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venerdì 17 marzo 2017

Altri esami per il Ftse Mib

Fabio Pioli cfionline.it

giovedì 16 marzo 2017
La prima domanda da porsi rispetto all’indice Ftse Mib è la seguente: sono cambiate le circostanze rispetto alla scorsa settimana o anche rispetto a solo qualche giorno fa? La domanda è obbligatoria visto lo sviluppo della seduta di giovedì 16 marzo che ha visto il listino posizionarsi oltre i 20.000 punti.

Fino a mercoledì 15 marzo, infatti, i prezzi si trovavano contenuti in una lunga fascia laterale con un limite superiore di 19.700 punti e uno inferiore a 18.600 (Figura 1).

Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero.



Siamo usciti da questa banda? In apparenza sì, ma in verità?

La questione non è di poco conto perché, dopo una tanto protratta lateralizzazione, se si fosse usciti al rialzo i prezzi sarebbero destinati a “scoppiare”.
Viceversa, se fosse una falsa rottura, questo sarebbe il punto peggiore in assoluto per comprare poiché si tornerebbe prontamente in laterale per poi forse addirittura invertire di direzione.

Ebbene il momento è carico perché, come in tutti i punti graficamente più significativi, le voci si moltiplicano, il “rumore di fondo” aumenta e diventa facile sbagliare, stretti come tra due fuochi tra la paura di perdere un movimento rialzista che appare promettente e il timore di entrare dalla parte sbagliata al momento sbagliato.

Proviamo a stare ai fatti, il primo dei quali è il trend di lungo periodo.

Si tratta di un trend negativo, fino a prova contraria, perché la trendline di lungo periodo verrebbe negata solo in chiusura di candela mensile (Figura 2). Fine mese significa 31 marzo, a scanso di equivoci.

Figura 2. Future FtseMib40 – grafico mensile.


Il secondo fatto riguarda il trend di breve periodo.

La salita tra 16.100 punti e area 19.700 punti è stata consumata molto velocemente e con strappi (vedi gap- up a 17.805 ); e sarebbe sbagliato non considerarli perché normalmente si ricuciono (Figura 3).

Figura 3. Future FtseMib40 – grafico giornaliero.


Quindi, per quanto detto, la nostra scelta operativa tra entrare al rialzo o non entrare non è difficile: preferiamo stare a guardare.

E anche interessante la configurazione di Class Editori.

L’ editoriale ha invertito la sua precedente direzione ribassista già da tempo, con il superamento della linea di tendenza tracciata in Figura 4.

Figura 4. CLASS EDITORI – grafico settimanale.



Dopo un periodo di consolidamento, se chiudesse la settimana sopra gli 0,37 euro dimostrerebbe una buona capacità di tenuta dei supporti. A tale punto si presenterebbero le condizioni per un long in vista di una partenza di trend rialzista. Stop-loss a 0,34.

Potenzialmente pericolosa invece Carraro.

Guardando come ha solo raggiunto senza superare le sue resistenze a 1,734, se il mese dimostrasse la mancanza di tenuta dell’altra resistenza di 1,612 si ingenererebbe un segnale short che molto probabilmente aprirebbe la strada al ribasso. Stop-loss a 1,77.

Figura 5. CARRARO – grafico mensile.




*Fabio Pioli, Pres. Ass. Italiana Traders e Piccoli Risparmiatori e fondatore di CFI (www.cfionline.it)

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