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venerdì 12 maggio 2017

3 azioni con un dividendo "civetta" da scansare con cura

Mai andare alla ricerca di azioni con un dividendo abnormemente alto, spiega Leo Sun dalle pagine di The Motley Fool, perché può essere un brutto segnale di una stagnazione del business societario o di problemi del passato che hanno buttato giù il prezzo dell'azione e gonfiato il rendimento.
Quando poi non c'è abbastanza free cash flow per coprire i pagamenti delle cedole, un taglio o uno stop delle distribuzioni diventa un pericolo molto concreto. Come nel caso delle tre società analizzate. Eccole. 

Nokia (NYSE:NOK)

Il primo dividendo allettante da cui non bisogna lasciarsi convincere è quello di Nokia - ritiene Sun - che si presenta come una società con un certo vantaggio competitivo nel suo business legato alle apparecchiature per telecomunicazioni, sta rivitalizzando il suo brand tornando nel business degli articoli di consumo dopo la cessione a Microsoft nel 2014 della sua divisione di telefonia mobile, e offre un rendimento del 3% che appare migliore della media dello S&P 500 (2%).

Quando però si va a scavare a fondo, si scopre che il gruppo ha speso 1,68 miliardi per i suoi dividendi negli ultimi 12 mesi, ma ha generato un free cash flow negativo per 963 milioni durante lo stesso periodo, principalmente a causa dell'acquisizione da 16,6 miliardi dei rivali di Alcatel-Lucent.
Per sapere come questo può influire sulla cedola bisognerà aspettare l'annuncio del prossimo 23 maggio, consapevoli, avverte Sun, che Nokia non ha certo una track record affidabile: sospeso nel 2013, tornato nel 2014 (0,37 dollari per azione, grazie alla cessione a Microsoft del mobile), il dividendo del gruppo ha subito un taglio a 0,14 dollari nel 2015 prima del nuovo ritocco al rialzo l'anno scorso (0,26 dollari).

E adesso, con gli analisti che prevedono per quest'anno un calo del 4% dei profitti a fronte di ricavi in peggioramento del 5%, una nuova riduzione non è affatto da escludere. 

Vector Group (NYSE:VGR)

Vietato lasciarsi adescare anche da Vector Group, società con un business misto che comprende attività nel real estate e nell'industria del tabacco e mette in mostra un ricco dividend yield forward del 7,2%.

Dal 1999, Vector offre inoltre a parte il pagamento cash, un ulteriore dividendo in azioni del 5%. Numeri che appaiono invitanti, a maggior ragione se si osserva che il titolo Vector in rally di oltre il 50% negli ultimi 5 anni. Ma, puntualizza Sun, il "bizarro" modello di business è costruito finanziando le distribuzioni con l'indebitamento.
E se Vector non è ancora andata a sbattere è solo perché gli investitori continuano a rimanere esposti per ricevere cash e nuove azioni. Un sistema che non può però durare a lungo: Vector ha generato 126 milioni di free cash flow nell'ultimo anno, ma ha speso 193 milioni in dividendi.

Guess (NYSE:GES)

Infine, un titolo coinvolto pienamente nella crisi dell'industria dell'abbigliamento retail.

L'ascesa dei grandi distributori di "fast fashion" come H&M, l'indebolimento del traffico nei grandi centri commerciali e l'esplosione delle grandi piattaforme d'acquisto online, spiega Sun, hanno "accidentalmente" trasformato molti retailer in crisi in distributori di generose cedole: e Guess è uno di questi.
Il suo rendimento è cresciuto dall'1% di dieci anni fa all'attuale 8%, ma questo si spiega solo con la pessima performance del titolo, che nello stesso periodo ha perso quasi il 70% del suo valore di borsa. Adesso, il gruppo è finalmente riuscito a mettere in fila due trimestrali di ricavi in crescita anno su anno (piuttosto naturali visto che il gruppo era reduce da un calo pluriennale del volume d'affari).

Ma ilfuturo non appare granché roseo. La media degli analisti di Wall Street prevede per quest'anno una crescita dei ricavi del 2%, ma a fronte di un calo del 23% dell'utile: un deterioramento dei profitti che è un chiaro segnale rosso per il suo dividendo: Guess ha generato un free cash flow negativo di 19 milioni negli ultimi 12 mesi ma ha speso 76,5 milioni per pagare i suoi dividendi.
Risultato: la cedola, che non migliora dal 2014, potrebbe essere tagliata in un futuro molto prossimo.
Fonte: News Trend Online

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