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giovedì 16 marzo 2017

Bond day: mercati nervosi, con due sorprese di fine giornata

Lorenzo Raffo
Trend Online
Bond day: mercati nervosi, con due sorprese di fine giornata
 
Ogni movimento è andato in contro direzione, ieri sera, all’annuncio di un nuovo rialzo dei tassi di 25 punti base oltre Oceano: ci si aspettava uno scatto dei rendimenti dei Treasury, un rafforzamento del dollaro e un recupero dei titoli finanziari. E’ successo l’opposto! Il decennale è letteralmente crollato in termini di yield dalle 18.45, ora di casa nostra, e ha accentuato ancor più la reazione durante la conferenza della Yellen. Dal 2,577% è calato sotto il 2,5%, mentre gli indici azionari trovavano nuova linfa. Il 2 anni ha quasi perso il 5%, imitato dal 5 anni, con un parallelismo anomalo di movimenti. Cosa è successo? Sostanzialmente i mercati prezzavano fino a prima dell’annuncio una politica monetaria più aggressiva di breve e medio termine e si sono ritrovati invece a confrontarsi con una Fed giudicata colomba. Lo sarebbe per le previsioni di altri due rialzi nel 2017 (mentre se ne scontavano quattro in totale), nonché per l’annuncio di una specie di tappo per i Fed funds al 3% nel 2019 e anche dopo. Domande inevitabili: ha vinto Trump, che sarebbe favorevole a una politica monetaria non troppo aggressiva? Si temono segnali di decelerazione della crescita economica? Si stanno verificando gli effetti di un accordo globale fra le grandi Banche centrali per stabilizzare il costo del denaro a livello mondiale, allo scopo di evitare guerre valutarie? Troppo presto per fornire una risposta convincente, ma la prima sorpresa di serata non è probabilmente destinata a perdurare nel tempo. Il rally delle quotazioni dei Treasuries potrebbe avere vita corta.
Anche da noi c’è incertezza
In attesa del verdetto della Fed e dell’esito delle elezioni olandesi, ieri si sono verificate nel frattempo strane traversie sui mercati obbligazionari di casa nostra. A Borsa Italiana la sfida degli scambi è stata vinta da un bond “green” (per la prima volta!): si tratta dell’Eib/Bei 6,75% settembre 2017 in zar (Isin XS0994434487), con un controvalore leggermente superiore a quelli dei due subordinati bancari collocatisi subito dietro. Fra i titoli di Stato in vetta alla classifica ancora per una volta il Btp Italia aprile 2017 (Isin IT0004917958), che ha perfino guadagnato un +0,15% a poco più di un mese dalla sua scadenza. Il fatto anomalo sta nelle vite residue estremamente corte di entrambi i primatisti, segno di esitazione da parte degli investitori. Conferme in tal senso sono pure venute da Tlx, dove due bancari a scadenza 2017 hanno sprintato in termini di contratti. Gli investitori guardano quindi molto vicino e non si azzardano a supporre le evoluzioni future.
Intanto l’Eonia prevede Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) all’insù
Quanto avvenuto a New York da un lato e a Milano dall’altro (con le dovute proporzioni!) potrebbe far sorgere il dubbio che i mercati abbiano nei mesi scorsi ipotizzato visioni troppo ottimistiche sull’evoluzione dei tassi negli Usa e dell’inflazione in Europa. Ora riporterebbero fieno in casa, sebbene il Bund decennale non abbia confermato questa svolta. E’ rimasto ancorato a un rendimento oltre lo 0,4%, quando in altri tempi la reazione a tante incertezze sarebbe stata più scomposta. Su base oraria si è vista un po’ di debolezza delle quotazioni, ma all’interno di un trend non marcato e privo di eccessive accelerazioni. Anche la Germania vuole forse allinearsi al quadro di rendimenti in vigore oltre Oceano, riducendo le distanze? C’è chi sostiene che le stesse istituzioni finanziarie e le grandi banche tedesche stiano vendendo Bund, allo scopo di anticipare i tempi. La seconda grande sorpresa di serata viene proprio dalla constatazione che i tassi Eonia prezzano un rialzo dei tassi in area euro di 10 punti base già nella primavera del 2018. Infine da segnalare forte debolezza della nostra moneta rispetto alle valute emergenti. Il successo dei liberali e la battuta d’arresto degli antieuropeisti in Olanda avrebbero dovuto aiutare l’euro. Invece è accaduto l’opposto in una giornata caratterizzata da molte contraddizioni e da due significative ma inattese evoluzioni. 

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