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giovedì 5 gennaio 2017

2016 in deflazione: ma si vede la luce in fondo al tunnel


Dai dati Istat di oggi (dei quali parla accuratamente Rossana Prezioso in questo articolo) riceviamo due notizie. La prima è pessima – sottolinea l’Ufficio studi economici di Confesercenti – : il Paese, nell’insieme del 2016, è risultato in deflazione per la prima volta dopo 60 anni.
La seconda, invece, è una buona notizia: negli ultimi mesi dello scorso anno si è registrata una concreta ripresa dell’inflazione che lascia presagire che nel 2017 la ripresa dei consumi potrebbe consolidarsi.
Riguardo alla prima considerazione, la variazione dei prezzi registrata nel 2016 si colloca, infatti, in campo negativo: questo, se da un lato è dovuto all’influenza dei beni energetici e dei prodotti in cui questi beni hanno un peso rilevante, dall’altro indica, come da noi evidenziato più volte, le difficoltà del sistema dei prezzi a riprendere quel minimo sentiero di crescita tale da allontanare i rischi di deflazione.

Una scarsa dinamica certamente spiegata dalla condizione di una domanda dei consumatori (almeno per quello che riguarda i beni) stagnante o incerta.
Viceversa, il fatto che negli ultimi mesi si riscontri un certo risveglio dell’inflazione di fondo (al netto delle componenti più volatili) che a dicembre è pari a 0,6%, questo induce ad ipotizzare che si stia innescando, con tutta probabilità, una tendenza alla ripresa dell’indice generale, pur rimanendo sempre all’interno di variazioni inferiori all’1%, quindi molto basse.

Si tratta, però, di “spinte” all’inflazione – se si escludono gli alimentari non lavorati – che provengono quasi esclusivamente dal settore dei servizi e, di nuovo, dagli energetici, in particolare non regolamentati, come i carburanti. Per ora, comunque, dal punto di vista dei beni commercializzati e, quindi, della spesa dei consumatori come causa eventuale di una ripresa del prezzo dei beni, la situazione resta incerta.
’Ufficio studi economici di Confesercenti auspica che nel 2017 le incognite sull’effettivo rilancio della domanda interna siano dissipate.

Le spese di dicembre

Gli italiani non rinunciano al rito del Capodanno. E dopo un Natale sottotono, per festeggiare l’arrivo del 2017 sono disponibili a investire un poco di più.

A partire dal cenone, per il quale è prevista una spesa complessiva di circa 2,6 miliardi: in media 101 euro a famiglia, il 9% in più dello scorso anno, anche se un nucleo familiare su tre (34%) proverà a tenersi sotto i 75 euro. In crescita il San Silvestro nei pubblici esercizi: saranno circa 5,7 milioni i nostri connazionali che stapperanno lo spumante in un ristorante, un pub, una discoteca o un’altra tipologia di locale.
E’ questa la fotografia scattata da Confesercenti ed SWG in un’indagine sui programmi degli italiani per salutare il nuovo anno.
Complessivamente, trascorrerà il veglione in un locale il 13% degli italiani, una quota in crescita di 4 punti percentuali sullo scorso anno (9%).

Diminuiscono, conseguentemente, gli italiani che rimarranno tra le mura di casa, propria o di parenti o amici, opzione scelta quest’anno dal 71% degli intervistati contro il 74% dello scorso anno. Si tratta ancora della maggioranza assoluta, ma è un dato in riduzione, inferiore di 3 punti  allo scorso anno e addirittura di 10 rispetto al 2014.
Sostanzialmente stabile sullo scorso anno, invece, la percentuale di italiani che trascorrerà il Capodanno in viaggio, in una località italiana (per il 9%) o estera (3%).
Il menu. La maggiore attenzione alla tavola si concretizzerà in una scelta molto attenta delle portate.

Per il cenone si cercano soprattutto prodotti artigianali di prossimità e con denominazione di origine controllata. Alta la richiesta di prodotti ittici, in particolare di salmone e capitone, così come quella per gli immancabili cotechini, zamponi e lenticchie. Ma c’è grande attenzione anche per i prodotti tipici locali, in linea con quel processo di riscoperta delle ricette regionali della tradizione già evidenziato in occasione del Natale.
Tra i vini, vanno forte i rossi mossi, mentre per il brindisi allo scoccare della mezzanotte si userà più lo spumante che lo champagne.
Le mete più gettonate. Tra le destinazioni, particolarmente gettonate per il Capodanno le località montane, soprattutto Courmayer, Cortina D’Ampezzo e Livigno, dove i tassi di saturazione dell’offerta ricettiva online si attestano tra il 98 ed il 99%.

Buone performance anche per le città d’arte nazionali piccoli e grandi , come Firenze, Torino e Venezia, dove si rileva un tasso medio superiore al 90%, mentre per Roma è l’86%. in  Per quanto riguarda i viaggi all’estero, invece, è l’Austria la meta privilegiata: era seconda l’anno scorso e adesso si ritrova prima con il 14% delle indicazioni, 4 punti in più del 2015; la Spagna invece scende molto nelle scelte, passando dal 15 all’8%.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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