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mercoledì 10 maggio 2017

Report dei mercati



Wall Street chiude mista, non si ferma Apple

La Borsa di New York ha chiuso la seduta contrastata. Dow Jones e S&P 500 hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,17% e lo 0,10% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,29%. 
Sul fronte macroeconomico l'indagine JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey) segnala che le posizioni lavorative ricercate dai datori di lavoro a marzo si sono attestate a 5,743 milioni, superiori sia ai 5,682 milioni di febbraio che ai 5,670 milioni attesi dagli economisti. A marzo le scorte all'ingrosso hanno fatto segnare una crescita pari allo 0,2%, superiore alle attese pari a -0,1%. Nel mese di febbraio le scorte erano diminuite dello 0,1% su base mensile.Tra i titoli in evidenza Apple +0,62%. Warren Buffett ha triplicato l'investimento nel gruppo di Cupertino a 19,2 miliardi di dollari. Office Depot +2,94%. Il rivenditore di articoli per ufficio ha chiuso il primo trimestre con un utile netto a 116 milioni di dollari, in forte crescita rispetto ai 46 milioni di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l'Eps si è attestato a 0,16 dollari contro i 12 centesimi del consensus. Valeant +24,41%. Il gruppo farmaceutico ha miglio rato le stime di Ebitda per l'intero esercizio. Valeant ha chiuso il primo trimestre con un utile a 628 milioni di dollari contro la perdita di 374 milioni di un anno prima. 
American Airlines +4,76%. La compagnia aerea ha annunciato un incremento del 3,1% del traffico passeggeri ad aprile. Il load factor è migliorato all'82,2% dall'80,4%. Hertz -14,15%. Il gruppo specializzato nel noleggio di veicoli ha pubblicato una perdita trimestrale più alta del previsto. Sotto le attese anche i ricavi. Marriott International +6,36%. La catena di alberghi ha chiuso lo scorso trimestre con risultati superiori alle attese.

MERCATI ASIATICI

Hang Seng sopra 25.000 punti. Nikkei 225 cresce dello 0,29%

Mercati asiatici in generalizzato progresso al traino soprattutto di Hong Kong. L'Hang Seng ha toccato infatti un guadagno superiore all'1% (poi ridottosi intorno allo 0,70%) muovendosi sopra quota 25.000 punti per la prima volta dal luglio 2015 (fa persino meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso dell'1,20% circa). Tra i principali indici della regione l'unico in decisa contrazione è quello di Seoul: il Kospi perde circa lo 0,90% con un declino che per gli osservatori è legato soprattutto alle prese di beneficio. L'indice lunedì aveva guadagnato il 2,30% sui massimi di sempre, mentre martedì la piazza è rimasta chiusa per le elezioni presidenziali che hanno visto il trionfo del liberale Moon Jae-in. La vittoria dell'avvocato figlio di rifugiati nordcoreani mette fine a nove anni di dominio conservatore e al vuoto di potere durato cinque mesi, in seguito all'impeachment della presidente Park Geun-hye, accusata di corruzione. Moon spinge per legami più stretti con la Corea del Nord e ha dichiarato che Seoul deve imparare a dire "no" agli Usa.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali valute, ha toccato una perdita di circa lo 0,20% dopo essersi apprezzato dello 0,30% martedì. Lo yen è in crescita dopo tre sedute consecutive in declino sui minimi da metà marzo. E a Tokyo, in vista della tornata di trimestrali del Corporate Japan, il Nikkei 225 si avvicina a quota 20.000 punti chiudendo con un guadagno dello 0,29% (performance appena peggiore per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,26%). Sul fronte macroeconomico, il dato preliminare relativo a marzo dell'indice anticipatore del Giappone segna un progresso a 105,5 punti dai 104,8 punti della lettura finale di febbraio e in linea con il consensus.

