-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 2 dicembre 2016

Report dei mercati





Borsa Usa: Dow Jones chiude a +0,36%, Nasdaq -1,36%
La Borsa di New York ha chiuso la seduta contrastata. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,36% mentre l'S&P 500 ha perso lo 0,35%. Più marcata la flessione dell'indice tecnologico Nasdaq Composite (-1,36%).
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 26 novembre si sono attestate a 268 mila unità, superiori alle attese (253 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (251 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,081 milioni, superiore ai 2,043 milioni precedenti.
Markit Economics ha pubblicato la lettura definitiva dell'Indice PMI Manifatturiero relativo al mese di novembre a 54,1 punti dai 53,4 punti di ottobre, segnalando un elevato tasso di crescita degli ordini, sui livelli massimi da marzo 2015.
L'Institute for Supply Management ha reso noto che l'Indice ISM Manifatturiero, nel mese di novembre, si è attestato a 53,2 punti dai 51,9 punti del mese precedente. Il dato e' risultato superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore dell'indice pari a 52,2 punti. La spesa per le costruzioni e' cresciuta dello 0,5% a ottobre dal -0,4% della rilevazione precedente ma risultando lievemente inferiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,6%.
Sul fronte societario bene il comparto bancario e quello energetico. Negativi invece i tecnologici, le utility e il settore immobiliare. Tra i singoli titoli Guess -10,18%. Il gruppo di abbigliamento ha presentato risultati relativi al terzo trimestre segnati da profitti in declino da 13,1 milioni di dollari, pari a 15 centesimi per azione, a 9,7 milioni, e 11 centesimi. Nei tre mesi alla fine di settembre i ricavi sono calati del 4,9% (a 554 milioni di dollari) contro il 5-8% che era il target della società. Le vendite a perimetro costante sono calate del 4,9% contro il 4,2% di flessione registrato nel precedente trimestre (il dato è in declino costante dall’inizio del 2011). Guess ha ridotto da 62-75 a 42-52 centesimi le stime di eps per l’intero esercizio. Express -20,36%. Il rivenditore di abbigliamento e accessori ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ma ha fornito un outlook deludente. Nel terzo trimestre l'utile per azione si è attestato a 0,15 dollari su ricavi per 506,1 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,13 dollari su ricavi per 497,1 milioni. Per il quarto trimestre la società stima un Eps compreso tra 0,26 e 0,30 dollari contro i 54 centesimi iindicati dal consensus. Clarcor +17,23%. Il gruppo di ingegneria Parker Hannifin ha annunciato l'acquisto dello specialista dei sistemi di filtraggio per circa 4 miliardi di dollari (83 dollari per azione). Dollar General -4,94%. La catena discount  ha chiuso il terzo trimestre con ricavi e utili inferiori alle attese. Le vendite a perimetro costante sono calate a sorpresa dello 0,1% contro il +0,6% indicato dal consensus. McDonald's -0,69%. Il colosso dei fast-food è vicino a cedere le attività in Cina e Hong Kong al fondo di investimento Carlyle e al conglomerato cinese Citic Group per una cifra vicina ai tre miliardi di dollari. Lo scrive Reuters citando una fonte vicina al dossier precisando che l'accordo potrebbe ess ere siglato prima di Natale. General Motors +5,5%. Le vendite negli Stati Uniti del colosso automobilistico sono cresciute a novembre del 10,2% a 252.644 unità.
MERCATI ASIATICI
L’Asia chiude l’ottava in declino. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,47%
Dopo un’altra sessione più che contrastata giovedì per Wall Street (il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in progresso dello 0,36% contro il calo dell’1,36% del Nasdaq), alla riapertura in Asia la tendenza è di un generalizzato declino. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde circa lo 0,60% (ma nell’intera ottava resta in positivo intorno al mezzo punto percentuale), con circa il doppio dei titoli in flessione rispetto a quelli che si apprezzano. A Tokyo il Nikkei 225 scivola dai massimi di 11 mesi registrati giovedì e chiude con una perdita dello 0,47% rimanendo in positivo per la settimana ma solo marginalmente. Chiude in flessione anche l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,36% al termine degli scambi. Ad appesantire i listini nipponici anche l’ulteriore progresso dello yen, che guadagna circa lo 0,20% sul dollaro e riduce intorno allo 0,60% il declino nell’intera ottava. A Seo ul il Kospi segna una perdita dello 0,66% dopo la revisione al ribasso del Pil sudcoreano per il terzo trimestre (l’economia di Seoul è cresciuta del 2,6% annuo contro il 2,7% preliminare e il 3,3% del precedente periodo).
