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giovedì 25 maggio 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude in rialzo, male Tiffany
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,36%, l'S&P 500 lo 0,25% e il Nasdaq Composite lo 0,4%.
La Federal Reserve (Fed) si prepara a un nuovo rialzo dei tassi per l’estate e, verosimilmente, già nel prossimo meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di 13-14 giugno. Questo emerge dai verbali relativi al precedente incontro del 2-3 maggio pubblicati mercoledì.
Sul fronte macroeconomico l'Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) si è attestato, nel mese di marzo, a 246,2 punti, superiore rispetto alla rilevazione precedente pari a 244,8 punti. Su base annuale l'indice è salito del 6,2%. Ad aprile le vendite di abitazioni esistenti sono diminuite del 2,3% rispetto a marzo, a 5,57ilioni. Il dato è risultato inferiore al consensus fissato su un calo dell'1,1%. A marzo le vendite di case erano aumentate del 4,2%.
Tra i titoli in evidenza Lowe's -3,05%. Il rivenditore di articoli per la casa ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. Nel primo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 1,03 dollari su ricavi per 16,86 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,06 dollari su ricavi per 16,96 miliardi. Peggio del previsto anche le vendite a perimetro costante, cresciute dell'1,9% contro il +2,9% indicato dal consensus FactSet.
Tiffany & Co -8,74%. Il gruppo del lusso ha chiuso il primo trimestre con un giro d'affari inferiore alle attese a 899,6 milioni di dollari. Gli analisti avevano previsto ricavi a 914 milioni. Le vendite a perimetro costante sono calate a sorpresa del 3% contro il +1,6% indicato dal consensus FactSet. Meglio del previsto invece l'utile per azione a 0,74 dollari (consensus 0,70 dollari).
Accenture -0,17%. SunTrust ha peggiorato la raccomandazione sul colosso della consulenza aziendale a "hold" da "buy". Nvidia +1,12%. Secondo Bloomberg, Softbank avrebbe investito 4 miliardi di dollari per una quota del 4,9% nella società di semiconduttori.
MERCATI ASIATICI
Shanghai spinge al recupero l’Asia. Il Nikkei 225 fa +0,36%
Dopo il positivo mercoledì di Wall Street (il migliore dei tre principali indici Usa è stato il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,40%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è di deciso recupero a fronte di un dollaro tornato sui minimi dallo scorso novembre e con il petrolio in progresso dell’1,0% (sui massimi delle ultime cinque settimane) in attesa delle decisioni in arrivo dal meeting di Vienna dell’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale), in cui il taglio alla produzione in corso dallo scorso gennaio dovrebbe essere esteso.
L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è tornato sui massimi dal giugno 2015 e guadagna circa lo 0,70% (da inizio anno l’apprezzamento dell’indice è intorno al 17%). Protagoniste della seduta sono le piazze cinesi, dopo che mercoledì Moody's Investors Service aveva tagliato il rating sul credito sovrano di Pechino (da Aa3 ad A1) per la prima volta dal 1989 e, poche ore dopo, aveva fatto altrettanto con quello di Hong Kong (da Aa1 ad Aa2, comunque terzo più elevato livello di investment grade).
A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti l’1,40% e l’1,70% rispettivamente, mentre è intorno allo 0,60% l’apprezzamento dello Shenzhen Composite. Seduta positiva anche per Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in progresso intorno all’1% (fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita dell’1,80%).
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei progressi delle altre dieci principali valute, perde lo 0,20% dopo il declino dello 0,30% di mercoledì e si muove sui minimi dal 9 novembre scorso. E l’indebolimento dello yen sostiene la performance di Tokyo: il Nikkei 225 chiude infatti in progresso dello 0,36% (fa appena peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,23%).
Tra le performance migliori della regione c’è anche quella di Seoul: il Kospi guadagna infatti circa l’1% dopo che la Bank of Korea ha come previsto lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi dell’1,25% per l’undicesimo meeting consecutivo (e nel primo dopo la vittoria del liberale Moon Jae-in alle elezioni presidenziali). A Sydney la giornata è positiva per i titoli minerari, contrastata per petroliferi e bancari, e l’S&P/ASX 200 segna un guadagno dello 0,36% in chiusura.
MERCATI EUROPEI
Borse europee positive, crolla Petrofac
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,4% e il Ftse100 di Londra. 
Oggi è in programma l'incontro dell'Opec e di altri paesi produttori di petrolio. Sul fronte macroeconomico il Pil spagnolo nel primo trimestre è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, in linea con la precedente stima, risultando in crescita rispetto al +0,7% del quarto trimestre. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è cresciuto del 3%, in linea con le attese.
Tra i titoli in evidenza Petrofac -12%. Il gruppo dei servizi petroliferi ha sospeso il COO Marwan Chedid dopo essere finito nel mirino del Serious Fraud Office per corruzione e riciclaggio di denaro. Renault +0,5%. Bernstein ha alzato il rating sul titolo del gruppo automobilistico a market perform da underperform. Bnp Paribas +0,4%.
