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lunedì 15 maggio 2017

Report dei mercati



Usa: nell'ultima settimana giù Dow Jones e S&P 500, Nasdaq +0,3%
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana senza grosse variazioni. Il Dow Jones ha perso lo 0,11% e l'S&P 500 lo 0,15%. Sopra la parità il Nasdaq Composite (+0,09%). Wall Street ha risentito dell'andamento negativo del settore della distribuzione.
Sul fronte macroeconomico l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto ad aprile dello 0,2% rispetto a marzo in linea con le attese degli analisti e in crescita dal -0,3% della rilevazione precedente. Su base annuale l'indice ha registrato un incremento del 2,2%, in calo dal 2,4% precedente (consensus +2,3%) . L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una variazione positiva pari allo 0,1% rispetto al mese precedente (dal-0,1% di marzo). Su base annuale l'indice e' salito dell'1,9% dal 2% precedente.
Le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di aprile un incremento dello 0,4% m/m, in miglioramento dal +0,1% del mese precedente ma risultando inferiore al consensus pari al +0,6%. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,3% su base mensile dal +0,4% precedente (rivisto da +0,1%).
La stima preliminare di maggio dell'indice di fiducia dei consumatori, calcolato dall'Università del Michigan e da Reuters, si è attesta a 97,7 punti, risultando superiore alle previsioni degli addetti ai lavori e alla rilevazione di aprile entrambe pari a 97 punti. Le Scorte delle imprese sono cresciute dello 0,2% nel mese di marzo, risultando superiori alle attese degli analisti pari al +0,1% ma in linea con la lettura precedente.
Tra i titoli in evidenza J.C. Penney -14,08%. Il gruppo della grande distribuzione ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 180 milioni di dollari, quasi triplicata rispetto ad un anno prima. I ricavi sono calati a 2,7 miliardi di dollari da 2,8 miliardi mentre le vendite a perimetro costante sono diminuite del 3,5%. Gli analisti avevano previsto un declino delle vendite dello 0,7%.
Apple +1,4%. Goldman Sachs ha alzato il target price sul titolo del produttore di iPhone a 170 dollari da 164 dollari.
Sprint +1,02%. Secondo Bloomberg, l'operatore telecom potrebbe fondersi con la rivale T-Mobile US.
General Electric -2,08%. Deutsche Bank. Il broker ha peggiorato la raccomandazione sul titolo della conglomerata a sell da hold. Contrastato anche l'andamento dell'ultima ottava. Il Dow Jones e l'S&P 500 hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,5% e lo 0,4% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,3%.
MERCATI ASIATICI
Asia in positivo ma il Nikkei 225 perde lo 0,11%
Avvio d’ottava complessivamente positivo per l’Asia che non sente l’impatto dei non esaltanti dati macroeconomici Usa, dell’escalation della crisi con la Corea del Nord né dell’attacco informatico che ha colpito oltre 200.000 computer (anche di obiettivi sensibili come ospedali, telecomunicazioni e amministrazioni pubbliche) in 150 Paesi.
A sostenere gli scambi ha contribuito il deciso recupero del greggio (in crescita di oltre l’1,50% dopo che Arabia Saudita e Russia hanno annunciato l’intenzione di prorogare fino a tutto il primo trimestre 2018 il taglio alla produzione avviato in gennaio) e, soprattutto per le piazze cinesi, il programma d’investimenti da oltre 100 miliardi di dollari per la nuova Via della Seta presentato domenica dal presidente Xi Jinping.
L’andamento positivo è così confermato dal guadagno intorno allo 0,30% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che torna sui massimi dal giugno 2015. Voce fuori dal coro è invece Tokyo, appesantita dal rafforzamento dello yen (la valuta nipponica è poco mossa ma si era apprezzata di quasi lo 0,50% sul dollaro venerdì). In chiusura il Nikkei 225 limita comunque le perdite allo 0,07% (performance appena migliore per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,04%).
Sul fronte macroeconomico segnali di frenata arrivano da Pechino. La produzione industriale cinese è infatti cresciuta in aprile del 6,5% annuo, in rallentamento rispetto al 7,6% di marzo e contro il 7,0% del consensus del Wall Street Journal. Le vendite retail sono invece aumentate su base annua del 10,7% in aprile, in frenata rispetto al 10,9% di marzo ma meglio del 10,5% del consensus del Wall Street Journal.
