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giovedì 11 maggio 2017

Asia in positivo. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,29%


Dopo un mercoledì contrastato per Wall Street (solo marginali variazioni per i tre principali indici Usa, con il Dow Jones Industrial Average che ha però chiuso in declino dello 0,16%), alla riapertura degli scambi il tono è complessivamente positivo in Asia, come confermato dal progresso intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in scia a quanto fatto in overnight dal più ampio Msci Global, che aveva chiuso sui massimi grazie alla spinta dei titoli energetici.
Il petrolio continua a guadagnare dopo il rally superiore al 3% di mercoledì (settimana scorsa il Wti si era deprezzato del 6,3%) dovuto al più netto declino in un anno per le scorte Usa. Non tutte le materie prime sono però in recupero, anzi: i future sull'iron ore al Dalian Commodity Exchange hanno toccato un crollo del 5,5% ai minimi dallo scorso 8 novembre, a fronte del declino del 6,9% del carbone coke (utilizzato nell'industria siderurgica), sceso per la prima volta dal 10 ottobre sotto 1.000 yuan la tonnellata.

E a Sydney, a fronte della seduta complessivamente positiva per i petroliferi, l'andamento dei minerari è invece assai contrastato (Bhp Billiton sulla parità, Fortescue in declino di quasi il 6%) e l'S&P/ASX 200 scambia in declino per tutta la giornata ma vira in positivo di appena lo 0,05% proprio al termine degli scambi.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali valute, è in marginale progresso, mentre lo yen rimane stabile dopo avere messo a segno una striscia di nove sessioni in perdita nelle ultime dieci.

E a Tokyo il Nikkei 225 bissa la performance di mercoledì, avvicinandosi ulteriormente a quota 20.000 punti, chiudendo con un guadagno dello 0,31% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,11%). Sul fronte macroeconomico, l'Economy Watchers corrente, sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori, è cresciuto, in aprile a 48,1 punti dopo il declino a 47,4 punti di marzo (dai 48,6 punti di febbraio) e contro i 47,8 punti del consensus.
I mercati cinesi continuano intanto nella loro fase contrastata.

A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, infatti, lo Shanghai Composite perde intorno allo 0,40% mentre lo Shanghai Shenzhen Csi 300 ha azzerato il declino iniziale e si muove sulla parità. Netta flessione, invece, per lo Shenzhen Composite, in arretramento dell'1,50% circa. In positivo Hong Kong: l'Hang Seng, tornato mercoledì sopra quota 25.000 punti per la prima volta dal luglio 2015, è infatti in progresso di circa lo 0,30% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno allo 0,40%).

Deciso recupero invece per Seoul, con il Kospi che torna a guadagnare circa l'1% dopo avere perso lo 0,99% mercoledì.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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