-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 16 maggio 2017

Petrolio e dollaro, il grafico che inchioda le quotazioni

Giuseppe Timpone

Correlazione tra petrolio e dollaro
Mentre Arabia Saudita e Russia segnalano la rispettiva disponibilità a prorogare a fine maggio di nove mesi l’accordo sul taglio della produzione di petrolio, le quotazioni della materia prima risalgono nettamente e adesso il Brent viaggia sopra i 52,40 dollari, così come il Wti americano si porta a ridosso della soglia dei 50 dollari. Il grafico di cui sopra ci mostra la correlazione tra prezzi del greggio e forza del dollaro negli ultimi 10 anni. Sappiamo, infatti, che acquistandosi in dollari, l’oro nero costa automaticamente di più per gli acquirenti non americani, quando il biglietto verde si rafforza, meno quando s’indebolisce. Di conseguenza, la domanda di Brent tende a ridursi nel primo caso e a rafforzarsi nel secondo, colpendo e rinvigorendo le quotazioni internazionali rispettivamente.
Sulla base dei dati disponibili per gli ultimi 10 anni, abbiamo ottenuto che l’indice di correlazione di Pearson sarebbe pari a -0,82, ovvero che prezzi del Brent e forza del dollaro sarebbero fortemente correlati negativamente tra di loro. Tale indice, infatti, esita valori compresi tra -1 e +1, dove -1 segnala la massima correlazione negativa e +1 la massima correlazione positiva. Il dato riscontrato per il periodo che va dal luglio 2007 ad oggi ci segnala che quando il dollaro si rafforza (indebolisce), le quotazioni del greggio s’indeboliscono (rafforzano) in misura largamente rispondente. (Leggi anche: Svalutazione dollaro concordata?)

L’andamento del petrolio nel prossimo futuro

Per questo, più che alle azioni messe in atto dai sauditi per rinvigorire prezzi scesi nelle sedute precedenti verso i 45 dollari, a determinare con buone probabilità la direzione del petrolio sui mercati sarà la maggiore o minore forza del dollaro. I tassi USA continueranno a salire nei prossimi mesi e anni, rafforzando prevedibilmente il dollaro. Al contempo, però, anche le altre banche centrali, come BCE, Bank of Japan, Bank of England, Riksbank e SNB saranno prima o poi costrette a chiudere la lunga fase dell’accomodamento monetario, rafforzando progressivamente i rispettivi tassi di cambio.
Per questo, è ipotizzabile che il petrolio si mostri debole da qui al prossimo anno, quando la Federal Reserve sarà ancora isolata nel panorama mondiale in tema di rialzo dei tassi, ma successivamente dovrebbe avvantaggiarsi del rafforzamento di euro, yen, sterlina, franco svizzero, etc, contro il dollaro, allorquando le altre banche centrali saranno costrette a seguire lungo la strada della stretta. Il tutto, chiaramente, limitato in un senso e nell’altro dalle condizioni del mercato petrolifero mondiale, la cui offerta resta abbondante ancora oggi, nonostante gli sforzi dell’OPEC di tagliare l’eccesso di produzione. (Leggi anche: Petrolio, prezzi sotto 50 dollari e sauditi costretti alla ritirata in Asia)   

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.