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lunedì 22 maggio 2017

La grande illusione dei tassi d'interesse

Francesco Simoncelli
 
Ora che la FED è andata avanti e ha fatto quello che aveva detto avrebbe fatto il 15 marzo, la domanda è: che cosa ha fatto veramente la FED?
Ha assunto una posizione ristretta nei confronti del credito? No.
Ha ridotto le dimensioni del suo bilancio? No.
Ha diminuito il ritmo di crescita dell'offerta di moneta? No.
Ha rialzato i tassi d'interesse?
No.
Sì, ho proprio detto che la FED non ha rialzato i tassi d'interesse
Cosa voglio dire?
Aumentare i tassi d'interesse significa aumentare i costi dei fondi delle banche, cosicché queste ultime addebitino tassi più alti ai propri clienti.
Le banche fanno soldi quando l'ammontare degli interessi che possono chiedere sui prestiti, supera l'ammontare degli interessi che devono pagare ai depositanti (risparmi, depositi, ecc.) — il costo dei fondi.
Minore è il costo dei fondi, più soldi fanno le banche sui prestiti. E viceversa.
Ma la FED non ha affatto aumentato i costi dei fondi delle banche, li ha abbassati.
La FED ha semplicemente incrementato l'interesse sulle riserve in eccesso (IOER) che paga alle banche per i loro $2,700 miliardi in depositi di riserva presso la FED stessa.
L'IOER è una sovvenzione de facto che la FED paga alle banche per le migliaia di miliardi in depositi di riserva detenuti presso la FED stessa. Aumentandola, aumenta la sovvenzione in denaro alle banche.
Rialzare l'ammontare degli interessi che la FED paga su quelle riserve, non significa adottare una posizione più ristretta. Questo perché aumentare l'IOER non aumenta il costo dei fondi delle banche, lo abbassa.
Aumentare l'IOER non rende più difficile il prestito, lo facilita invece. Aumenta i profitti delle banche. Abbassando i loro costi e aumentando i loro profitti, aumentare l'IOER rende più facile il prestito, non più difficile.
In altre parole, sin da quando la FED ha iniziato il suo ciclo di rialzo dei tassi, non ha rialzato i costi bancari. Al contrario, la FED sta aumentando l'interesse che paga sulle riserve in eccesso.
In sostanza, la FED non sta adottando una posizione monetaria più ristretta. La sua è una posizione accomodante, ma i mercati non lo stanno capendo.
È come se la FED fosse l'ipnotizzatore e gli operatori nel mercato monetario fossero i soggetti di un grande esperimento d'ipnosi di massa.
La FED ha praticamente detto ai mercati: "Guardate fissa la spirale. Avete sonno, molto sonno. Ora credete che i tassi d'interesse stiano aumentando." Questo è stato quello che in sostanza ha detto il FOMC.
I trader ritengono che la FED abbia adottato una posizione monetaria più ristretta, quindi hanno agito come se il mercato fosse in realtà più ristretto.
Ma la posizione monetaria della FED è più allentata di quello che essa vorrebbe farci credere.
Non c'è stato alcun restringimento, perché la FED non ha rimosso un centesimo dalla quantità di denaro in eccesso che ha pompato nelle banche nel corso dei vari QE. Quel mucchio di soldi in eccesso significa che non ci sono restrizioni alla crescita dei prestiti, tranne la volontà dei mutuatari ovviamente.
Quindi, mentre la FED non ha affatto adottato una posizione monetaria più ristretta, i tassi si sono spostati a causa della potenza del suo suggestionamento.
Con migliaia di miliardi di soldi in eccesso parcheggiati presso la FED, questa può solo ricorrere alla suggestione.
Cosa farà la FED quando i mercati si sveglieranno? E come reagiranno i mercati alla realtà che la FED non controlla affatto i tassi d'interesse?
Le illusioni non durano per sempre.
Ma supponiamo per il momento che la FED abbia effettivamente rialzato i tassi: significa che la bolla smetterà di espandersi?
In realtà, no.