In Cina, invece, secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di Statistica, i prezzi al consumo hanno segnato per aprile un incremento dell'1,2% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto allo 0,9% di marzo (e allo 0,8% di febbraio) e contro l'1,1% del del consensus del Wall Street Journal. Il dato resta comunque lontano dal target di Pechino del 3% per l' intero 2017. E la volatilità continua a caratterizzare le piazze della Cina continentale, che vanno ancora in altalena. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, infatti, lo Shanghai Composite perde intorno allo 0,20% mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagna altrettanto. Fa peggio lo Shenzhen Composite, in flessione dello 0,60% circa. A Sydney l'S&P/ASX 200 ha segnato invece un progresso dello 0,61% in chiusura.
MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta all'insegna della debolezza. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,02%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse100 di Londra lo 0,05%.
Sul fronte macroeconomico in Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di marzo è cresciuta del 2% rispetto al mese precedente (consensus +1%), dopo la flessione dell'1,7% rilevata a febbraio. 
Sempre a marzo la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 5,4 miliardi di euro, inferiore a quello rilevato in precedenza (6,4 mld di euro).Le esportazioni sono aumentate a 39,3 miliardi di euro da 37,8 mld di euro mentre le importazioni si sono attestate a 44,6 mld dai 44,3 mld di euro del mese precedente. Tra i titoli in evidenza Axa +2%. Il colosso assicurativo francese ha annunciato l'intenzione di quotare in Borsa una quota di minoranza della divisione Usa. L'Ipo è prevista per l'inizio del 2018. HeidelbergCement -2%. Il gruppo del cemento ha chiuso il primo trimestre con un Ebitda inferiore alle attese a 383 milioni di euro. Gli analisti avevano previsto 416 milioni. Legrand -1%. L'utile netto del gruppo francese delle infrastrutture elettriche nel primo trimestre è stato leggermente inferiore alle attese (149 milioni di euro contro i 151 milioni del consensus).
Air France-Klm +3%. La compagnia aerea ha comunicato il progresso su base annua dell'8,5% nel traffico di aprile con 8,42 milioni di passeggeri trasportati. Il traffico misurato in Rpk (revenue passenger kilometer o ricavi-passeggeri-chilometro, indicatore chiave per il settore aereo) è invece cresciuto dell'8,2% annuo a 22,97 miliardi, mentre l'Ask (available seat kilometer ovvero posti disponibili per chilometro, indicatore relativo alla capacità) è progredito del 5,5% a 26,20 miliardi. Il load factor è aumentato dello 2,2% all'87,7% rispetto all'aprile 2016.

APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana poco mossa in avvio: Ftse Mib -0,03%Il Ftse Mib segna -0,03%, il Ftse Italia All-Share -0,07%, il Ftse Italia Mid Cap -0,37%, il Ftse Italia Star -0,16%.Mercati azionari europei in calo: DAX -0,1%, FTSE 100 invariato, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 -0,4%.
Avvio di seduta all'insegna della debolezza per Eni (-0,3%) nonostante il primo trimestre 2017 andato in archivio con risultati leggermente migliori delle attese degli analisti. Il gruppo ha pubblicato prima dell'apertura odierna del mercato i dati approvati ieri dal cda. L'utile operativo adjusted si è attestato a 1,834 miliardi di euro (0,583 nel trim1 2016, consensus a 1,83) e l'utile netto adjusted a 744 milioni (2 nel trim1 2016, consensus a 610). Leggermente sotto le attese la produzione a 1.795 migliaia di barili al giorno (1.754 nel trim1 2016, consensus a 1.810). Per quanto riguarda le singole divisioni, la Exploration & Production ha totalizzato un utile operativo adjusted di 1,415 miliardi di euro (95 nel trim1 2016, consensus a 1,550), la Gas & Power di 338 milioni (285 nel trim1 2016, consensus a 230) e la Refining & Marketing e Chimica di 189 milioni (177 nel trim1 2016, consensus a 30). Confermati i principali target 2 017, mentre il Leverage a fine esercizio (0,28 al 31 marzo) è previsto in calo grazie soprattutto alla cessione del Mozambico.
In verde Saipem (+0,4%) grazie all'aggiudicazione di un nuovo contratto EPCI per il pacchetto SURF del campo Liza progetto operato da Esso Exploration e Production Guyana Limited, una controllata di ExxonMobil. La commessa ha un valore complessivo di 500 milioni di dollari.
In ottima forma Campari (+3,6% a 5,98 euro) che prova a riavvicinarsi al massimo storico a 6,14 euro toccato ieri in scia ai dati del primo trimestre 2017. Il titolo nel finale di seduta aveva dimezzato i guadagni chiudendo a 5,7750 euro (+4,43%). In netto rialzo Banca Mediolanum (+2,4%), ieri penalizzata dai dati del primo trimestre 2017, chiuso con profitti in crescita del 16% a/a a 84,9 milioni di euro, ma il margine di interesse è sceso da 61,6 a 44,96 milioni.Vendite su Bper Banca (-2,9%) che chiude il primo trimestre 2017 con dati inferiori rispetto alle attese. Il margine di intermediazione si attesta a 490,46 milioni di euro, contro il consensus Bloomberg di 505,3. L'utile netto contabile è pari a 14,56 milioni di euro, contro i 17 del consensus.
OVS (-3,3% a 6,16 euro) perde nettamente terreno dopo il collocamento accelerato di 25 milioni di azioni ordinarie, rappresentanti circa l’11% delle azioni OVS in circolazione, da parte di Gruppo Coin. Le azioni sono state collocate a investitori istituzionali internazionali ad un prezzo di 6,11 euro per azione, con un incasso lordo di 152,8 milioni. La quota di Gruppo Coin in OVS è scesa da circa il 42,12% a circa il 31,12%.
TITOLI DEL GIORNO
Il rialzo delle ultime ore ha permesso a Banca Generali il superamento del picco del 24 gennaio a 27,78 euro e quindi l'invio di un segnale di forza. Atteso ora il raggiungimento dei massimi di dicembre 2015 a 29,53 euro, ultimo ostacolo che potrebbe frenare la corsa al ritorno sui massimi del maggio 2015 a 33,44 euro. Solo flessioni al di sotto della media mobile a 10 giorni, attualmente in transito a 26,60 euro e dimostratasi un valido supporto nel corso dell'ascesa delle ultime settimane, potrebbero fare temere una fase di ripiegamento piu' accentuata, diretta almeno fino sulla media mobile a 50 giorni a 24,55 euro circa.
Campari tocca il nuovo massimo storico a 6,14 euro dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre 2017, per poi limare i guadagni nel finale. I prezzi si sono allontanati dai top di inizio aprile, ora supporto a 5,5 euro. La tenuta di questo riferimento farebbe pensare al proseguimento al rialzo nel lungo periodo, ma il test del lato alto del canale crescente che parte dai minimi di inizio 2016, a 5,80 circa, potrebbe frenare temporaneamente le attese di crescita, in virtù della divergenza ribassista che si è formata tra il grafico dei prezzi e quello dell’indicatore Rsi. Sotto area 5,50 possibile ritorno verso 5,21, minimo di aprile, poi a 5,15, media mobile a 50 giorni.
L'analisi del grafico di Eni evidenzia il recente rimbalzo, dopo la correzione subita dal titolo dai massimi di inizio aprile, dalle ex resistenze posizionate tra 13,80 e 14,00 euro. Le quotazioni potrebbero approfittare dei dati trimestrali per tornare sui massimi del mese scorso a 15,40 circa ed eventualmente tentare un allungo sul picco di inizio anno a 15,92: oltre questo ultimo livello riattivazione della tendenza rialzista di fondo verso il lato alto del canale ascendente che contiene i prezzi sin da febbraio 2016 (attualmente a 16,50 circa) e il massimo di aprile 2015 a 17,66. Sotto 14,45 probabile nuovo test di 13,80/14,00, con rischio concreto di assistere all'inversione del movimento rialzista partito dal minimo di novembre a 12,26, con obiettivo intermedio a 13,10 circa, base del canale citato in precedenza.

