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martedì 16 maggio 2017

L'Angolo del Trader


Il mercato dell'auto europeo segna una battuta d'arresto ad aprile ma* FCA* incrementa la propria quota. Nell'Europa dei 28 più le nazioni aderenti all'EFTA le immatricolazioni totali sono scese del 6,8% a/a: il Lingotto ha però limitato le perdite a un -0,5% a/a. Di conseguenza la quota di mercato è salita dal 6,8% al 7,3%.
Particolarmente significativi i risultati ottenuti da FCA in Germania, con una crescita del 26,8 per cento in confronto al -8 per cento complessivo del mercato. Segnaliamo che il comparto auto potrebbe oggi essere particolarmente dinamico dopo le indiscrezioni di ieri del Wall Street Journal, in base alle quali Ford si preparerebbe a ridurre di ben il 10% il suo organico globale.

La ristrutturazione farebbe parte di un più ampio piano che punta al miglioramento della profittabilità per il 2018 attraverso il taglio di 3 miliardi di dollari di costi quest'anno. L'analisi del grafico di FCA evidenzia il movimento correttivo successivo al rally del 26 aprile, circostanza che sembra poter preludere alla ripresa del rialzo verso il massimo pluriennale di metà febbraio a 11,17 euro.
Una vittoria su questo ultimo ostacolo riattiverebbe la tendenza ascendente di fondo in direzione dei massimi allineati del 1987 e 1998 a 12,30/12,40. Discese sotto 9,70/9,80 favorirebbero invece test del minimo di maggio a 8,9150, supporto decisivo in ottica di breve/medio periodo.
Avvio di ottava al rialzo per Tenaris grazie al rimbalzo del greggio.

Arabia Saudita e Russia hanno comunicato nel corso di una conferenza stampa congiunta a Pechino di avere raggiunto un accordo sulla produzione di greggio. I due maggiori Paesi dei 24 che da gennaio hanno implementato il taglio all'output di petrolio della durata di sei mesi (primo intervento dal 2008, deciso dall'Opec nel settembre dello scorso anno e quindi ratificato in novembre), secondo quanto spiegato dai rispettivi ministri dell'Energia Khalid Al-Falih e Alexander Novak, si sono accordati per prolungarlo fino alla fine del primo trimestre 2018.

"L'intesa deve essere estesa perché non raggiungeremo il livello di inventario desiderato entro la fine di giugno", ha sottolineato Al-Falih. "Siamo giunti quindi alla conclusione che sia meglio portare la scadenza alla fine del primo trimestre 2018", ha aggiunto. Russia e Arabia Saudita presenteranno la loro proposta nel corso del meeting dell'Opec previsto per il prossimo 25 maggio a Vienna.
Sulla notizia il prezzo del greggio ha toccato un progresso dell'1,70% circa (sia per il Brent che per il Wti). A sostenere Tenaris contribuisce anche la decisione della Ue di trasformare le tariffe provvisorie sui tubi senza saldatura prodotti in Cina, utilizzabili anche dal settore petrolifero oltre che in impianti elettrici e nell'edilizia, in dazi validi per 5 anni.

Le aliquote vanno da un minimo del 29,2% (dal precedente provvisorio 43,5%) a un massimo del 54,9 (dall'81,1%). Oltre che Tenaris a beneficiare della decisione della Ue saranno anche Vallourec e Salzgitter Mannesmann. Tenarsi ha toccato lunedi' un massimo intraday a 14,70 euro per poi stabilizzarsi in area 14,60 dopo avere terminato venerdi' a 14,23 euro.
Il rimbalzo dai minimi del 5 maggio a 13,42 euro sembra quindi intenzionato a proseguire. Conferme grafiche positive verrebbero oltre 14,70, area di transito della linea che scende dal top di aprile e della media mobile a 20 giorni. Target in quel caso a 15,82, media mobile a 100 giorni, e a 16,65 euro, massimo del 12 aprile, ultimo ostacolo prima del ritorno sui record di inizio gennaio a 17,44 euro.

Solo sotto area 13,90 rischio di cali che avrebbero come primo obiettivo il minimo del 9 novembre 2016 a 12,44, poi 11,53, gap del 29 settembre.
Esprinet in forte ribasso dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre 2017, periodo chiuso con una forte crescita dei ricavi (+21% a/a), ma con margini in netto calo: l'EBIT è sceso del 24% a/a a 4,8 milioni di euro, mentre l'utile netto ha subito una flessione del 34% a/a a 2,8 milioni di euro.
La posizione finanziaria netta peggiora nettamente passando da un surplus di liquidità pari a 105,4 milioni di euro al 31 dicembre 2016 a -117,3 milioni. Il titolo è precipitato sui supporti a 6,83 euro perdendo il sostegno offerto dalla media mobile a 100 giorni, riferimento che dallo scorso autunno sosteneva le ragioni dei compratori.

Se area 6,83 non riuscisse a contenere le pressioni degli orsi i prezzi potrebbero approdare in area 6,55, minimi di febbraio e supporto orizzontale determinante in ottica temporale più ampia. Il pronto recupero di 7,14 euro, massimi di ieri, permetterebbe invece di credere nel proseguimento dell'uptrend partito lo scorso giugno.
Conferme in tal senso oltre 7,90 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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