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lunedì 22 maggio 2017

Ftse Mib: inizia la campagna dividendi. I titoli da monitorare

Rossana Prezioso
 
Dopo una settimana di fuoco sull'ansia delle notizie provenienti dagli Usa riguardanti la politica e lo scandalo del Russiagate, a Piazza Affari arriva lo stacco delle cedole: quali strategie adottare e quali i titoli da monitorare? Risponde Stefano Masa Head of QuantInvest® Research & Analysis Department
La settimana che si è appena chiusa è stata caratterizzata dallo scandalo del cosidetto Russiagate. E' possibile fare il punto della situazione al momento? 
La settimana trascorsa si è caratterizzata per i saldi finali negativi registrati al termine di ottava sui mercati internazionali: il principale market mover che ha provocato queste “parziali” prese di beneficio – perché di questo si può parlare e non di vere e proprie correzioni – è da ricercare nelle notizie diffuse prima dal Washington Post e successivamente dal New York Times. Entrambe le testate giornalistiche hanno sollevato indiscrezioni – anche se diverse per i loro contenuti – tra il neo eletto presidente Donald Trump ed i suoi rapporti riconducibili con la Russia: da prima si è posta l’attenzione sulle rivelazioni di notizie riservate mentre nel secondo caso si sono sollevate possibili pressioni da parte del numero uno della Casa Bianca nei confronti dell’ex capo dell’Fbi James Comey al fine di condizionare le indagini sul Russiangate. Sulla base di questi elementi si è ipotizzato l’eventuale “rischio impeachment” con conseguente incremento di volatilità sui mercati a seguito della diffusione di massicci ordini di vendita. Di (KSE: 003160.KS - notizie) certo l’immagine del presidente Usa sarà penalizzata anche perché si possono immaginare nuovi sviluppi come spesso accade nelle cronache di natura “investigativa”. Dubito che sulla base di queste sole evidenze si possa attuare – fino a concludersi – la procedura di impeachment ipotizzata; l’intero iter previsto è complesso e richiede una serie di molteplici elementi concatenati fra loro: primo fra tutti il raggiungimento dei due terzi dei voti al Congresso. Qualora ci fossero ulteriori sviluppi – attualmente – è solo ipotizzabile un passaggio più difficoltoso in sede di elezioni di mid-term (novembre 2018).
Sempre oltre oceano è opportuno sottolineare la significativa correzione avvenuta sul listino brasiliano sempre a causa di indiscrezioni di stampa riconducibili all’autorizzazione – da parte del Capo dello Stato – al pagamento di tangenti all’ex presidente della Camera.
Nonostante questa serie di notizie più di natura politica che economica, resta comunque il fatto che gli operatori hanno avuto una motivazione per poter alleggerire le proprie posizioni sui principali listini azionari favorendo pertanto il riacquisto di sottostanti obbligazionari e del bene rifugio per eccellenza (l’oro) che ha registrato un solido recupero riportando i propri corsi sopra area 1.250 $: da sottolineare – per quest’ultimo – i volumi pressoché raddoppiati rispetto alla loro media mobile settimanale.


