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giovedì 16 marzo 2017

Debito pubblico italiano, boom a gennaio: +32,7 miliardi, vi spieghiamo perché

Giuseppe Timpone

Debito pubblico italiano, è boom a dicembre
Il debito pubblico italiano ha subito una forte crescita nel mese di gennaio a 2.250,4 miliardi, segnando +32,7 miliardi rispetto a dicembre. Lo comunica il Supplemento finanziario al Bollettino statistico della Banca d’Italia di oggi. Il record resta ancora quello toccato nel luglio scorso a 2.255,2 miliardi. Il dato di gennaio è frutto di un aumento delle disponibilità liquide del Tesoro per 34,3 miliardi a 77,4 miliardi contro i 63,5 miliardi di un anno prima, solo parzialmente compensato da un avanzo di cassa per 1,3 miliardi. L’effetto complessivo degli scarti di emissione, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e delle variazioni del cambio ha ridotto l’indebitamento di altri 0,4 miliardi.
Nel dettaglio, il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto di 33,2 miliardi, quello degli enti locali è diminuito di 0,6 miliardi e quello degli enti previdenziali è salito di 0,1 miliardi. Le entrate tributarie del mese sono cresciute su base annua del 3,3% a 35,4 miliardi, anche se Bankitalia rileva come al netto delle disomogeneità nelle scadenze relative agli incassi IVA e Irpef, l’aumento sarebbe stato più contenuto. (Leggi anche: Debito pubblico, austerità vera arriva con aumento dei tassi)

Le ragioni del boom di gennaio

Altro dato assai interessante, ma relativo al mese di dicembre, è la quantità di titoli detenuti dagli investitori stranieri, in forte calo a 677,4 miliardi dai 701 miliardi di novembre, scendendo al livello più basso dal dicembre 2014. La quota di debito detenuta dagli stranieri, in relazione al totale dei titoli di stato emessi, risulta scesa al 36,2% dal 37,1%. E si consideri che il portafoglio esteri include anche i titoli detenuti dalla BCE con il programma di acquisto varato nel 2015 (“quantitative easing”).
Dai dati emerge un boom del debito pubblico italiano a inizio 2017, ma frutto non di un disavanzo fiscale, bensì di un aumento delle scorte del Tesoro, che come sempre nei primi mesi dell’anno, approfittando di mercati più liquidi e di rendimenti più contenuti, ne approfitta per accumulare cash e mettersi così al sicuro per la restante parte dell’anno. Il trend sarà verosimilmente crescente fino all’estate, quando il Tesoro inizierà a impiegare l’eccesso di debito accumulato nei mesi precedenti per fare fronte alle esigenze di cassa. (Leggi anche: Debito pubblico a +45 miliardi nel 2016)

Fuga dai BTp all’estero

Infine, allarmante la fuga degli investitori stranieri di dicembre, mese in cui vi è stato il cambio di governo in Italia, a seguito della sconfitta dell’ex premier Matteo Renzi al referendum costituzionale. Dei 677,4 miliardi di titoli collocati all’estero, dobbiamo scomputare i circa 50 miliardi in mano alla BCE al 31 dicembre scorso, per cui gli investitori stranieri deterrebbero appena un terzo del nostro debito pubblico. A fine 2011, anno della terribile crisi dello spread, la quota era ancora al 38%. (Leggi anche: Capitali in fuga da Italia e Spagna)

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