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lunedì 15 maggio 2017

Nuovo attacco hacker di Wannacry: KO la Cina


Dopo la paura dei giorni scorsi che ha coinvolto le sedi istituzionali e finanziarie di oltre 150 nazioni, l’attacco di Wannacry si rivolge alla Cina.

Pechino sotto attacco

Le conseguenze del cryptoworm che nel fine settimana ha bloccato i computer di mezzo modo sotto la minaccia del riscatto in bitcoin, è stato fermato, fortuitamente, da un hacker di 22 anni che è riuscito a bloccarne la diffusione grazie ad una falla nella programmazione.
Ma a quanto pare Wannacry, per quanto momentaneamente fermato all’interno dei confini dell’Unione (in Gran Bretagna si segnalano ancora problemi nel sistema sanitario nazionale, ma come sappiamo Londra è ormai estranea all’Ue), è ricomparso in Cina proprio in queste ore, prendendo di mira 29.372 sedi istituzionali.

Come accennato, il Vecchio Continente è riuscito ad arginare il diffondersi del malware che blocca e rapisce, letteralmente, i dati sensibili del computer per ripristinare i quali, il programma chiede il pagamento di una somma in Bitcoin. Durante il fine settimana, infatti, è stato possibile, complice la (relativa) tranquillità del traffico Internet, ripristinare e aggiornare i software di sicurezza.
Una mossa che ha messo sotto scacco coloro che speravano di raccogliere cifre astronomiche dalla paura di un blocco a livello globale e che invece si sono dovuti accontentare di 42mila dollari, bottino piuttosto magro se si pensa alla potenzialità del danno che l’attacco avrebbe potuto arrecare.

L'eroe di Twitter

Ma se da un lato, la prima versione di Wannacry aveva il cosidetto kill switch ovvero una sorta di pulsante di autodistruzione che ha permesso al ragazzo di 22 anni, il cui account Twitter è @malwaretechblog, di bloccarne la diffusione, questa seconda versione non sembra, invece, essere dotata, almeno all’apparenza, di alcun punto debole.  Nei giorni scorsi, infatti, malwaretechblog è riuscito a bloccare l’attacco comprando un dominio il cui nome era scritto all’interno del codice di Wannacry; il sistema usato dai programmatori del virus era semplice: ogni attacco di Wannacry era accompagnato dalla richiesta di connessione a un sito fantasma, in caso di risposta da parte del sito (tecnicamente impossibile visto che il sito non esisteva), allora l’attacco sarebbe cessato.

Nel momento in cui malwaretechblog è riuscito a bloccare il dominio e a renderlo perciò attivo, ha bloccare anche Wannacry. Intanto anche Microsoft è corsa ai ripari dal momento che il malware aveva preso di mira proprio un bug all’interno del suo sistema, ora riparato con un update già effettuato a marzo e nominato MS17-010, scaricando il quale è possibile mettere al sicuro il proprio PC. 
Fonte: News Trend Online

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