I mercati non vengono però condizionati dai dati e, a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso di circa lo 0,20% e lo 0,50% rispettivamente.
Apprezzamento intorno al mezzo punto percentuale anche per lo Shenzhen Composite. Fa meglio Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti oltre lo 0,60% rafforzando ulteriormente la quota 25.000 punti superata settimana scorsa per la prima volta dal luglio 2015 (performance ancora migliore per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di circa l’1,30%).
Mentre a Seoul il Kospi guadagna intorno allo 0,20% a Sydney, invece, l’S&P/ASX 200 vira in positivo proprio in extremis limitando comunque allo 0,03% il suo apprezzamento.
MERCATI EUROPEI
Borse europee positive, Stoxx 600 +0,1%
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse100 di Londra lo 0,2%.
In Germania, la Cdu della cancelliera Merkel nelle elezioni amministrative del Nord Reno-Westfalia ha ottenuto il 33% dei consensi contro il 31,5% dell'Spd di Schulz (proiezioni tv pubblica Ard). 
Tra i titoli in evidenza Rwe +0,7%. L'utility tedesca ha comunicato per il primo trimestre 2017 utili rettificati in declino del 18% annuo a 689 milioni di euro, contro i 737 milioni del consensus di Bloomberg. Nei tre mesi Rwe ha registrato però un ebitda rettificato migliore rispetto alle attese: la lettura è infatti per un declino del 6,5% a 2,13 miliardi di euro, contro i 2,05 miliardi del consensus di Reuters. 
Abertis +0,1%. Atlantia ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto e/o scambio volontaria sul gruppo delle infrastrutture spagnolo. Il controvalore dell'operazione ammonta a 16,341 miliardi di euro. 
Tui Group -3%. L'operatore turistico tedesco ha comunicato per il primo semestre dell'esercizio 2016-2017 perdite nette in calo da 449 a 363 milioni di euro. Nei sei mesi allo scorso 31 marzo, l'ebita al netto dei corsi valutari e a perimetro costante (escludendo quindi anche l'impatto della Pasqua, caduta in aprile quest'anno) è migliorato del 6,3% restando comunque in negativo per 193,3 milioni di euro. I ricavi sono invece cresciuti del 3,3% (8,2% al netto dei favorevoli corsi valutari) a 6,7 miliardi.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva in avvio: Ftse Mib +0,45%
Il Ftse Mib segna +0,45%, il Ftse Italia All-Share +0,40%, il Ftse Italia Mid Cap +0,03%, il Ftse Italia Star -0,05%.
Mercati azionari europei in verde dopo la vittoria della CDU di Angela Merkel nelle votazioni regionali in Nord-Reno Westfalia: DAX +0,2%, FTSE 100 +0,2%, CAC 40 invariato, IBEX 35 +0,4%.
Netto progresso per Atlantia (+2,6% a 24,84 euro) che tocca i massimi da fine 2015 e riattiva il rally in essere da novembre in direzione del record storico a 25,74 euro dopo il lancio dell'attesa offerta su Abertis. La holding delle infrastrutture dei Benetton pagherà 16,50 euro per ogni azione del gruppo spagnolo, per un controvalore totale di 16,34 miliardi di euro.
Il corrispettivo verrà pagato interamente in denaro, "ferma restando la possibilità per gli azionisti Abertis di optare, in tutto o in parte", "per un corrispettivo in azioni Atlantia di nuova emissione aventi caratteristiche speciali (Azioni Speciali Atlantia), sulla base di un rapporto di scambio di 0,697 azioni Atlantia per ogni azione Abertis, determinato sulla base di un valore per azione di Atlantia assunto pari a 24,20 euro, in linea con il prezzo di borsa alla chiusura del 12 maggio 2017 rettificato per tener conto dello stacco della cedola il 22 maggio 2017".
Il pagamento del corrispettivo in Azioni Speciali Atlantia è soggetto ad una soglia massima di accettazione pari a 230 milioni di azioni Abertis (pari a circa il 23,2% del totale delle azioni oggetto dell’offerta). L’offerta non è finalizzata al delisting del gruppo spagnolo ed è condizionata, tra le altre cose, ad adesioni minime pari al 50% delle azioni oggetto dell’offerta +1 azione e a una quantità minima di adesione alla Parziale Alternativa in Azioni non inferiore a 100 milioni di azioni Abertis (10,1% circa delle azioni oggetto dell’offerta).
