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venerdì 9 giugno 2017

Asia in positivo. Il Nikkei 225 torna sopra 20.000 punti


Dopo un giovedì di segno positivo per Wall Street (Dow Jones Industrial Average e Nasdaq hanno chiuso su nuovi massimi), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è complessivamente in rialzo con gli investitori che tornano a spostare il focus su tematiche locali. Il risultato delle elezioni britanniche, che regala un Parlamento senza maggioranza e una sonora sconfitta per la premier Theresa May, non sposta gli equilibri in Asia.
Sul fronte valutario, all'ovvio declino della sterlina si accompagna un andamento poco mosso per l'euro, mentre lo yen azzera i guadagni iniziali e si deprezza nei confronti del dollaro. A Tokyo il Nikkei 225 torna sopra la soglia di 20.000 punti e chiude in progresso dello 0,52% (in controtendenza invece l'indice più ampio Topix, che vira in positivo in extremis ma guadagna appena lo 0,05%).

Tra i singoli titoli, SoftBank Group tocca un rialzo superiore al 7% nella seduta dopo avere annunciato di avere raggiunto l'accordo per acquisire le attività nei robot di Alphabet (le aziende Usa Boston Dynamics e giapponese Schaft). Sul fronte macroeconomico, l'indice di attività del settore terziario è cresciuto in Giappone dell'1,2% mensile in aprile, contro lo 0,5% d'incremento stimato dagli economisti.
Su base annuale il progresso è stato dello 0,6% in accelerazione allo 0,3% di marzo. A Seoul il Kospi guadagna lo 0,70% circa.
L'andamento positivo è confermato dal guadagno intorno allo 0,20% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. La seduta è però contrastata per le piazze cinesi.

A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso di circa lo 0,20% e lo 0,30% rispettivamente. Dopo gran parte della seduta in negativo, invece, lo Shenzhen Composite recupera e si muove appena sopra la parità. Sul fronte macroeconomico, l'inflazione in Cina è cresciuta in maggio dell'1,5% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto all'1,2% di aprile e in linea con il consensus.
Il dato resta comunque lontano dal target di Pechino del 3% per l'intero 2017. Peggiore performance di giornata, tra i principali indici dell'Asia, è quella di Hong Kong: l'Hang Seng si muove infatti in declino di circa lo 0,40% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione intorno allo 0,80%).

Chiude invece in positivo Sydney, anche se l'S&P/ASX 200 limita ad appena lo 0,02% il suo apprezzamento.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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