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lunedì 5 giugno 2017

Bond oggi: lo yuan fa il pazzariello e frutta anche il 3,9%

Lorenzo Raffo
 
Giornate decisamente volatili per la valuta cinese, ancora poco presente nei portafogli obbligazionari. Dopo una puntata a 7,74 contro euro il 22 maggio, è iniziato un rimbalzo che ha fatto riprendere vigore allo yuan, tornato su quota 7,65. Non si è trattato di una reazione tecnica a seguito di una fase di indebolimento strutturale partita a inizio 2017, pur con rilevante variabilità del trend. A determinare il movimento sarebbe stato un vero e proprio sostegno realizzato dalla Banca Centrale di Pechino come reazione al recente abbassamento di rating da parte di Moody’s. In realtà già il 2016 era stato complesso, con una caduta di circa il 7% sul dollaro, il che aveva portato lo yuan ai livelli più bassi dal 2014 in poi.
Un nuovo meccanismo 
Cosa stia effettivamente accedendo non è semplice da accertare. Pechino ha infatti dichiarato da poco di voler modificare il meccanismo di fissazione del cambio con il dollaro, il che è stato visto come un passo indietro rispetto ai tanti impegni precedenti di essere intenzionata a lasciar fluttuare la quotazione. Qualcosa sta succedendo e in un simile contesto la valutazione della divisa cinese come alternativa, nei portafogli obbligazionari, alle monete forti tradizionali, quali dollaro Usa, sterlina inglese e dollaro australiano, deve cominciare a essere presa in considerazione. E’ pur vero che il movimento degli ultimi mesi, con il “breakout” di quota 7,5 contro euro, ha attenuato i sogni di gloria di chi sperava che lo yuan potesse proseguire nel trend di rafforzamento avviatosi nel 2008, quando scambiava a 11 contro la nostra moneta, ipotizzando addirittura quota 6 entro il 2018.
Tante emissioni, poche emissioni
Il quadro globale dei bond in yuan è enorme, ma nella stragrande maggioranza si tratta di emissioni trattabili solo sul mercato interno e quindi inibite agli investitori occidentali, che devono accontentarsi delle obbligazioni di emittenti sovranazionali e di corporate occidentali, presenti soprattutto alla Borsa di Francoforte. La maggioranza ha tagli da 1 milione di yuan, equivalenti a circa 131.000 euro. Recentemente è però arrivato su Borsa Italiana un World Bank Sustainable (rating AAA – aliquota fiscale 12,5% - Isin XS1442211923) a cedola 2,5% e scadenza 2021, che quota sui 99 e ha lotto minimo 10.000 Cny. 
I due migliori sono loro 
Il vantaggio della presenza sul Mot è indubbio, ma in termini di rendimento questo World Bank viene superato da altre obbligazioni dello stesso emittente trattate sull’“Otc”:
  • IBRD (Word Bank) - cedola 3,25% - scadenza 23/7/2018 – Isin XS1264499846 – taglio 10.000 Cny – quotazione sui 99,2 e “yield” al 3,9%.
  • IFC (World Bank) – cedola 3,1% - scadenza 24/9/2019 – Isin XS1111687684 – taglio 10.000 Cny – quotazione sui 98,6 e “yield” 3,7%. 
Decisamente maggiori infine i rendimenti – attestati fra il 5 e il 6% - di bond riferiti a corporate europee e statunitensi ma espressi in yuan, con taglio di 1 milione. Un mondo a parte in cui si rischia di perdersi, sebbene con valutazioni di credito spesso elevate.

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