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mercoledì 24 maggio 2017

Borse: attesi nuovi rialzi nel breve. Anche a Piazza Affari?


Davide Pantaleo
 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l’intervista realizzata a Gaetano Evangelista, amministratore unico di AGE Italia.
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I mercati azionari hanno reagito prontamente al ribasso della scorsa settimana, peraltro molto breve, alimentato dai timori su Trump. Il rialzo delle Borse è destinato quindi a proseguire o vede altri pericoli all’orizzonte?
Mi sia perdonata l’arroganza, ma giovedì mattina era chiaro che si fosse trattato di una tempesta in un bicchiere d’acqua: discese così repentine – una questione da due deviazioni standard, per usare una notazione statistica – a ridosso di un massimo pluriennale, tendono ad essere immediatamente riassorbite. Lo dice appunto la statistica, ma anche il buon senso: quando mai i mercati suonano la campanella sui massimi?
A riprova di questa argomentazione, c’era il boom di scambi registrati sugli ETF bearish sulla borsa italiana: più di 25 milioni di euro, per due sedute di fila, sui due ETF ribassisti sull’indice MIB più noti.
Quando la massa si colloca da un lato, posizionarsi sul lato opposto risulta sempre l’opzione più sicura e, non di rado remunerativa.
Credo che nel breve i mercati azionari siano destinati a migliorarsi ulteriormente. Fino a giugno non ci dovrebbero essere problemi.
A Wall Street lo S&P500 rimane a poca distanza dai massimi dell’anno malgrado le incertezze dell’economia. Si aspetta un superamento di questi top nel breve?
Da un lato, resto convinto che l’indice che cita sia destinato a crescere ancora, almeno fino a 2500 punti: un target calcolato con facilità sin dall’inizio dell’anno.
Dall’altro, però, rilevo un certo affaticamento: in effetti le notizie economiche non sempre sono state all’altezza delle aspettative. Anzi: quasi mai.
Tant’è vero che il CESI (Citi Economic Surprise Index), che punta da tempo verso il basso, nelle ultime settimane si è spinto in abbondante territorio negativo.
Questo trascina verso il basso la performance di Wall Street. Nel grafico propongo (in blue) il tasso di variazione a tre mesi dello S&P: è evidente la correlazione.
Il che ci porta a concludere che la capacità qui di ulteriori miglioramenti, in modo sensibile, è legata ad un flusso di dati macro che si riveli finalmente migliore delle attese degli economisti.
Il dollaro ha subito un arretramento di recente tanto nei confronti dello yen quanto dell’euro. La tendenza in atto spingerà il biglietto verde su livelli più bassi?
Penso di essere stato l’unico in Italia a prevedere all’inizio dell’anno un primo semestre gramo per il dollaro. È stata una previsione ardita, sofferta, ma dai risultati appaganti.
Il sentiment è radicalmente mutato: a dicembre era bullish il 96% degli investitori. Praticamente tutti scommettevano sul dollaro forte, persuasi dalle promesse sentite durante la campagna elettorale. Oggi la situazione si è rovesciata, e a difendere la divisa americana è rimasto soltanto il 5% degli operatori.
Oggettivamente sono tentato nel dare l’indicazione di copertura dell’orientamento bearish. Le condizioni necessarie per un minimo ci sono; non è detto però che esse siano sufficienti.
Non escludo la possibilità che il ribasso si estenda fino al mese prossimo. In un bear market, ci insegnano, le sorprese avvengono sempre verso il basso.
Restando in tema di valute, è praticamente l’argomento del giorno: si è fatta un’idea del bitcoin?
E come sarebbe possibile il contrario? Ne parlano tutti!
Nonostante il rialzo bruciante, però, mi sembra che il coro sia in direzione opposta a quello che suggerirebbe la tendenza dei prezzi: la chiamata del crash è corale!
In effetti noto un considerevole scostamento delle quotazioni dal sentiero ordinato di crescita: rispetto alla media a 100 giorni, che da tempo contiene efficacemente tutte le correzioni, i corsi del bitcoin si sono allontanati dell’80%!
Come vede, allontanamenti superiori al 50% hanno anticipato periodi riflessivi per il bitcoin (non certo crolli, a ben vedere). Tuttavia stiamo vivendo una situazione del tutto inedita: lo scostamento è ben superiore a quello tipico passato.
Il che, se da un lato crea una delle condizioni oggettive affinché si possa parlare di bolla, dall’altro segnala una situazione difficilmente misurabile con gli strumenti tradizionali.
In altre parole, sono dell’idea che se la corrente settimana non costituisse lo zenit di questa gamba di rialzo, il bitcoin sarebbe destinato a sorprendere ancora verso l’alto. Come suggerisce quel vecchio adagio sulle sorprese in Borsa.
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