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lunedì 12 giugno 2017

Borse deboli dopo il sell-off sul Nasdaq. Focus sulla politica

Davide Pantaleo
 
La settimana è partita con il segno meno per la piazza azionaria giapponese che, dopo il recupero di venerdì scorso, è tornata a perdere terreno oggi. L'indice Nikkei 225 è sceso dello 0,52%, frenato dal ribasso accusato dai tecnologici a Wall Street prima del week-end. Il listino nipponico non è stato aiutato dal calo del petrolio e ancor più dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio tornato in mattinata a ridosso di quota 110.
In rosso le Borse europee che da subito hanno imboccato la via delle vendite, frenate anch'esse dal sell-off che ha colpito il Nasdaq Composite venerdì scorso. Il focus degli investitori è ancora rivolto al fronte politico dopo che ieri il primo turno delle elezioni legislative in Francia ha decretato la vittoria del partito di Macron, rafforzando così la posizione del neo presidente.
In Italia invece le elezioni amministrative che hanno interessato circa 1.000 Comuni hanno visto un arretramento del Movimento 5 Stelle, favorendo così un allentamento delle tensioni sul fronte dello spread BTP-Bund.
Indicazioni che tuttavia non offrono un sostegno ai listini visto che il Cac40 arretra dello 0,64%, seguito dal Dax30 e dal Ftse100 che scendono rispettivamente dello 0,48% e dello 0,4%.
Per oggi non sono previsti dati macro di rilievo in Europa, fatta eccezione per l'aggiornamento relativo alla produzione industriale di aprile per la quale si prevede una variazione positiva dello 0,2%, in frenata rispetto al rialzo dello 0,2% precedente.
Intanto anche Piazza Affari viaggia con il segno meno e vede il Ftse Mib in area 21.050 con un ribasso dello 0,3%.
La flessione dei prezzi del petrolio che si mantengono al di sotto dei 46 dollari al barile non ferma i titoli del settore oil. Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) mette a segno un rally di oltre il 3%, seguito da ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) che sale dell'1,3%, mentre Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) è più cauto con un vantaggio dello 0,15%.
Sale in controtendenza di poco più dell'1% Fca, mentre si muovono a due velocità i bancari con Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) in ascesa dello 0,83% nel giorno in cui ha preso il via l'aumento di capitale da 400 milioni di euro.
In positivo Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) che crescono dello 0,37% e dello 0,15%, mentre Bper Banca e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) scendono dello 0,12% e dello 0,29%, lasciando più indietro Banco BPM che accusa un ribasso dell'1,6%.
Sotto scacco STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) che lascia sul parterre il 6,5% complice la negatività che si è abbattuta venerdì scorso sul settore tecnologico Usa.
In progresso dello 0,77% FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) dopo che Mediobanca ha confermato la raccomandazione "neutral" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 6 a 7 euro. Gli stessi analisti hanno ribadito il rating "outperform" su Banca Generali, con un target price a 30 euro, ma il titolo è poco moss oggi con un frazionale calo dello 0,1%. 
Per oggi anche in America non sono previsti dati macro di rilievo.

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