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venerdì 12 maggio 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude in calo
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,11%, l'S&P 500 lo 0,22% e il Nasdaq Composite lo 0,22%. Wall Street è stata penalizzata da alcune deludenti trimestrali societarie.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 5 maggio si sono attestate a 257 mila unità, superiori sia alle attese (245 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (243 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 1,918 milioni, inferiore ai 1,979 milioni precedenti.
L'indice grezzo dei prezzi alla produzione ha evidenziato, nel mese di aprile, un incremento dello 0,5% su base mensile dopo la variazione negativa pari allo 0,1% registrato nella rilevazione precedente. Su Base annuale il PPI è salito del 2,5% (consensus +2,2%). L'indice core (esclusi energetici ed alimentari) e' rimasto cresciuto dello 0,4% su base mensile (consensus +0,2%). Su base annuale, l'indice Core ha fatto segnare un incremento pari all'1,9%, superiore alla rilevazione precedente (+1,6%) e alle attese (+1,7%).
Tra i titoli in evidenza Snap -21,5%. La casa madre del servizio di messaggistica Snapchat ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 2,21 miliardi di dollari. I ricavi sono cresciuti meno del previsto a 149,65 milioni di dollari.
Merck +0,77%. Il gruppo farmaceutico ha ottenuto il via libera dalla Fda alla commercializzazione del trattamento per la cura del tumore al polmone.
Symantec -5,07%. Lo specialista dei software antivirus ha fornito un outlook per l'esercizio in corso deludente.
Macy's -17,01%. Il gruppo della grande distribuzione ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese. Nel primo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,24 dollari su ricavi per 5,3 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,36 dollari su ricavi per 5,5 miliardi.
MERCATI ASIATICI
L’Asia chiude in negativo un’ottava di netto recupero
Dopo il debole giovedì di Wall Street (i tre principali indici Usa hanno tutti chiuso in moderato declino), i deludenti risultati dei retailer a stelle strisce hanno confermato la frenata capacità di spesa dei consumatori impattando sul settore anche in Asia, con gran parte degli indici in arretramento a chiusura di un’ottava comunque positiva per la regione. Andamento confermato dalla perdita intorno allo 0,30% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, nonostante l’avvio di seduta in positivo. L’indice resta comunque non lontano dai massimi dal giugno 2015 e si avvia verso un guadagno superiore all’1,50% nell’intera settimana. Sul fronte valutario, lo yen guadagna circa lo 0,10% portando intorno allo 0,90% il deprezzamento nell’ottava.
E a Tokyo il Nikkei 225 chiude in declino dello 0,39% (performance identica per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi anch’esso dello 0,39%), mancando per un soffio quota 20.000 punti sopra cui non va dallo scorso dicembre. L’andamento è simile per Seoul, con il Kospi in declino di circa lo 0,50% a fronte del balzo (oltre il 9% il guadagno in intraday), segnato al debutto da Netmarble Games. Il leader nel comparto dei videogiochi per terminali mobili in Corea del Sud (e numero tre al mondo) ha piazzato 17 milioni di azioni, pari a circa il 20% dell’intero capitale, per una raccolta di 2.660 miliardi di won (2,17 miliardi di euro) per una valutazione di 13.300 miliardi (10,85 miliardi di euro). Si tratta del secondo collocamento più ricco di sempre per la piazza di Seoul, dopo quello di Samsung Life Insurance che nel 2010 raccolse 4.900 miliardi di won (circa 4 miliardi di euro al cambio attu ale).
Sul fronte delle materie prime, terza seduta consecutiva di apprezzamento per il petrolio, mentre l’oro ha guadagnato circa mezzo punto percentuale nell’ottava. A Sydney l’S&P/ASX 200 segna una perdita dello 0,70% in chiusura. Le piazze della Cina continentale, in controtendenza praticamente per tutta la settimana, sono invece in positivo. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in progresso di circa lo 0,60% entrambi, mentre lo Shenzhen Composite si muove appena sopra la parità. Moderato incremento per Hong Kong, ma l’Hang Seng guadagna circa lo 0,10% e si consolida sopra i 25.000 punti raggiunti questa settimana per la prima volta dal luglio 2015 (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di circ lo 0,40%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in leggero rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,15%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse100 di Londra lo 0,15%.
