel pomeriggio, la tenuta di Wall Street, che è rimbalzata anch’essa sui supporti, ha consentito la riscossa dell’azionario, che in Europa ha recuperato tutte le perdite, mentre in Italia, grazie al buon momento dei bancari, dopo l’aiuto fornito dalla “soluzione” a carico del contribuente del problema banche venete, il rimbalzo è diventato corposo rialzo, che ha annullato completamente il passo falso del giorno precedente e riportato il Ftse-Mib al di sopra dei 21.000 e in prima posizione nella classifica europea delle performance giornaliere.
In USA il rimbalzo ha positivamente contagiato anche il Nasdaq100, che per ora ha fugato i timori del giorno prima e non ha completato l’incombente testa e spalle ribassista.
Insomma: come non detto, nel vero senso della parola.

La smentita sulle parole di Draghi  ha portato gli indici a smentire a loro volta le proprie apparenti intenzioni correttive. L’azionario torna all’interno del tranquillo trading range laterale, con possibilità che l’inerzia positiva ricavata dallo scampato pericolo spinga gli indici migliori addirittura a testare le resistenze, che sono per SP500 i massimi assoluti di 2.454, e per il nostro Ftse-Mib l’area 21.200-21.250, che ha respinto i tentativi rialzisti italiani per ben 6 volte nel mese di giugno.
Tutto bene quel che finisce bene?
Non sarei così spavaldo, anche perché il rimprovero di Constancio è bastato a far cambiare idea ai mercati azionari, ma è stato assai meno efficace sui rendimenti obbligazionari.

Quelli del Bund, dopo un momentaneo passo indietro, nel finale di seduta hanno ricominciato a salire e sono tornati più vicini ai massimi di inizio giornata che ai minimi del primo pomeriggio, realizzati dopo le parole di rettifica dei membri BCE. Un po’ meglio è andata a quelli del BTP, che dopo l’accelerazione iniziale fino al 2,10%, hanno frenato e chiuso sui livelli del giorno prima al 2,02%.
Ma comunque non sono scesi.
L’euro, addirittura, che nei confronti del dollaro aveva perso di botto quasi un centesimo sulle parole di Constancio, passando da 1,138 a 1,129, nel pomeriggio ha recuperato tutto e nella notte ha addirittura sfondato 1,14, mostrando, a mente fredda, di credere assai poco alle smentite BCE.
Del resto, a ben vedere, nel meeting portoghese Draghi non è stato il solo a parlare con tono meno accomodante del solito, anche se poi ci hanno detto che abbiamo capito male (vabbè… aspettiamo che parli di nuovo).

L’impressione che le banche centrali comincino a preoccuparsi più del rientro verso la normalità monetaria che del sostegno alle economie pare rafforzarsi, e lo si vede sul valutario e sull’obbligazionario. La Yellen comincia a non essere più l’unica ad alzare i tassi.
Carney, governatore della Banca d’Inghilterra,  proprio ieri ha affermato l’intenzione di alzare anch’esso se arriveranno conferme positive dal ciclo economico. Altri governatori minori hanno irrigidito i toni, come sembrava avesse fatto anche Draghi.
Pertanto oggi sarà bene non dare per scontato che quello di martedì sia stata uno sbaglio interpretativo.
Per ora solo l’azionario ha rettificato la sua impressione.

 Ma i soldi che circolano sui mercati azionari sono molti meno di quelli che popolano l’obbligazionario ed il valutario. Perciò è bene non sottovalutare i messaggi che questi ultimi due mercati, così grossi, ci inviano.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.