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venerdì 9 giugno 2017

3 azioni per chi non ne può più di sentir parlare di petrolio


Gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, suggeriscono Matthew Di Lallo, Jason Hall e Tyler Crowe dalle pagine di The Motley Fool, si stanno sempre di più guadagnando spazio nei portafogli degli investitori "seri": una tendenza favorita dal fatto che importanti segmenti dell'industria come solare e eolico hanno progressivamente abbassato i loro costi e adesso in certi casi sono anche meno costosi dei tradizionali combustibili fossili.
I tre hanno quindi deciso di suggerire ciascuno un titolo che ritengono possa rappresentare in questo momento una solida occasione per buoni ritorni futuri. Ecco i nomi scelti. 

Vestas Wind Systems (NASDAQOTH:VWDRY)

Jason Hall ricorda che negli ultimi anni, mentre gran parte dell'attenzione nel settore rinnovabili si rivolgeva alle aziende di pannelli solari, il produttore di turbine eoliche Vestas si è dimostrato un investimento sbalorditivo: negli ultimi 5 anni le azioni hanno messo a segno una performance del 1500%.

E' nel corso di questo periodo che è avvenuta la svolta preparata dall'attuale management dopo molti anni di complicati investimenti: dall'inizio del 2014, Vestas ha incrementato i suoi profitti per dieci, e il mercato ha premiato gli investitori moltiplicando il prezzo dell'azione.
Il dato più interessante però, suggerisce Hall, è il potenziale di crescita ancora non espresso di un'azienda che compete con i più grandi conglomerati industriali come GE e Siemens. E pur vero, avverte, che si tratta di un'industria ciclica, con gli ordinativi che salgono e scendono secondo gli anni.

Ma è ancor più vero che la domanda di elettricità è solo destinata a crescere negli anni a venire. 

First Solar (NASDAQ:FSLR)

Anche rispetto alla crescita del solare Tyler Crowe suggerisce che si tratta di un trend di lungo periodo con solide fondamenta.
E se la sua natura ciclica provoca di tanto in tanto degli arretramenti, proprio quei periodi dovrebbero spingere gli investitori a scommettere sui migliori titoli del settore. Il consiglio quindi è di puntare su First Solar, cui non mancano i fattori di attrazione: per esempio il fatto che il gruppo ha già affrontato diversi di questi cicli e ha generato alcuni dei migliori ritorni sul capitale investito; oppure che ha una posizione finanziaria migliore rispetto a quella della concorrenza, grazie alla quale proprio in questa fase sta investendo su due nuovi impianti per la produzione dei suoi prodotti della Serie 6.

Nel frattempo, i costi di produzione continuano a scendere e dunque (sia che gli Stati Uniti rispettino gli accordi di Parigi sia che non lo facciano) i produttori di energia mostreranno un favore sempre più accentuato verso questa fonte rispetto ai fossili.

Brookfield Renewable Partners (NYSE:BEP)

Matt DiLallo suggerisce infine un acquisto per investire in quella che senza che molti lo sappiano è la prima fonte rinnovabile in assoluto: l'energia idroelettrica, che al momento rappresenta il 16% della generazione complessiva di elettricità a livello globale e l'85% della capacità di generazione da fonti rinnovabili e, secondo dati dell'International Energy Agency, ha il potenziale per raddoppiare la produzione entro il 2050.

In questa prospettiva, suggerisce DiLallo, una delle società che più potrebbe beneficiare di questa espansione è Brookfield Renewable Partners, uno dei maggiori gruppi del settore al mondo. La società gestisce al momento 260 centrali distribuite tra 82 bacini fluviali in 7 diversi Paesi (l'85% della sua energia proviene dall'idroelettrico mentre il resto viene ottenuto dai suoi 35 parchi eolici).
L'aspetto più importante delle attività di Brookfield, sottolinea DiLallo, è che la compagnia vende il 92% della sua energia con contratti a lungo termine che contribuiscono a dare molta visibilità al suo cash flow: cash flow che la società restituisce ogni anno per circa il 70% agli investitori, tanto che ai prezzi correnti il titolo rende il 6,2%.

Il resto del denaro viene reinvestito nel miglioramento della sua rete di produzione, che al momento vede impegnato il gruppo in importati progetti in Europa e Brasile: proprio la messa in funzione di nuovi impianti, supporta le stime di una crescita tra il 5 e il 8% distribuzione annuale. 
Fonte: News Trend Online

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