Nelle fasi iniziali e medie di un ciclo di restringimento del credito — dove siamo attualmente — tali rialzi non fanno nulla per ridurre i prestiti, o per frenare il fervore speculativo.
Infatti, in un contesto inflazionistico, il rialzo dei tassi comporta normalmente anche un aumento dei prestiti, una maggiore speculazione ed una maggiore inflazione!
Tutte cose che la FED pretende di frenare.
Il prestito speculativo non sarà limitato e, purtroppo, il rally del mercato azionario potrebbe rivelarsi più persistente. Alla fine ciò porterà solo ad un crollo più pesante.
Se non mi credete, posso dirvi che sono abbastanza vecchio da aver vissuto Wall Street sin dagli anni '70. Più di recente c'è stato l'ultimo ciclo di restringimento della FED dal 2004 al 2006.
Greenspan rialzò il tasso dei fondi federali dall'1% al 5%. L'indice dei prezzi al consumo (IPC) salì dall'1.6% ad un picco del 4.6% nel settembre 2005 e si mantenne al 3.5% fino alla fine del ciclo di rialzo dei tassi.
Si supponeva che l'aumento dei tassi d'interesse dei prestiti avrebbe rallentato la crescita del credito. Cos'è successo invece? È cresciuto più velocemente.
La crescita dei prestiti era a quasi il 7% all'inizio del ciclo di rialzo dei tassi. Alla fine del 2005 la crescita dei prestiti era in forte espansione ad un tasso annuo di oltre il 13%. Eravamo in mezzo alla più grande bolla del credito nella storia. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) 2004 l'indice S&P 500 era intorno ai 1125 punti, all'inizio del ciclo di rialzo dei tassi. È salito ad oltre 1300 a metà del 2006, un aumento di circa il 16%.
Tanti saluti al fatto che rialzare i tassi restringa il credito, rallenti la speculazione, o riduca l'inflazione. Infatti è avvenuto proprio il contrario in quel periodo di 2 anni.
Tutti ricordiamo la Grande Bolla Immobiliare (da non confondere con l'attuale grande bolla — minore entità). Secondo la Federal Housing Finance Agency (FHFA) i prezzi delle case sono stati gonfiati a livello nazionale di circa il 17% in quei due anni. E la metodologia del FHFA sottostima il tasso di aumento. I mercati in bolla salirono del 25-30% l'anno!
Quindi non dobbiamo tornare agli anni '70 per sapere che rialzare i tassi d'interesse non rallenta l'inflazione e non rallenta il tasso dei prestiti. Lo abbiamo appreso molto bene dall'esperienza 2004-2006. Inoltre abbiamo anche appreso che rialzare i tassi d'interesse, non rallenta le bolle speculative.
Infatti i tassi non sono mai stati punitivi durante la Grande Bolla Immobiliare, come invece accadde con Paul Volcker nei primi anni '80. Nel 2006 i prezzi delle case erano ancora in crescita ad un tasso ben al di sopra del tasso dei fondi federali. La Bolla è morta a causa di troppo credito tossico. Il sistema finanziario si è schiantato, perché aveva prestato fraudolentemente troppo denaro sotto falsi pretesti.
Una volta che divenne evidente che erano stati creati troppi debiti, il sistema finanziario è crollato. Ma non a causa dei tassi d'interesse elevati.
Quindi l'idea che il rialzo dei tassi da parte della FED possa frenare la speculazione, ridurre i prestiti e mantenere sotto controllo l'inflazione, è semplicemente assurda. Rialzare i tassi senza effettivamente restringere il credito, proprio come in passato, potrebbe fare l'esatto contrario.
Due cicli non sono mai esattamente uguali, ma se il passato è il prologo, questo ciclo di rialzo dei tassi comporterà un aumento della quantità di prestiti speculativi.
È troppo presto per dire come si evolverà la situazione e come risponderanno i mercati finanziari. Sospetto che andrà a finire male, perché il tutto si basa su una frode perpetrata dalla FED.
Finora i trader nel mercato monetario sono saliti a bordo, ma le pressioni della realtà presto si intrometteranno dissolvendo l'illusione.
Di Lee Adler
Traduzione di Francesco Simoncelli

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