Sul fronte macroeconomico in Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha pubblicato le stime preliminari del prodotto interno lordo per il primo trimestre del 2017: su base annuale il Pil tedesco è stimato in crescita al ritmo di 1,7%, dal +1,8% del trimestre precedente.
Su base trimestrale il Pil è cresciuto dello 0,6%, in linea con le attese, dallo 0,4% deò quarto trimestre 2016. L'indice dei prezzi al consumo (inflazione) ad aprile è rimasto invariato su base mensile ed è aumentato del 2% su base annuale, in linea alle attese e alla rilevazione di marzo. L'indice armonizzato è rimasto invariato su base mensile ed è cresciuto del 2% su base annua.
In Francia L'Insee ha reso noto che l'Indice dei Salari non agricoli, che misura la variazione del numero di posti di lavoro nel corso in tutte le attivita' non agricole, e' cresciuto, nel primo trimestre 2017, dello 0,3% su base trimestrale risultando lievemente superiore al consensus, pari allo 0,2%, ma in calo dalla rilevazione precedente fissata su un incremento dello 0,4%.
Tra i titoli in evidenza Havas +10%. Vivendi (+5%) ha annunciato di avere presentato un’offerta da 2,36 miliardi di euro per acquisire il 60% detenuto da Groupe Bolloré nella società della pubblicità.
Thyssenkrupp -2%. Il produttore di acciaio ha rivisto al ribasso la stima di cash flow per il 2017
Deutsche Telekom +1%. Il colosso telefonico ha comunicato risultati relativi al primo trimestre 2017 segnati dal crollo del 76,1% degli utili netti a 747 milioni di euro. Il gruppo tedesco ha però battuto le attese segnando un ebitda rettificato in crescita del 7,5% a 5,55 miliardi di euro, contro i 5,48 miliardi del consensus di Reuters.
ArcelorMittal -5%. Il giro d'affari del gigante siderurgico è cresciuto nel primo trimestre meno del previsto a 16,08 miliardi di dollari (da 13,4 miliardi di un anno prima) contro i 16,68 miliardi del consensus.
Drillisch +8%. United Internet (+9%) ha annunciato l’accordo per acquisire la rivale per circa 2,8 miliardi di euro.
Richemont -5%. Il gruppo del lusso ha comunicato che nell’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo i profitti netti sono crollati del 46% a 1,21 miliardi di euro.
Il risultato del precedente anno fiscale era però stato condizionato in positivo da guadagni straordinari per 639 milioni di euro, derivanti dall’operazione Yoox-Net-a-Porter. Nei 12 mesi, il gruppo svizzero del lusso (che vanta in portafoglio brand come Cartier e Montblanc) ha registrato un declino a perimetro costante delle vendite del 4% a 10,65 miliardi di euro, leggermente sotto al consensus di Reuters.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva con i bancari: Ftse Mib +0,44%
Il Ftse Mib segna +0,44%, il Ftse Italia All-Share +0,41%, il Ftse Italia Mid Cap +0,11%, il Ftse Italia Star +0,18%.
Mercati azionari europei in lieve rialzo: DAX +0,1%, FTSE 100 +0,2%, CAC 40 invariato, IBEX 35 +0,2%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,2% circa. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,22%, Nasdaq Composite -0,22%, Dow Jones Industrial -0,11%.
Mercato azionario giapponese in flessione, l'indice Nikkei 225 termina a -0,39%. Borse cinesi complessivamente positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,86%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,1% circa.
