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mercoledì 14 giugno 2017

Borse, semplice rotazione settoriale o rischio di cali estesi?


NB la versione corredata di grafici di questo articolo e' disponibile all'indirizzo
http://ftaonline.com/blog/borse-semplice-rotazione-settoriale-o-rischio-di-cali-estesi
Venerdì 9 giugno il mercato USA ha fatto vedere un esempio da manuale di "Sector Rotation" in azione: tecnologici e Nasdaq in forte storno e settore Bancario (ma non solo) in ripresa.
Gli operatori sono stati colti alla sprovvista, un crollo del Nasdaq cosi' repentino ed esteso con gli altri indici sostanzialmente fermi e' difficile da spiegare, e' cosi' si e' sviluppata una certa psicosi da "bolla", termine usato da molti commentatori per descrivere la attuale situazione del comparto tecnologico.

In realta' forse la spiegazione e' di natura diversa e meno scenografica: l'azionario nel suo complesso non ne vuole sapere di correzioni, i listini vengono spinti in alto da novembre dall'effetto Reflation del Presidente Trump e semplicemente potrebbe esserci stato un passaggio di testimone dal settore tecnologico ad alto tasso di crescita ad altri comparti meno brillanti fino a quel momento quando gli effetti inflattivi post-elettorali sono cominciati a sfumare.
Probabilmente, ma questo meriterebbe un diverso grado di analisi, l'importanza che dal 2007 ad oggi hanno assunto gli ETF e l'Index Investing in generale, ha davvero influenzato le modalita' con le quali finora i prezzi si formavano nel mercato, sia per le common stocks che per i bond.
Basti pensare che durante l'ultimo decennio, 1100 miliardi di dollari sono confluiti in ETF e in Fondi indicizzati e che i Fondi cosiddetti attivi (Stockpickers) hanno complessivamente perduto piu' di 800 miliardi di dollari.
Sicuramente le valutazioni dell'equity statunitense, in un sistema di tassi di interesse come quello degli ultimi anni, non possono che rimanere elevate, essendo l'inflazione degli asset finanziari un tipico effetto (forse voluto) della politica (per alcuni sconsiderata) "negative interest rate policy" (NIRP) seguita dalla maggioranza delle Banche Centrali.

Certo e' che gli ETF e l'Index Investing portano ad una distorsione nel turnover della liquidita' dei titoli che contengono e creano effetti di rapida "sector rotation" che prima avvenivano invece in un periodo di tempo piu' lungo, all'interno dei classici Business Cycles. Ora a causa della perversa combinazione di Banche Centrali super accomodanti e di deflazione la "sector rotation" e' sempre piu' rapida, alimentata anche dagli ETF che nascono a tema.
Particolarmente forte e' la crescita degli Etf specializzati nel settore tecnologico, per i quali le sottoscrizioni sono in costante crescita, tanto che questi fondi potrebbero nel prossimo futuro arrivare a costituire il 25% di tutti i patrimoni in gestione nel mondo.
Quindi che fare, scappare dai mercati azionari dopo lo scricchiolio sinistro fatto udire dal Nasdaq o semplicemente orientare diversamente la composizione del portafoglio, alleggerendo il comparto tecnologico in favore di quelli piu' tradizionali?
Un primo spunto di analisi viene dallo studio del grafico di forza relativa risultante dal rapporto tra l'ETF iShares Value (IVE) e l'ETF iShares Growth (IVW).

Nel Value spiccano il sistema bancario e industriale, nel Growth prevalgono invece i tecnologici e i settori ad alto tasso di crescita. Dopo il trend negativo parabolico iniziato con l'inizio del 2017 subito dal settore Value (l'andamento al ribasso del grafico evidenzia il fatto che il Value sottoperforma il Growth), venerdi' 9 giugno si e' realizzata l'improvvisa ed altrettanto parabolica inversione di tendenza con il grafico tornato in prossimita' di minimi di inizio 2016.
E' presto per parlare di definitivo cambio di testimone ma l'evidente ipervenduto, con divergenze rialziste, sull'indicatore Rsi a 14 giorni calcolato per il grafico di forza relativa evidenzia per lo meno un eccesso di velocita' nella discesa della curva e quindi la necessita' di una fase di assestamento, se non di inversione.

Nel tentativo di capire quale potrebbe essere la portata di questo balzo del grafico di forza relativa si possono studiare i singoli strumenti che lo compongono.
Il grafico dell'indice Nasdaq 100 mostra come i prezzi abbiano toccato con i massimi di inizio giugno il lato alto del canale crescente partito dai minimi di fine 2016, una resistenza che si e' opposta nettamente alla avanzata dei prezzi.
La eventuale violazione a 5600 della base del canale e della media mobile a 50 giorni confermerebbero l'avvio di una fase calante diretta almeno verso i 5350/450 punti, dove si colloca anche il gap del 24 aprile. Quadro grafico del tutto simile per l'Etf XLK, Technology Select Sector SPDR Fund, con la media mobile a 50 giorni e la base del canale rialzista coincidenti in area 55 (sotto quei livelli atteso il test di 52,5) e soprattutto per l'ETF VanEck Vectors Semiconductor (SMH) dei semiconduttori in crollo da area 89,70 dopo che a maggio aveva rotto la linea superiore di un canale rialzista con un'accelerazione di trend parabolica che, giustamente, avrebbe creato qualche diffidenza di tenuta a piu' di un analista tecnico (l'adagio "too far too fast" spesso trova poi riscontro nel comportamento dei prezzi).

Per tutti questi strumenti comunque e' possibile ricavare una quadro grafico di breve incerto ma l'uptrend rialzista di fondo non viene ancora messo in discussione, come accadrebbe invece con il Nasdaq 100 sotto i 5350 punti.
Per converso il grafico dell'XLF, il Financial Select Sector SPDR® Fund rappresentativo del settore finanziario, fino a fine maggio considerato da molti accreditati "classical chartist analysts" statunitensi come un Head & Shoulders in formazione, il classico "testa spalle", una figura ribassista dalle implicazioni negative di solito durature.

Tale figura tuttavia non solo non si e' completata (la base del testa spalle e' la linea disegnata dai minimi di gennaio passante in area 23,00) ma e' anche definitivamente abortito dopo la seduta di venerdi' con il superamento dei massimi di aprile e maggio di area 24,00. A questo punto ipotizzare il ritorno sui massimi di inizio anno in area 25,25 appare corretto.
Oltre quei livelli poi la pausa correttiva degli ultimi mesi verrebbe accantonata e diverrebbe possibile ipotizzare il raggiungimento di obiettivi in area 27,50 almeno.
Mohamed El-Arian, Chief Economist di Allianz, intervistato pochi giorni fa dalla CNBC, sosteneva che questo mercato è e rimane essenzialmente "liquidity driven", trainato dal flusso di liquidita'.

Secondo l'economista ogni riferimento ad una Reflation Trade e' fuorviante e non coglie nel segno. Prima di abbandonare l'idea che la borsa nel suo complesso possa continuare a salire, e la tentazione sarebbe molto forte vista la storia di successi e nuovi record che ci precede e che sicuramente rende nervosi, meglio quindi continuare a stare ai fatti e verificare costantemente la tenuta dei supporti indicati.
Solo la violazione di quei sostegni sarebbe infatti la prova che l'uptrend e', almeno temporaneamente, alle spalle.
(AM - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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