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giovedì 18 maggio 2017

E' ancora presto per prendere benefici


Con le elezioni francesi si è chiusa la parentesi dell'incognita politica, o per lo meno quella più urgente del 2017, parentesi che ha consegnato nuova sicurezza al Vecchio Continente, spazzando via i timori di populismo che gravavano sulle urne.

La view di Oddo BHF AM 

Adesso i mercati tornano a guardare ai fondamentali dell'economia anche in virtù di una tanto sospirata ripresa che potrebbe essere dietro l'angolo.
Ma nonostante le rinnovate speranze è bene non dimenticare come questa ripresa, dopo anni di crisi, sia ancora estremamente fragile e soprattutto soggetta a molteplici forze esterne che ne potrebbero limitare la forza. A confermarlo è anche un report di Oddo BHF AM dal titolo "E' ancora presto per prendere benefici", a cura di Nicolas Chaput, Ceo Globale e Co-Cio di Oddo BHF AM, di Laurent Denize, Co-Cio Globale di Oddo BHF AM, e di Gunther Westen, Vice-Direttore dell'Asset Allocation di Oddo BHF Gmbh in cui si mette in guardia dai facili entusiasmi dal momento che “alcuni dati potrebbero deludere e portare a una battuta d'arresto sui mercati.

Il surprise index economico segna un leggero calo (specie negli USA e nel Regno Unito), l’economia cinese potrebbe rallentare durante l’anno e le promesse di Trump sono respinte o alleggerite."

E' il caso di prendere beneficio?

Da qui la domanda: dal momento che il mercato può registrare al momento un vantaggio intorno al 10%, date le prspettive all'orizzonte, è il caso di prendere beneficio? La risposta deve prendere in considerazione più di un elemento, in particolare il fatto che “lo sfondo macro ciclico resta favorevole ai prezzi delle azioni e sfavorevole alle obbligazioni.

L’inflazione dell’Eurozona accelera all’1,9% a/a ad aprile, rispetto all’1,5% di marzo, ma soprattutto, l’inflazione principale allunga di molto il passo, salendo all’1,2% a/a dallo 0,8%. Dobbiamo ammettere che quest’accelerazione è stata esagerata dalla tempistica delle vacanze di Pasqua, ma ad ogni modo, l’inflazione principale dovrebbe crescere al di sopra del range precedente di 0,7%-0,9%, mentre i tassi decennali tedeschi si scambiano ancora allo 0,40%!”
Più equilibrata la situazione sui mercati emergenti secondo gli esperti i quali ricordano, però, come l'incertezza sul mercato cinese consiglia di restare “prudenti sui settori di metalli ed estrazione.

Al contrario, le riforme strutturali in India sosterranno la crescita economica e i flussi di capitali in entrata.”

E per quanto riguarda il petrolio?

La risposta di Oddo BHF AM è semplice: “su un periodo di 6-12 mesi, le condizioni di offerta dei fondamentali dovrebbero restare troppo abbondanti.
Le condizioni della domanda di fondamentali dovrebbero allontanarsi da livelli molto elevati, ma è poco probabile che questo provochi un calo dei prezzi simile ai minimi di fine 2015. Il livello di base si definisce fondamentalmente con gli attuali pareggi nel settore dello shale USA, in particolare il WTI a $35-40/bbl (non lontano dai prezzi di oggi).

Le dichiarazioni della prossima riunione dell’OPEC punteranno certamente ad evitare eccessi nei prezzi del greggio.” Una posizione più favorevole, è quella che riguarda l'Europa e gli attivi rischiosi della zona Euro. Giunti a metà della stagione dei guadagni del primo trimestre, l’82% delle società facenti parte dell’Euro STOXX che hanno pubblicato i proprio risultati hanno rivelato sorprese positive nelle vendite, mentre il 75% ha dato buone notizie sui guadagni.

Per ora le vendite sono in crescita in totale del 9,5%/anno e l'utile per azione cresce del 25%.

La strategia suggerita

Inoltre, la ripresa dei guadagni è ad ampio raggio, e le tante sorprese positive nei guadagni sono distribuite su tutti i settori, ad esclusione di energia e servizi al consumo.
Inutile dire che la crescita dei guadagni aziendali resta il principale fattore trainante per la performance azionaria a lungo termine.
In altri termini: è troppo presto per prendere benefici. Quale strategia adottare allora? Per soddisfare la regola aurea della diversificazione gli analisti consigliano il debito sovrano selezionato dei mercati emergenti, obbligazioni corporate dell’high yield europeo a duration breve evitando i titoli di stato dei paesi sviluppati.

Fonte: News Trend Online

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