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mercoledì 28 giugno 2017

Banche centrali ancora protagoniste, Euro volatile

IG
 
Borse europee chiudono contrastate una seduta dominata dalla volatilità. A muovere i mercati oggi sono state ancora una volta le notizie arrivate dalle Banche centrali. In particolare, secondo quanto riportato da Reuters, una fonte vicina alla notizia avrebbe rivelato che il discorso di ieri di Draghi è stato mal interpretato (“misjudged”) dagli operatori, che hanno dato una view piuttosto restrittiva alle sue parole. Secondo la fonte, la Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) monitorerà da vicino ancora i dati per vedere se inflazione e crescita proseguono il trend di recupero visto negli ultimi trimestri. Le aspettative degli operatori e le parole di Draghi faranno i conti con la realtà nelle prossime due sedute, quando saranno rese note le stime flash sull’inflazione preliminare di giugno di Germania ed Eurozona. Da quest’ultimo dato è attesa un’ulteriore decelerazione dopo quella di maggio, ma se il dato dovesse essere peggiore delle attese non escludiamo che le prese di profitto sull’euro potrebbero accentuarsi.
Dopo la notizia di Reuters, sono partite delle massicce prese di profitto sulla moneta unica che ha perso violentemente terreno verso le principali valute mondiali. I movimenti, però, sono rimasti ben lontani dai livelli di partenza di ieri, prima del discorso di Draghi, segnale questo che si è trattato solo di un movimento fisiologico e speculativo, ma non c’è una reale convinzione di una debolezza più marcata dell’euro al momento. A dimostrazione di ciò, l’euro/dollaro è tornato ad avvicinarsi a 1,14, livello approcciato già stamane. Salvo temporanee fasi correttive, derivanti anche dai dati sull’inflazione di venerdì, continuiamo a vedere il cambio proiettato sopra 1,15 nelle prossime settimane. Non escludiamo che nel terzo trimestre si abbiano spike anche verso 1,17.
A pagare il conto più salato oggi, però, è stato il cambio euro/sterlina, tornato ai livelli di ieri mattina dopo i commenti arrivati dal governatore della Bank of England, Mark Carney. Il numero uno dell’Istituto britannico ha dichiarato che un rialzo dei tassi potrebbe essere necessario se l’attività economica dovesse spazzare via l’incertezza della Brexit. Tali dichiarazioni cozzano con quanto detto solo qualche settimana fa dallo stesso Carney, secondo cui l’economia britannica non era in grado di assorbire un rialzo dei tassi. Nonostante il Consiglio direttivo della BoE (Shenzhen: 000725.SZ - notizie) sia risultato diviso nell’ultima riunione (5-3 a favore del mantenimento dei tassi), facciamo ancora fatica a pensare a un rialzo dei tassi imminente nel Regno Unito. Le incertezze economiche (come la crescita reale negativa dei salari) e quelle politiche sollevate dal voto di giugno rimangono ancora molto alte e complicheranno i negoziati per la Brexit.
Sulle altre asset class, l’equity ha recuperato le perdite dell’apertura, con alcuni indici come Madrid e Milano che hanno terminato con rialzi importanti. I rendimenti del fixed income sono rimasti ancora alti, nonostante i rumors Bce circolati nel pomeriggio e questo ha favorito le banche.
Ancora in rialzo il petrolio, dopo i dati migliori delle attese sulle scorte settimanali Usa. È ancora presto per dire che le vendite siano terminate sui minimi della scorsa settimana. Occorre almeno che il WTI superi i 46 dollari, prima di cantare vittoria.
VINCENZO LONGO
Market Strategist

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