L'operazione ha l’obiettivo di creare il leader mondiale nella gestione delle infrastrutture di trasporto ed è già integralmente finanziata da un pool di primarie banche e istituzioni finanziarie.
Banco BPM (+2,3% a 2,86 euro) estende il rialzo dopo il +6,16% di venerdì, sfruttando ancora i dati del primo trimestre del 2017: utile netto di 117 milioni di euro dal rosso di 267 milioni nel trim1 2016. Il dato è nettamente migliore delle attese degli analisti fissate a 55 milioni. Da segnalare il forte calo delle rettifiche nette su crediti pari a 291 milioni di euro da 750 milioni una anno fa. Lo stock di crediti deteriorati netti scende a 15,033 miliardi (-2,2 miliardi, - 12,8% a/a).
Oltre area 2,85 (massimo venerdì a 2,88 euro) e con conferme sopra i 3 euro sarebbe possibile considerare ripreso l'uptrend in atto da novembre con obiettivi a 3,25 e 3,70 euro. Indicazioni simili per Credito Emiliano (+3,2%) dopo il +5% di venerdì. L'istituto ha chiuso il primo trimestre 2017 con 49 milioni di euro di utile netto consolidato, in progresso del 5,2% rispetto a 46,6 milioni di euro del primo trimestre 2016. Le sofferenze nette su impieghi sono pari a 1,48% rispetto a 1,69% nello stesso periodo del 2016, dato significativamente inferiore alla media di sistema.
Performance positive per i petroliferi Tenaris (+1,5%), Saipem (+1,4%) ed Eni (+0,7%), favoriti dal rialzo del greggio sui massimi da inizio mese dopo che i ministri dell'energia di Russia e Arabia Saudita hanno dichiarato che i tagli OPEC alla produzione saranno estesi fino a marzo 2018. Il future luglio sul Brent segna 52 $/barile, quello giugno sul WTI segna 49 $/barile.
TITOLI DEL GIORNO
Atlantia chiude con successo le trattative con Abertis e lancia l'offerta sul gruppo spagnolo. Confermate quindi le indiscrezioni sulla tempistica dell'accordo e sul prezzo offerto: la holding delle infrastrutture dei Benetton pagherà 16,50 euro per ogni azione Abertis, per un controvalore totale di 16,34 miliardi di euro. L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia il rimbalzo delle ultime settimane, con il titolo giunto a ridosso dei massimi allineati di marzo e aprile a 24,60 euro. Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre questi riferimenti decreterebbe la riattivazione del rally in essere da novembre e il probabile allungo verso il record storico a 25,74. Discese sotto area 23,10 anticiperebbero invece approfondimenti in direzione dei minimi di aprile poco sopra i 22,10, supporti determinanti nel breve/medio termine.
Banco BPM con il ribasso dal top dell'8 maggio ha ritracciato la metà circa del rialzo visto dai minimi di aprile, una flessione compatibile con l'ipotesi di essere una pausa correttiva. Oltre area 2,85 (massimo venerdì a 2,88 euro, con i prezzi stabilizzatisi poi poco al di sotto di 2,80 euro) e con conferme sopra i 3 euro sarebbe possibile considerare ripreso l'uptrend in atto da novembre con obiettivi a 3,25 e 3,70 euro. Sotto 2,61, area di transito della media mobile a 100 giorni, rischio invece di nuove flessioni con target a 2,53 euro, base del gap rialzista del 24 aprile, e a 2,40 euro.
In rosso Cementir Holding in scia ai titoli del settore cemento. Dopo aver mancato l'appuntamento coi 6 euro, massimi di fine 2015, il titolo ha invertito bruscamente la rotta scivolando verso i minimi di aprile posizionati poco sopra i 5 euro. La tenuta di questo riferimento permetterà di conservare intatte le aspettative di crescita di medio lungo termine, sebbene servirà la rottura decisa dei 6 euro per ambire a un allungo verso 6,67 euro, picco di luglio 2015. Sotto area 5 via libera invece verso area 4,80, media mobile a 100 giorni.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 15 Maggio 2017
01:01 GB Indice Rightmove (prezzi abitazioni) mag;
01:50 GIA Indice prezzi alla produzione apr;
04:00 CINA Produzione industriale apr;
04:00 CINA Investimenti fissi apr;
04:00 CINA Vendite al dettaglio apr;
08:00 GIA Ordini macchine utensili preliminare apr;
10:00 ITA Inflazione finale apr;
14:30 USA Indice Empire State Manufacturing mag;
16:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) mag;
22:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) mar.