La banca francese pagherà sanzioni per 350 milioni di dollari per chiudere un contenzioso con il New York Department of Financial Services legato alla collusione nella manipolazione del forex. Linde +1%. Il produttore di gas industriali ha comunicato di avere raggiunto l'accordo di principio con la rivale Usa Praxair sulla prevista fusione da 70 miliardi di dollari. 
Suez -0,8%. Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del gruppo dei servizi per l'ambiente a neutral da buy.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva: Ftse Mib +0,16%
Il Ftse Mib segna +0,16%, il Ftse Italia All-Share +0,20%, il Ftse Italia Mid Cap +0,42%, il Ftse Italia Star +0,39%.
Mercati azionari europei in verde: DAX +0,1%, FTSE 100 +0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,7%.
In verde UniCredit (+0,4% a 16,94 euro): per Jefferies resta top pick in Europa con raccomandazione buy e target incrementato da 17,20 a 19,20 euro. Sottotono l'altra big Intesa Sanpaolo (-0,2% a 2,68 euro) dopo che la stessa Jefferies ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold, con target a 2,90 euro.
Mediaset (+0,9%) positiva: Il Sole 24 Ore scrive stamattina che Fininvest nei prossimi sei mesi potrebbe acquistare altre azioni del gruppo di Cologno Monzese e salire oltre il 40% del capitale. Recentemente (tra il 20 aprile e l'11 maggio) la holding della famiglia Berlusconi ha acquistato 15 milioni di azioni Mediaset, pari all'1,27% del capitale, salendo al 39,53% del capitale e al 41,09% di diritti di voto. Acquisti sul risparmio gestito con Azimut Holding (+1,7%), Banca Generali (+0,3%), Anima Holding (+1,1%) e Banca Mediolanum (+0,2%). Bene le utility con Snam (+1,1%), A2A (+0,7%), Italgas (+0,9%), Enel (+0,7%).
In verde il settore auto con FCA (+0,6%) che, secondo indiscrezioni di stampa, ritiene di avere molte frecce al proprio arco per difendersi dalle accuse negli USA riguardo alle emissioni dei motori diesel. A quanto pare un legale del Lingotto nel corso di un'udienza in tribunale ha affermato che un aggiornamento del software installato sulle vetture oggetto delle indagini potrebbe risolvere la questione.
TITOLI DEL GIORNO
L'analisi del grafico di Leonardo evidenzia la tendenza rialzista originata dal minimo del giugno scorso e saldamente condotta dal canale ascendente in forza da quasi un anno. Poco prima della metà del mese le quotazioni hanno testato il lato alto del canale, subendo una correzione che per il momento è stata contenuta dai sostegni statici posizionati tra 14,20 e 14,40 euro. L'eventuale violazione di questi riferimenti anticiperebbe un approfondimento verso la base del canale, attualmente in transito per area 13, sostegno decisivo per conservare l'integrità del movimento ascendente di fondo. Sopra 15,30/15,35 si prospetterebbe invece un attacco al recente massimo pluriennale a 15,87 e quindi al lato alto del canale a 16,10 circa. Una vittoria su questi ostacoli decreterebbe la riattivazione del trend rialzista verso area 17,90, massimo dell'estate del 2008.

Salvatore Ferragamo ha toccato un minimo intraday a 26,85 euro dopo avere terminato martedi' a 28,32 euro. In area 27 euro le quotazioni si sono lasciate alle spalle la media mobile a 100 giorni, indicatore che con la sua posizione rispetto al grafico sintetizza la condizione del trend di medio periodo, inviando quindi un segnale di debolezza preoccupante. In caso di discese anche al di sotto di 26,56, minimo del 21 aprile, diverrebbe probabile un approfondimento del ribasso con obiettivi anche distanti da quei valori, posti a 24,97, base del gap del primo febbraio 2017, e a 23,17 euro, massimo del 5 ottobre. Solo recuperi prima al di sopra dei 27 euro, poi oltre quota 29,00 (lato alto del gap del 17 maggio) potrebbero segnalare un allentamento delle pressioni al ribasso e fare sperare in un nuovo test dei massimi di maggio a 29,88 euro. Resistenza successiva a 30,72 euro, picco dell'agosto 2015.

Gran denaro su Credito Valtellinese. L’accelerazione rialzista ha spinto il titolo oltr e i massimi di inizio mese a quota 3,60. Sviluppi positivi giungerebbero comunque solo se i prezzi riuscissero a scardinare la media mobile a 100 giorni, una linea praticamente orizzontale a 3,75 circa. In tal caso probabile allungo oltre i 4 euro in direzione di obiettivi a 4,13, 50% di ritracciamento del ribasso partito a fine gennaio, e a 4,40 circa, livello successivo nella scala di Fibonacci. Il rischio di ritorno alla debolezza si farebbe invece più concreto nel caso di discese sotto i minimi della settimana a 3,30.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 25 Maggio 2017
OPEC Meeting;
09:00 SPA PIL finale trim1;
10:00 ITA Fatturato industriale mar;
10:00 ITA Ordini all'industria mar;
10:30 GB PIL 2a stima trim1;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Bilancia commerciale preliminare apr;
16:00 USA Intervento Brainard (FOMC, Fed).