Da un punto di vista strettamente finanziario, quali sono stati gli avveniment che hanno caratterizzato le ultime sedute?
I temi statunitensi hanno messo in ombra alcune buone notizie: la raggiunta intesa tra Mosca e Riad per quanto concerne la proroga relativa al taglio della produzione di greggio che - di fatto - avrà un impatto sui corsi del barile almeno sotto il punto di vista della stabilizzazione dello stesso. Altro positivo driver è giunto attraverso le parole del presidente della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) che ormai vede «la crisi superata»: ritengo che durante il prossimo appuntamento dell’8 giugno si potranno avere alcuni chiarimenti in materia di Qe. Nonostante il quadro sia già delineato (progressiva riduzione nel 2018) un eventuale azione di rialzo dei tassi dovrà attendere ed essere successiva al termine degli stimoli: chi si aspetta una dichiarazione d’intenti sulle future mosse dovrà aspettare ancora a lungo. Rimanendo in Eurozona, i dati sulla crescita comunicati da Eurostat confermano una positività del +0,50%: un valore che vede primeggiare la Spagna (+0,8%) e la Germania (+0,6%). Purtroppo l’Italia si posiziona solo al penultimo posto (prima della Grecia) con un Pil trimestrale a +0,2%: nonostante la modesta entità si tratta del nono consecutivo trimestre al rialzo che conferma certamente una debole crescita ma comunque orientata positivamente.
Sul versante domestico è opportuno sottolineare il dato registrato in tema di inflazione: +1,9% ad aprile (rispetto alla stima a +1,8% dell’Istat) con un incremento dello 0,4% su base mensile. Possiamo ritenerlo solo “stagionale” e non strutturale perché non supportato da incrementi significativi sulle principali voci (in primis le vendita al dettaglio).
Dopo la settimana trascorsa quali sono attualmente le prospettive per il FTSE MIB?
Sulla scia del dato sull’inflazione nazionale deve far riflettere il collocamento del BTp Italia (scadenza maggio 2023) emesso per un ammontare complessivo di 8,6 miliardi di cui 5,4 sottoscritti da istituzionali ed il restante dal pubblico retail. Si tratta di un’interessante collocamento perché modifica la consueta impostazione di duration: dai precedenti 8 anni agli attuali 6. Una durata che ben può trovare spazio nei portafogli obbligazionari di medio-lungo periodo.
Sul fronte azionario: l’indice Ftse MIB ha rivissuto la precedente violazione della parte inferiore del Raff Regression Channel che sembra ormai delinearne l’andamento.




Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) corso dell’ultima giornata di contrattazioni i prezzi si sono riportati nuovamente sopra soglia 21.500 ma l’impianto algoritmico appare indebolito. L’importanza della tenuta di area a 20.885 punti (v. scorso intervento) si rinnova per la prossima ottava: un mancato supporto riporterebbe i corsi in direzione di 20.518 punti. Solo il superamento di 21.685 favorirebbe un upside con primo target in corrispondenza di 22.316 punti. Nel corso delle prossime sedute l’outlook è orientato alla vendita con l’obiettivo di assumere un posizionamento flat al termine di settimana. Il riposizionamento avverrà successivamente e solo a conferma del raggiungimento di importanti livelli di prezzo ancora da individuare.
Quali i titoli da monitorare?
La settimana si caratterizzerà per la nota “campagna dividendi” tra cui i titoli Generali (EUREX: 566030.EX - notizie) ed Intesa fra quelli “più ricchi”. Generalmente si creano delle distonie tra il prezzo reale (ex ante lo stacco) e quello definitivo ex cedola. Viene pertanto consigliato un approccio prudente in fase di acquisto (per chi volesse posizionarsi long) e pertanto è consigliabile una operatività solo a partire da martedì con titoli “più magri”. Anche i titoli non soggetti a riconoscimento di dividendo potranno disallinearsi – penalizzando – il più delle volte il loro prezzo. L’indice principale (Ftse MIB) subirà una flessione tecnica di circa l’1,5% riducendo così il proprio valore di poco più di 330 punti.
In ottica rialzista i titoli che potranno essere oggetto di acquisto a valori di mercato fin dalle prime ore di martedì (in base ad elaborazioni predittive su base oraria viene suggerita la trasmissione degli ordini attorno o comunque solo dopo le ore 10:30) sono: Banca Generali, Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) , Snam Rete Gas, Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) e Unipol (Dusseldorf: 18319160.DU - notizie) . Per l’intero basket selezionato è auspicabile un’area comune di take profit (end of weekly) coincidente ad una rivalutazione compresa tra il +2,13% ed il +3,27%. Anche per i singoli stop loss è plausibile una soglia omogenea per tutti i sottostanti e verosimilmente identificabile tra il -1,73% ed una perdita non oltre il -2,207%.


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