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mercoledì 24 maggio 2017

Partite Iva, cosa cambia con i nuovi indicatori di affidabilità (Isa)

Gli indici misureranno su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale del contribuente. (Getty)
Prendono il posto degli studi di settore e si chiamano indici di affidabilità fiscale (Isa). La commissione Bilancio della Camera ha approvato ieri l’emendamento di maggioranza con cui viene riscritta la proposta di legge presentata ad aprile. L’affidabilità sarà valutata dal Fisco con un punteggio da 1 a 10: più alto sarà il voto del singolo contribuente, più ampio sarà il perimetro premiale riconosciuto.
L’idea è quella di semplificare il rapporto con il Fisco. I nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale previsti dall’emendamento alla manovrina saranno elaborati in base a dati e informazioni relative a più periodi d’imposta. Misureranno su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale del contribuente anche in modo da consentirgli di accedere ai vantaggi rappresentati da rimborsi o compensazioni più semplici e in meno tempo. La prima applicazione è prevista con le dichiarazioni del 2018, quindi con riferimento al 2017. L’Agenzia delle Entrate dovrà individuare le attività a cui applicare i nuovi indicatori entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto sulla manovrina.
In base al grado di “fedeltà fiscale” saranno garantiti ai contribuenti più virtuosi una serie di vantaggi. (Getty)
Le esclusioni. Saranno previste delle specifiche esclusioni: gli indici non si applicheranno per i periodi di imposta nei quali le imprese o i professionisti hanno iniziato, cessato l’attività o non si trovano in condizioni di normale svolgimento della stessa. Il Mef potrà prendere ulteriori ipotesi di esclusione dall’applicabilità degli indici per determinate categorie di contribuenti. Quali vantaggi spettano ai più virtuosi? In base al grado di “fedeltà fiscale” saranno garantiti ai contribuenti più virtuosi una serie di vantaggi. Dalla mancata applicazione del regime delle società non operative all’esclusione del redditometro. Ma non solo, è previsto anche l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva fino a 50mila euro e per i crediti da imposte dirette e Irap fino a 20mila euro. Nessun visto di conformità anche in caso di rimborsi Iva fino a 50mila euro. 

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