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giovedì 15 giugno 2017

Al mercato manca direzionalità: i livelli da monitorare


Davide Pantaleo
 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
L'indice Ftse Mib si è mantenuto a poca distanza dai 21.000 punti in attesa della Fed di ieri. Quali sono le sue previsioni nel breve a Piazza Affari?
Ieri in serata la Fed ha annunciato un aumento dei tassi di interesse nell'ordine dello 0,25%, rispettando le previsioni del mercato che di fatto scontava uno scenario di questo tipo.
Da notare che ieri sono stati diffusi alcuni dati macro in America e mi riferisco sia a quello dell'inflazione che delle vendite al dettaglio. Le indicazioni rese note ieri sono state deludenti, come testimoniato anche dalla forte reazione dell'euro-dollaro, schizzato subito in alto, salvo poi indietreggiare in serata.
La Banca Centrale americana di fatto non ha tenuto conto degli ultimi dati che non sono affatto incoraggianti, alzando ugualmente il costo del denaro quasi come un atto forzoso visto che era stato già annunciato in qualche modo.
La conferma delle attese del mercato con il previsto aumento del costo del denaro, a mio avviso è un fatto già scontato dalle Borse che probabilmente resteranno nello status quo attuale.
A Piazza Affari il Ftse Mib resta in una fase laterale e se da una parte non lo stanno vedendo, dall'altra quando sale lo fa per inerzia. Visto che non ci sono state particolari sorprese dalla Fed, probabilmente assisteremo ad una prosecuzione della recente lateralità.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve non sono da escludere tentativi di allungo verso i 21.200/21.300 punti, livelli comunque non molto distanti da quelli attuali, superati i quali si potrebbe avere un'estensione in direzione dei 21.600/21.700 punti.
La mia view sul Ftse Mib è ancora neutrale perchè non c'è un'enfasi del mercato che manifesti una precisa direzione.
Qualora gli altri indici azionari, sia europei che americani, dovessero perdere terreno, potremmo assistere ad una flessione anche accentuata del Ftse Mib, visto che quest'ultimo è molto sensibile alla volatilità negativa degli altri mercati.
Al ribasso sarà importante monitorare l'area dei 20.500 punti, la rottura della quale mi farebbe pensare che il mercato voglia andare colmare il gap-up lasciato aperto ad aprile poco sotto i 20.000 punti.
In questo momento non mi sbilancio e rimango neutrale perchè voglio capire se c'è graficamente una certa direzione del mercato che allo stato attuale manca.
Come da lei anticipato dopo i dati Usa di oggi l'euro-dollaro ha imboccato con decisione la via dei guadagni e sembra diretto verso area 1,13. Qual sono le sue attese su questo cambio?
Vorrei ricordare ai lettori che la mia è una view rialzista sull'euro-dollaro e non è legata solo alle ultime giornate, ma risale a diverse settimane addietro e in particolare al momento in cui il cross euro-dollaro ha superato quota 1,10.
Confermo la mia view e sono convinto che il mercato a questo punto voglia e possa superare i recenti massimi in area 1,13. Oltre tale soglia avremo un primo obiettivo per l'euro-dollaro a quota 1,14 e più in là nel tempo si potrà spostare lo sguardo sugli 1,16.
Ricordo ancora una volta che c'è una chiara presa di posizione del presidente americano Trump che non vuole un dollaro forte. La diffusione di dati macro come quelli odierni, nel complesso negativi, mette benzina sul fuoco e fa infiammare l'euro nei confronti del biglietto verde.
Il petrolio continua a mantenersi a poca distanza dagli ultimi minimi senza riuscire a registrare segnali di ripresa convincenti nel breve. Come valuta l'attuale situazione?
Per il petrolio mi aspetto un consolidamento sui valori attuali, ribadendo il mio concetto di base: non abbiamo al momento una forza economica globale che può tenere i prezzi dell'oro nero su livelli elevati, perchè ciò causerebbe dei danni economici a mio giudizio di una certa entità.
Le varie economie del pianeta sono congestionate e c'è una sorta di equilibrio nello sviluppo economico che tiene basso il prezzo del petrolio. La sopravvalutazione del petrolio porterebbe ad un aumento dell'inflazione, ma sarebbe un elemento singolo e siccome si tratta di un fattore molto volatile, sarebbe un'inflazione falsata e non quella reale.
A mio avviso i prezzi attuali rappresentano il fair value del petrolio e solo quando ci sarà un'economia che richiede oro nero, allora sicuramente aumentando la domanda il prezzo dell'oro nero si muoverà di conseguenza.
Non mi aspetto grandi rialzi per il greggio se non piccole fiammate che vengono recuperate celermente verso il basso, fermo restando che sopra i 51 dollari saremo in ipercomprato, mentre sotto i 43,4 dollari saremo in ipervenduto.
Fino a quando le quotazioni si manterranno all'interno di questo intervallo a mio avviso sarà il giudizio prezzo del petrolio almeno stante la situazione attuale. 

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