DATI MACRO ATTESI

Mercoledì 10 Maggio 2017

03:30 CINA Inflazione apr;

03: 30 CINA Indice prezzi alla produzione apr;

07:00 GIA Indice anticipatore mar;

08:45 FRA Produzione industriale mar;

08:45 FRA Bilancia commerciale mar;

10:00 ITA Produzione industriale mar;

13:00 EUR Intervento Draghi (BCE);

14:30 USA Indice prezzi importazioni apr;

16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati (EIA).
DATI MACRO ATTESI
Francia: saldo della bilancia commerciale -5,4 mld di euro

Nel mese di marzo in Francia la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 5,4 miliardi di euro, inferiore a quello rilevato in precedenza (6,4 mld di euro).Le esportazioni sono aumentate a 39,3 miliardi di euro da 37,8 mld di euro mentre le importazioni si sono attestate a 44,6 mld dai 44,3 mld di euro del mese precedente.

Francia: oltre le attese la produzione industriale

In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di marzo è cresciuta del 2% rispetto al mese precedente (consensus +1%), dopo la flessione dell'1,7% rilevata a febbraio.

Cina: prezzi produzione crescono del 6,4 annuo in aprile

Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, in Cina la crescita dei prezzi alla produzione ha rallentato ulteriormente in aprile al 6,4% annuo dal 7,6% di marzo (7,8% in febbraio, livello più elevato dal settembre 2008) e contro il 6,8% del consensus del Wall Street Journal. Si tratta comunque dell’ottavo mese consecutivo di espansione (dopo una striscia di 54 mesi di declino). Su base mensile, invece, i prezzi alla produzione sono calati dello 0,4% dopo l’incremento dello 0,3% di marzo (e quello dello 0,6% di febbraio).

Cina: in aprile inflazione accelera all’1,2% annuo

Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica, in Cina i prezzi al consumo hanno segnato per aprile un incremento dell’1,2% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto allo 0,9% di marzo (e allo 0,8% di febbraio) e contro l’1,1% del del consensus del Wall Street Journal. Il dato resta comunque lontano dal target di Pechino del 3% per l'intero 2017. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo segna invece una crescita dello 0,1% dopo il declino dello 0,3% di m arzo (e quello dello 0,2% in febbraio).

Corea del Sud: vince Moon. Etf ai massimi dal 2014

L’Etf iShares Msci South Korea Capped ha toccato un progresso dell’1,2% martedì, ai massimi dal settembre 2014, con oltre 3,5 milioni di titoli che sono passati di mano (ben sopra alla media degli ultimi 30 giorni di 2,4 milioni). Dietro la performance le elezioni presidenziali tenutesi martedì nel Paese asiatico, che hanno visto il trionfo del liberale Moon Jae-in. La vittoria dell'avvocato figlio di rifugiati nordcoreani mette fine a nove anni di dominio conservatore e al vuoto di potere durato cinque mesi, in seguito all’impeachment della presidente Park Geun-hye, accusata di corruzione. Moon spinge per legami più stretti con la Corea del Nord e ha dichiarato che Seoul deve imparare a dire “no” agli Usa.

Petrolio: Eia alza stime produzione Usa per 2017 e 2018

La U.S. Energy Inform ation Administration (Eia) martedì ha ancora una volta aumentato le stime di produzione di petrolio in Usa, abbassando al tempo stesso l’outlook sul prezzo. L’ente di Washington, nel suo outlook mensile, ha migliorato dell’1% a 9,31 milioni di barili al giorno la previsione di output nel 2017 in Usa, alzando anche dello 0,6% a 9,9 milioni quella relativa al 2018, cifra che sarebbe la più elevata di sempre (i dati storici della Eia risalgono addirittura al 1859), dopo il record di 9,6 milioni registrato negli Anni 70 del secolo scorso. Ridotte invece del 3% a 50,68 e 52,60 dollari il barile, rispettivamente per Wti e Brent, le stime di prezzo medio nel 2017.

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