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lunedì 26 giugno 2017

Aumento dei depositi a vista suggerisce un intervento della BNS


Swissquote
 
Dati USA e aspettative sulla Fed
By Peter Rosenstreich
Continua ad aumentare la volatilità dei tassi d’interesse sulla scia dei dati disomogenei sull’inflazione e la guidance delle banche centrali assume maggiore importanza. Ciò emerge con la massima evidenza con la Fed. La scorsa settimana i mercati hanno seguito la lunga serie d’intereventi pubblici dei membri della Fed.
C’è chi si aspetta che le maggiori pressioni sul mercato del lavoro spingano l’inflazione (massima fiducia nella Curva di Philips (Amsterdam: PHIA.AS - notizie) ). Altri credono che l’attività ciclica abbia raggiunto un picco e che un dato debole indichi un indebolimento generalizzato dell’economia. È interessante notare, e per noi cruciale, che nessuno dei membri abbia suggerito di aspettare dopo il 2017 per iniziare a ridurre le attività di bilancio. Il vasto spettro di opinioni sui dati USA ha generato un movimento senza direzione per l’USD.
Il calo dei prezzi del petrolio ha fatto però inclinare la bilancia dei prezzi più deboli, spingendo verso una flessione, consentendo però ai titoli tecnologici di apprezzarsi e di spingere al rialzo le borse USA. Continuiamo a credere che a dicembre la Fed alzerà i tassi di riferimento di altri 25 punti base e che a settembre delineerà il processo di riduzione degli attivi.
La Fed sembrerà sempre più pacata per restringere la politica attraverso la riduzione degli attivi, piuttosto che con i tradizionali rialzi dei tassi d’interesse. È improbabile, però, una forza sfrenata dell’USD contro le valute G10, dal momento che i PMI europei continuano a segnalare una crescita più rapida del PIL. La BCE vede in questo sviluppo un’opportunità per procedere con la strategia di uscita dalla politica monetaria d’emergenza (inclusa la riduzione dei suoi acquisti mensili di asset).
Anche se i dati sull’inflazione non sono migliorati considerevolmente, crediamo che ci sarà un annuncio chiave alla riunione della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) di settembre. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve termine, gli operatori monitoreranno i dati USA di prossima pubblicazione in cerca di una direzione. Oggi, gli ordinativi di beni durevoli dovrebbero calare leggermente, al -0,6%, visto che i rapporti sulla produzione industriale mostrano un calo della manifattura di beni durevoli. I dati chiave della settimana saranno il PIL, in uscita giovedì, e venerdì i redditi e le spese personali, oltre all’indice PCE.
Infine, con la politica in primo piano e le conseguenti pressioni di breve termine sul forex (scegliete fra inchiesta sulla Russia, abrogazione dell’Obamacare o potenziali stimoli fiscali da Trump), per orientarvi attenetevi alla politica monetaria della Fed.
Svizzera: i dati suggeriscono che l’intervento della BNS continua
By Yann Quelenn
I dati sui depositi svizzeri continuano a superare le attese. Ora si avvicinano ai 580 miliardi di franchi svizzeri (578,2 mld rispetto ai 577,4 previsti). Il motivo principale è che, come ha dichiarato il presidente Thomas Jordan, la BNS non è pronta a fermare la sua politica monetaria ultra-accomodante, e ciò genera forti pressioni al rialzo sul CHF. L’EUR/CHF è intorno a 1,0850 e non crediamo che, almeno nel medio termine, la coppia possa rimanere costantemente sopra 1,10.
La politica monetaria della BNS dipende fortemente da quella del suo grande vicino, l’Eurozona e, anche se i mercati finanziari si aspettavano, alla riunione di qualche settimana fa, un accenno a un’ulteriore normalizzazione della politica da parte di Mario Draghi, ciò non è avvenuto. Di (KSE: 003160.KS - notizie) conseguenza, la BNS continuerà a intervenire per difendere il CHF sul mercato forex continuerà, finché non vi sarà una normalizzazione dalla BCE.
Rileviamo inoltre che in Europa ci sono delle incertezze economiche e ciò dovrebbe impedire alla BCE di normalizzare i tassi d’interesse. Santander ha acquistato Banco Popular in Spagna e, in Italia, Intesa San Paolo è stata costretta ad acquistare Banco Popolare (Amsterdam: PB8.AS - notizie) di Vicenza e Veneto Banca. Lo stato italiano probabilmente destinerà fino a 17 miliardi per questa operazione. Quindi per la BCE non è il momento adatto per alzare i tassi (l’onere sul debito diventerebbe troppo pesante). Ecco perché la sopravvalutazione del CHF continuerà e noi rimaniamo rialzisti sulla divisa elvetica.

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