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venerdì 9 giugno 2017

Bond oggi: sterlina, cross ed emissioni da monitorare

Lorenzo Raffo
 
Da sempre la sterlina è una valuta assoggettata a forti variazioni, con una differenza però: mentre in passato i trend erano di lungo periodo e sostanzialmente legati a fluttuazioni di politica monetaria, dall’anno scorso tutto dipende da come si affronterà la Brexit. I risultati elettorali della notte – esagerati dai media con la parola crollo e disfatta per la valuta inglese – in realtà hanno certamente evidenziato debolezza, ma senza le esasperazioni di chi enfatizza la confusione politica creatasi oltre Manica.
I “pivot point” decisivi
L’analisi grafica evidenzia come la sterlina sia tornata proprio su livelli già toccati a metà gennaio e a metà marzo. Gli 0,90 contro euro dello scorso anno sono rimasti lontani, visto che si è mossa per tutta la notte fra 0,879 e 0,875, con una volatilità “intra night” abbastanza contenuta. I giorni decisivi saranno i prossimi, quando si dovrà affrontare la costituzione di un Governo. Punte verso 0,90 non sono da escludere, ma proprio esasperate fasi di debolezza costituiranno interessanti punti di entrata, come già successo nel 2016. I livelli da monitorare sono così, per un’operatività di medio termine (tipica delle obbligazioni), quelli di 0,8801 e poi 0,8846 e infine 0,8920, successivi “pivot point”, gradini delle resistenze per il “cross” su base settimanale. 
Meglio restare sulla parità o giù di lì
Per le obbligazioni su cui puntare, date le incertezze sull’evoluzione della politica monetaria inglese in futuro, è consigliabile puntare oggi sulle tasso misto, sia trasformatesi già in tasso variabile puro sia ancora a struttura originale, ovvero con la parte a tasso fisso in corso. Ne abbiamo selezionato quattro, presenti al Mot. Possono soddisfare la ricerca di rendimento con una certa volatilità delle quotazioni, non esponendo però a “buy” lontani dalla pari:
  • Bnp Paribas (Londra: 0HB5.L - notizie) – tasso variabile indicizzato Gbp Libor 3 mesi maggiorato di spread su base annua dello 0,80% - scadenza 12/4/2026 – ammontare 20 milioni di Gbp – taglio 1.000 Gbp – Isin XS1385360505 – volatilità media 14,5%. Il titolo quota sui 98,6 Gbp, ma è stato soggetto a forti variazioni nelle ultime sedute, con anomali “spikes” oltre 103.
  • Banca Imi – tasso variabile indicizzato Gbp Libor 3 mesi maggiorato di spread su base annua dello 0,50%, per le cedole in pagamento il 14 maggio 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 – scadenza 14/5/2022 – ammontare 180 milioni di Gbp – taglio 1.000 Gbp – Isin IT0005114357 – volatilità media 13,9%. Il titolo quota sui 99,2 Gbp.
  • Credit Suisse (IOB: 0QP5.IL - notizie) – tasso misto con tasso fisso iniziale 4,0% per le cedole in pagamento il 7 giugno 2017, 2018 e 2019 e poi tasso variabile indicizzato Gbp Libor a 3 mesi, maggiorato di spread 0,40%, con “cap” al 4,0% e “floor” allo 0%, per le restanti cedole in pagamento il 7 giugno a partire dal 2020 e fino a rimborso – scadenza 7/6/2026 – ammontare 50 milioni di Gbp – taglio 1.000 Gbp – Isin XS1396701168 – volatilità media 7,4%. Il titolo ha subito forti pressioni rialziste nelle ultime sedute, con un “upside” a 102,5 Gbp, ma punte anche sopra 104.
  • Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) – tasso misto con tasso fisso 3,10% per le cedole in pagamento fino all'11 aprile 2020 e poi tasso variabile indicizzato Libor Gbp a 3 mesi, maggiorato di spread 0,25% per le restanti cedole in pagamento dall'11 luglio 2020 e fino a rimborso – scadenza 11/4/2026 – ammontare 50 milioni di Gbp – taglio 1.000 Gbp – Isin XS1377799355 – volatilità media 14,6%. Il titolo quota sui 104 Gbp ma ha messo in luce una forte variabilità nei mesi scorsi.

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