Avvio di seduta in forte rialzo per Banco BPM (+5%) che manda in archivio il primo trimestre del 2017 con un utile netto di 117 milioni di euro dal rosso di 267 milioni nel trim1 2016. Il dato è nettamente migliore delle attese degli analisti fissate a 55 milioni. Da segnalare il forte calo delle rettifiche nette su crediti pari a 291 milioni di euro da 750 milioni una anno fa. Lo stock di crediti deteriorati netti scende a 15,033 miliardi (-2,2 miliardi, - 12,8% a/a).
Nella conference call di presentazione dei risultati, l'a.d. Giuseppe Castagna ha dichiarato che l'operazione Rainbow, ovvero la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati costituito da posizioni secured del valore di 720 milioni di euro è in fase conclusiva e dovrebbe essere chiuso entro giugno. Il manager ha aggiunto che Banco BPM sta già lavorando sulla vendita un portafoglio di npl unsecured da 2 miliardi di euro con l'obiettivo di chiudere nel secondo semestre dell'anno.
UniCredit (+2,3%) estende il rally di ieri grazie a dati trimestrali migliori delle attese e tocca i massimi da aprile 2016. Il trim1 2017 si è infatti concluso con utile netto a 907 milioni di euro, un risultato che batte nettamente il consensus pari a 612 milioni. Il rialzo delle ultime ore conferma l'intonazione positiva dimostrata dai minimi di aprile a 12,82 euro, il titolo sembra intenzionato a testare la parte alta del canale crescente disegnato dai minimi dello scorso novembre passante a 18,50 euro circa.
Enel in parità nonostante che i dati del primo trimestre 2017, divulgati prima dell'apertura del mercato, siano migliori delle attese degli analisti. I ricavi nel trim1 si sono attestati a 19,366 miliardi di euro (consensus Bloomberg 19,303, consensus Thomson Reuters 19,06) in rialzo dell'8,4% a/a, l'EBITDA a 3,914 miliardi (consensus Bloomberg 3,777) in calo del 2,6% a/a, l'EBIT a 2,525 miliardi (consensus Bloomberg 2,404) in calo del 5,4% a/a. L'utile netto è salito del 4,7% a/a a 983 milioni di euro (consensus Bloomberg 919), mentre l'utile netto ordinario si è attestato a 943 milioni (+18,6% a/a). L'indebitamento netto sale del 4,6% da fine 2016 a 39,282 miliardi di euro (consensus Bloomberg 39,19). Il management conferma per il 2017 gli obiettivi indicati nel Piano Strategico 2017-2019 aggiornato nel novembre del 2016.
In rosso i titoli del settore cemento Buzzi Unicem (-1,6%) e Cementir Holding (-4,2%), quest'ultima penalizzata dai dati del primo trimestre del 2017 pubblicati ieri a mercato chiuso. Il periodo è andato in archivio con un utile ante imposte negativo per 6,2 milioni di euro (negativo per 6,0 milioni nel trim1 2016), nonostante il balzo del 33% dei ricavi (ma stabili a perimetro constante). Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione sul titolo a hold.
TITOLI DEL GIORNO
Poco prima dell'apertura del mercato Enel ha divulgato i dati del primo trimestre 2017. I risultati conseguiti dal gruppo dell'elettricità sono migliori delle attese degli analisti. L'analisi del grafico dell'andamento del prezzo del titolo Enel in borsa evidenzia il rally delle ultime settimane con superamento delle importanti resistenze a 4,45/4,50 euro e il raggiungimento dei livelli più elevati dal 2011. Le quotazioni potrebbero trarre dai dati pubblicati oggi lo spunto per superare i primi ostacoli a 4,5980 e riattivare la tendenza rialzista in direzione dei massimi della primavera di sei anni fa a 4,8580, riferimento determinante in ottica di lungo periodo (obiettivo successivo a 5,70). Discese sotto 4,45 anticiperebbero invece correzioni verso 4,15, supporto decisivo per scongiurare approfondimenti duraturi.