HEADLINES
Cina: investimenti fixed asset crescono dell'8,9% in aprile
In Cina, secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, gli investimenti in fixed asset (dato che comprende infrastrutture, apparecchiature industriali e costruzioni) hanno segnato una crescita dell'8,9% annuo in aprile, in rallentamento rispetto al 9,2% di marzo (la lettura era stata dell'8,9% anche per il periodo gennaio-febbraio, abitualmente accorpato visto che comprende le festività lunghe una settimana del Capodanno lunare) e contro il 9,1% del consensus del Wall Street Journal. Il progresso era stato dell'8,6% nell'intero 2016.
Olanda: vendite retail crescono del 3,9% annuo in marzo
Secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l'Ufficio centrale di statistica dell'Aia), in marzo le vendite al dettaglio in Olanda sono cresciute del 3,9% annuo, in rallentamento rispetto al 4,1% registrato in febbraio. Il dato è comunque in espansione dal maggio dello scorso anno. In volumi la lettura è per un incremento del 3,0% su base annua.
Cina: vendite retail crescono del 10,7% in aprile
In Cina, secondo i dati diffusi dal ministero del Commercio, le vendite al dettaglio sono cresciute su base annua del 10,7% in aprile, in rallentamento rispetto al 10,9% di marzo (il progresso era stato invece del 9,5% nel periodo gennaio-febbraio, abitualmente accorpato visto che comprende le festività lunghe una settimana del Capodanno lunare), ma meglio del 10,5% del consensus del Wall Street Journal. Su base mensile, le vendite retail sono cresciute dello 0,79% in aprile contro lo 0,84% di marzo.
Cina: produzione industriale sale del 6,5% annuo in aprile
In Cina la produzione industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, ha registrato in aprile un incremento del 6,5% annuo, in rallentamento rispetto al 7,6% di marzo (6,3% il progresso nel periodo gennaio-febbraio, abitualmente accorpato visto che comprende le festività lunghe una settimana del Capodanno lunare) e contro il 7,0% del consensus del Wall Street Journal. Su base mensile, la produzione industriale è cresciuta dello 0,56% in aprile, contro il progresso dello 0,83% di marzo.
Giappone: prezzi alla produzione salgono del 2,1% in aprile
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Japan (BoJ), nel mese di aprile i prezzi alla produzione sono cresciuti nel Sol Levante dello 0,2% su base sequenziale come in marzo (0,3% il progresso registrato in febbraio) e contro il declino dello 0,1% atteso dagli economisti. Su base annuale, i prezzi alla produzione sono invece aumentati in Giappone del 2,1% in ulteriore accelerazione rispetto all’1,4% di marzo (1,1% in febbraio) e contro l’1,8% del consensus.
Per Harker (Fed) giusti altri due rialzi dei tassi nel 2017
La Federal Reserve (Fed) dovrebbe andare avanti con i suoi piani che prevedono altri due rialzi dei tassi d’interesse Usa quest’anno, dopo quello deciso dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) nel meeting di 14-15 marzo. Così si è espresso venerdì, parlando presso la Drexel University, Patrick Harker, president della Fed di Philadelphia, ripetendo quanto affermato già in diverse occasioni. “Le cose vanno bene, siamo sostanzialmente sulla normalità e continuo a considerare opportuni altri due aumenti dei tassi d’interesse quest'anno”, ha spiegato. “Stiamo osservando a un mercato del lavoro più o meno in piena salute, con scarsa debolezza”, ha aggiunto. Harker, che quest’anno è membro votante del Fomc, stima che il tasso di disoccupazione in Usa cali fino al 4,2% entro la fine del prossimo anno. In aprile la lettura è stata per una contrazione al 4,4% dal 4,5% di marzo, per un tasso più che dimezzato rispetto ai massimi raggiunti nel pieno della crisi.
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