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mercoledì 24 maggio 2017

Meeting OPEC, estensione accordo in vista

Pierpaolo Molinengo
 
Pierre Melki, Equity Analyst Global Equity Research, Energy & Utilities di Union Bancaire Privée - UBP (Taiwan OTC: 6471.TWO - notizie) , spiega che sotto la guida dell’OPEC, 21 nazioni hanno tentato di ridurre la produzione di petrolio di circa 1,7 milioni di barili al giorno da novembre 2016 e hanno conseguito un tasso medio di adeguamento all’accordo del 96%. Il 25 maggio, l’OPEC si riunirà a Vienna per decidere se estendere o meno l’accordo sul taglio alla produzione.
Durante la prima metà di maggio, il WTI è calato a circa 45 dollari dopo che i dati relativi alla produzione statunitense hanno mostrato un aumento della produzione per 11 settimane consecutive, mentre il numero di impianti petroliferi statunitensi è aumentato del 35% dall'inizio dell'anno, raggiungendo quota 712 piattaforme a metà maggio. In seguito a questo calo drastico dei prezzi, le nazioni dell’OPEC e la Russia hanno rassicurato i mercati più volte, affermando che l’accordo sarebbe stato esteso per altri novi mesi e che un taglio ulteriore è ancora sul tavolo.
Tuttavia, la Nigeria e la Libia, due nazioni dell’OPEC esenti dall’accordo, stanno ripristinando l’output e ciò potrebbe creare dei problemi agli obiettivi sulla produzione - spiega Pierre Melki -. A inizio maggio, la Libia ha aumentato la propria produzione di oltre 700.000 barili al giorno, con il greggio che aveva iniziato a scorrere nuovamente da due aree petrolifere riavviate ad aprile. La Nigeria, invece, dopo aver raggiunto, ad agosto 2016, i minimi da 30 anni con una produzione di 1,39 milioni di barili al giorno, ha intenzione di aumentare nuovamente la produzione, grazie al riavvio pianificato del gasdotto Forcados. Un altro rischio per l’accordo dell’OPEC è il fatto che il freno alla produzione irachena era stato reso possibile eseguendo diverse manutenzioni di pozzi prima del previsto, una tecnica che sarà impossibile replicare in caso di estensione dell’accordo.
D’altro canto, scorte statunitensi in calo di circa 12 milioni di barili da metà aprile e attese di condizioni meteo sfavorevoli durante l’estate nella regione dell’OPEC, potrebbero controbilanciare tali rischi e aiutare l’OPEC a raggiungere i propri obiettivi, dando origine a un rimbalzo del prezzo del petrolio, che si stabilizzi poi all’interno di un range tra i 50 e i 55 dollari nei prossimi 9 mesi - spiega Pierre Melki -. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) complesso il settore dell’energia è in aumento dello 0,85% da inizio mese e sovraperforma l’indice MSCI (Francoforte: 3HM.F - notizie) world di 22 punti base, guidato da una performance forte dei titoli energetici europei. Tuttavia, malgrado un contesto volatile per il petrolio, l'OPEC dovrebbe essere in grado di raggiungere i propri obiettivi di produzione per i prossimi nove mesi.

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