Netto rialzo per UniCredit giovedi' in scia ai conti trimestrali. Il trim1 2017 si e' infatti concluso con utile netto di 907 milioni di euro, un risultato che batte nettamente il consensus pari a 612 milioni. Il rialzo delle ultime ore conferma l'intonazione positiva dimostrata dai minimi di aprile a 12,82 euro, il titolo sembra intenzionato a testare la parte alta del canale crescente disegnato dai minimi dello scorso novembre passante a 18,50 euro circa. Resistenza successiva a 20,71 euro, top del 14 marzo 2016. Conferme in questo senso oltre i massimi di giovedi' a 16,96 euro. Sotto la base del gap rialzista lasciato ieri dai prezzi, a 16,15 euro, rischio invece di test dall'alto del top del 26 gennaio a 15,43 euro, resistenza critica in questa fase. La violazione di quei livelli farebbe infatti temere la ricopertura di un altro gap rialzista, quello del 24 aprile, con base a 13,99 euro, praticamente coincidente con la media mobile a 100 giorni.
Geox tocca i massimi dal luglio scorso all'indomani della pubblicazione dei ricavi nel primo trimestre 2017. Nella sua corsa al rialzo il titolo ha travolto gli ostacoli in area 2,55/2,57 e quelli successivi a 2,78/2,80, quota pari al 38,2% di ritracciamento del ribasso subito da novembre 2015. Conferme in chiusura di ottava sopra questi riferimenti creerebbero le basi per assistere alla realizzazione di un ulteriore allungo fino a 3,08/3,10, livello successivo nella scala di Fibonacci, il 50%. Sotto 2,46 possibile invece l’avvio di una flessione correttiva che assumerebbe toni preoccupanti solo sotto 2,27, preludendo a un affondo ulteriore verso 2,10 euro.
DATI MACRO ATTESI
Venerdì 12 Maggio 2017
Riunione G7 (1° giorno di 2);
01:50 GIA M2 apr;
08:00 GER PIL trim1 (1a stima);
08:00 GER Inflazione finale apr;
08:00 GIA Ordini macchine utensili preliminari;
08:45 FRA Occupati settori non agricoli preliminari trim1;
09:00 SPA Inflazione finale apr;
11:00 EUR Produzione industriale mar;
14:30 USA Vendite al dettaglio apr;
14:30 USA Inflazione apr;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare mag;
16:00 USA Scorte delle imprese mar.
HEADLINES
Giappone: massa monetaria M2 cresce del 4,3% anche in aprile
La Bank of Japan ha reso noto che la massa monetaria M2 è aumentata in Giappone del 4,3% annuo in aprile, a 975.500 miliardi di yen, contro il 4,2% registrato in febbraio e marzo (quest’ultimo rivisto al ribasso dal 4,3% comunicato il mese scorso) e in linea con le attese. La massa monetaria M3 è invece aumentata del 3,6% in aprile come in febbraio e marzo (3,5% in gennaio) e come previsto dagli economisti.
Brasile: vendite retail calano oltre le attese in marzo
Calano oltre le attese degli economisti le vendite retail in Brasile nel mese di marzo. Secondo quanto comunicato giovedì dall’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (Ibge, l’ente nazionale di statistica), infatti, le vendite al dettaglio sono scese per il terzo mese consecutivo, segnando una contrazione sequenziale dell’1,9% contro l’1,6% di declino di febbraio (lettura rivista dallo 0,2% comunicato in precedenza) e lo 0,6% di flessione del consensus. Le vendite retail sono invece scivolate del 4,0% su base annua, in peggioramento rispetto al declino del 3,7% di marzo e ben oltre il calo dell’1,1% atteso dagli economisti.