HEADLINES
Spagna: Pil 1T in crescita +0,8% t/t, +3% a/a
Continua a crescere l'economia spagnola nel primo trimestre 2017. Il Pil è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, in linea con la precedente stima, risultando in crescita rispetto al +0,7% del quarto trimestre. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è cresciuto del 3%, in linea con le attese.
Singapore: crescita Pil primo trimestre rivista al 2,7%
Il ministero di Commercio e Industria di Singapore ha rivisto al rialzo la crescita del prodotto interno lordo (Pil) della città-Stato asiatica nel primo trimestre del 2017 al 2,7% annuo dal 2,5% della lettura preliminare e contro il progresso del 2,9% registrato nel quarto periodo dello scorso esercizio (1,2% nel terzo). Su base sequenziale rettificata stagionalmente, l’economia di Singapore segna invece un declino dell’1,3% (rivisto al rialzo dalla flessione dell’1,9% stimata in precedenza) dopo il balzo del 12,3% del quarto trimestre 2016. Nell’intero 2016 il Pil di Singapore era cresciuto del 2% contro l’1,9% registrato nel 2015.
Fomc: dai verbali emerge sintonia su taglio bilancio Fed
La Federal Reserve (Fed) si prepara a un nuovo rialzo dei tassi per l’estate e, verosimilmente, già nel prossimo meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di 13-14 giugno. Questo emerge dai verbali relativi al precedente incontro del 2-3 maggio pubblicati mercoledì. In quell’occasione si era deciso di non intervenire soprattutto, come notato in più occasioni dai rappresentanti della Fed, a causa dei deboli dati sull’inflazione Usa. Dopo il rialzo dei tassi di 25 punti base in un range dello 0,75-1,00% deciso in marzo, viene confermato il piano per altri due aumenti nel corso del 2017. Dei membri del Fomc “diversi” punterebbero però a un’accelerata del processo mentre solo un “paio” pensano che sarebbe meglio rallentare. Totale sintonia invece sulla necessità di iniziare a ridurre il bil ancio della Fed da 4.500 miliardi di dollari, con un approccio, comunque, molto graduale attraverso il non reinvestimento dei titoli detenuti che stanno andando in maturazione.
Per Kaplan (Fed) tre rialzi dei tassi Usa restano opportuni
Robert Kaplan, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, ha confermato per l’ennesima volta la sua convinzione che tre rialzi dei tassi d’interesse Usa nel 2017 (il primo è stato quello realizzato in marzo) siano opportuni visto che la piena occupazione è “davvero molto vicina”. A suo parere anche così la politica monetaria della Fed resterebbe molto accomodante. Parlando mercoledì a un cena organizzata a Toronto dal C.D. Howe Institute, Kaplan ha anche rimarcato, in merito alla possibilità che il presidente Donald Trump rinegozi il North American Free Trade Agreement (Nafta), come le attuali relazioni commerciali con Canada e Messico garantiscano agli Usa maggiore competitività. “Non voglio vedere messi a repentaglio tali rapporti: costerebbe posti di lavoro negli Stati Uniti”, ha aggiunto. Kaplan quest’anno è membro votante del Fede ral Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie).
Corea del Sud: Banca centrale lascia ancora tassi all’1,25%
La Bank of Korea ha come previsto lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi dell’1,25% per l’undicesimo meeting consecutivo, dopo averli tagliati a sorpresa, per la prima volta in undici mesi, di 25 punti base nel meeting del giugno 2016. Si tratta del primo incontro del board della Bank of Korea dopo la vittoria del liberale Moon Jae-in alle elezioni presidenziali.
Hong Kong: Moody's taglia il rating come fatto con la Cina
Moody's Investors Service (Moody’s) mercoledì ha tagliato il rating sul credito sovrano di Hong Kong, poche ore dopo avere fatto altrettanto con quello della Cina. Il peggioramento del giudizio di una tacca da Aa1 ad Aa2, terzo più elevato livello di investment grade (due tacche sopra al rating della Cina), è stato motivato con i stretti legami economici, finanziari e politici tra Pechino e l’ex colonia britannica. Legami (la Cina pesa per oltre la metà dell’export di Hong Kong, per il 40% di quello nei servizi e per tre quarti del turismo) che fanno sì che i trend del credito cinese continuino a impattare su Hong Kong. Come fatto con la Cina Moody’s ha però anche alzato da negativo a stabile l’outlook per Hong Kong.
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