Germania: stima del Pil 1 trimestre 2017, +1,7% a/a
In Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha pubblicato le stime preliminari del prodotto interno lordo per il primo trimestre del 2017: su base annuale il Pil tedesco è stimato in crescita al ritmo di 1,7%, dal +1,8% del trimestre precedente. Su base trimestrale il Pil è cresciuto dello 0,6%, in linea con le attese, dallo 0,4% deò quarto trimestre 2016.
Deutsche Telekom batte le attese ma utili crollano del 76,1%
Deutsche Telekom ha comunicato giovedì risultati relativi al primo trimestre 2017 segnati dal crollo del 76,1% degli utili netti a 747 milioni di euro. Il colosso telefonico tedesco ha però battuto le attese segnando un ebitda rettificato in crescita del 7,5% a 5,55 miliardi di euro, contro i 5,48 miliardi del consensus di Reuters. Nei tre mesi i ricavi sono cresciuti del 5,8% a 18,65 miliardi di euro. A condizionare in negativo gli utili sono state svalutazioni per 700 milioni di euro sulla quota del 12% detenuta in Bt Group. Come sottolinea Reuters, il titolo dell’ex monopolista telefonico britannico si è deprezzato di oltre il 10% nel primo trimestre a causa dello scandalo per irregolarità contabili in Italia, costato a Bt svalutazioni per 530 milioni di sterline (circa 630 milioni di euro al cambio attuale). Deutsche Telekom ha chiuso in declino dello 0,83% la seduta di giovedì a Francoforte, contro la perdita dello 0,36% del Dax.
Vivendi offre 2,36 miliardi per il 60% di Bolloré in Havas
Vivendi ha reso noto giovedì dopo la chiusura dei mercati di avere presentato un’offerta da 2,36 miliardi di euro per acquisire il 60% detenuto da Groupe Bolloré in Havas. Il colosso francese dei media, partecipato al 20,65% (ma con il 26,37% dei diritti di voto secondo l’ultima documentazione di marzo) dalla stessa holding del finanziere bretone Vincent Bolloré, ha messo sul piatto 9,25 euro per azione, pari a un premio dell’8,8% rispetto alla chiusura del titolo mercoledì a Parigi. Già lo scorso anno Vivendi, per bocca del chief executive Arnaud de Puyfontaine, aveva sottolineato come l’integrazione con Havas avrebbe senso, anche se all’epoca non erano in corso trattative a riguardo. Vivendi ha invece sottolineato giovedì che l’acquisizione a lungo termine consentirà al gruppo di accelerare la costruzione di un importante realtà di contenuti, m edia e comunicazioni di livello mondiale e assicurerà alla società che ne nascerà “un posizionamento unico in un contesto in cui contenuto, distribuzione e comunicazioni convergono”. Sempre giovedì Vivendi ha presentato risultati relativi al primo trimestre 2017 segnati dal balzo del 57,2% dell’utile rettificato a 155 milioni di euro, a fronte di ricavi in crescita del 6,9% a 2,66 miliardi. Havas ha chiuso in declino dello 0,34% la seduta di giovedì a Parigi a 8,47 euro di valore. Vivendi ha invece perso l’1,92% contro il declino dell’1,12% di Groupe Bolloré.
Engie cede l’oil and gas a Neptune in deal da 4,7 miliardi
Engie ha comunicato giovedì di avere ricevuto un’offerta vincolante da parte di Neptune Energy per l’acquisizione del 70% della divisione Exploration & Production International per complessivi 4,7 miliardi di euro. La proposta della società d’investimento britannica focalizzata sull’oil and gas, sostenuta nell’operazione dai private equity Carlyle Group e Cvc Capital Partners, comprende l’assunzione di 1,1 miliardi di euro di costi di decommissioning della utility francese (che fino all’aprile del 2015 si chiamava Gdf-Suez). Engie, che si attende una riduzione del debito di 2,4 miliardi di euro alla chiusura dell’operazione (prevista per il primo trimestre del prossimo anno), ha segnato un declino dell’1,46% giovedì a Parigi, contro la flessione dello 0,32% del Cac 40.
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