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in correzione di quasi l’1% ma resta in rally del 10% nell’ottava, dopo che nel meeting di mercoledì a Vienna, nonostante i timori della vigilia, l’Opec è riuscita a confermare il tetto alla produzione deciso in novembre anche grazie all’appoggio esterno della Russia, che per la prima volta dal 2001 parteciperà a una misura decisa dall’organizzazione. L’oro è in progresso di circa lo 0,40% (guadagno che mette fine a una striscia di tre sedute in flessione, riducendo intorno allo 0,80% il deprezzamento settimanale). Il rame perde poco meno dell’1% a Londra (seconda seduta in segno negativo) e a Sydney continua la fase ribassista dei titoli legati alle materie prime (in moderata flessione o sulla parità, però, i petroliferi) e, complice la performance negativa del comparto bancario, l’S&P ASX 200 segna un netto declino dell’1,02% in chiusura. Deciso arretramento anche per le piazze della Cina. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,90% e l’1,01% rispettivamente, mentre con una flessione dell’1,60% lo Shenzhen Composite segna la peggiore performance tra i principali indici dell’Asia. A circa un’ora dalla chiusura a Hong Kong l’Hang Seng perde intorno all’1,20% (leggermente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove comunque intorno a un calo dell’1,00%).
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,85%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,8%.
Nel primo pomeriggio negli Stati Uniti saranno comunicati i dati sull'occupazione a novembre. Sul fronte societario prese di beneficio sul comparto energetico. Il petrolio (Brent) è scambiato a 53,53 dollari al barile, in calo dello 0,8%. Berkeley Group +4%. Il gruppo immobiliare britannico ha chiuso il primo semestre con profitti in crescita ed ha aumentato il dividendo intermedio a 100 pence per azione da 90 pence. Swiss Re -0,5%. Il riassicuratore svizzero ha confermato gli obiettivi a lungo termine. Klépierre +1,5%. Barclays ha migliorato la raccomandazione sul titolo del colosso francese dell'immobiliare commerciale a overweight da equal weight.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in ribasso: Ftse Mib -1,07%. Vendite su bancari e petroliferi
Il Ftse Mib segna -1,07%, il Ftse Italia All-Share -1,00%, il Ftse Italia Mid Cap -0,54%, il Ftse Italia Star -0,51%.
Mercati azionari europei in calo. DAX -1%, CAC 40 -1,2%, FTSE 100 -0,9%, IBEX 35 -0,9%.
Petroliferi in fisiologico arretramento dopo il rally delle due sedute precedenti: Tenaris (-1,2%), Saipem (-2,1%) ed Eni (-1,4%) in scia all'accordo OPEC per il taglio della produzione di greggio. Petrolio sotto i picchi di ieri: il future per consegna febbraio sul Brent segna 53,70 $/barile (da 54,52, massimo dall'estate 2015), il future per consegna gennaio sul WTI segna 50,95 $/barile (da 51,79, massimo da ottobre).
Bancari in flessione: FTSE Italia Banche -0,7%, EURO STOXX Banks -1,1%. Il ministro dell'Economia Padoan ha dichiarato che in caso di vittoria del no al referendum di domenica le banche italiane potrebbero avere difficoltà nell'attrarre capitali. In rosso UBI Banca (-2,3%), BPER (-1,9%). Banca MPS (-1,9%) molto volatile nonostante il rinnovo fino al 2027 della partnership strategica nel bancassurance vita e danni e nella previdenza complementare con AXA. Secondo indiscrezioni di stampa la Qatar Investment Authority avrebbe ricevuto dall'advisor Rothschild l'ok a partecipare all'aumento di MPS (la cifra oscilla tra 1 e 1,5 miliardi di euro in base ai rumors), mentre Soros, Pimco e Paulson potrebbero investire 100-300 milioni di euro ciascuno. L'aumento di capitale da 5 miliardi di euro è ipotizzato tra il 9 e il 21 dicembre: un cda convocato per lunedì dovrebbe varare l'operazione. Si conferma debole STMicroelectronics (-2,2%) in scia al Nasdaq Composite e ai colossi del settore USA: AMD (-5,8%), Texas Instruments (-4,8%), NVIDIA (-5%), Intel (-2,7%). Stabile Mediaset (+0,1%) grazie alle ultime indiscrezioni di stampa secondo cui Vivendi (-2,1%) vorrebbe riattivare le trattative su Mediaset Premium: la proposta vedrebbe una spartizione del capitale della pay tv tra il gruppo di Cologno Monzese, il colosso francese e Telecom Italia (-1,1%), di cui Vivendi è il principale azionista.
incremento del 5,1% rispetto 
TITOLI DEL GIORNO
Ottima performance per BP Emilia Romagna nella seduta di giovedì favorita dalle parole del d.g. di Credito Valtellinese, Mauro Selvetti, che ha sostanzialmente invitato l'istituto emiliano a fare proposte più concrete riguardo a un'eventuale aggregazione. Il titolo si è lasciato alle spalle con decisione i primi ostacoli in area 3,90 riaffacciandosi sopra i 4 euro verso target in prima battuta a 4,15 ma potrebbe ambire al ritorno sui massimi di ottobre e novembre a 4,35/4,40. Servirebbe in ogni caso la rottura netta di questi ultimi ostacoli per rilanciare le prospettive di crescita in direzione di 4,80 euro, lato superiore del canale disegnato dai minimi di luglio. Il mancato superamento di area 4,40 segnalerebbe invece che quello in atto è solo un rimbalzo correttivo anticipando il ritorno alle vendite verso i supporti a 3,02/3,05 e sui minimi estivi a 2,51 euro.

Buone notizie per FCA dall'Italia: anche in novemb re il risultato ottenuto dal gruppo è migliore rispetto a quello del mercato tricolore. Le quotazioni da qualche seduta stanno infatti consolidando il rally partito nella prima metà di novembre (in coincidenza con la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali USA), poco al di sotto di area 7,40 euro, dove troviamo i massimi di aprile. Si tratta di una resistenza fondamentale dato che in caso di superamento confermato in chiusura di seduta verrebbe completato il potenziale doppio minimo formatosi tra febbraio e luglio, con conseguente apertura di ampi spazi di ascesa (obiettivi a 8,80/8,90 e 9,70). Discese sotto area 7,10 preannuncerebbero invece un test di 6,80, ex resistenza decisiva per scongiurare il rischio di correzione con obiettivo minimo a 6,30.

Snam sull'ottovolante: dopo due sedute di forte rialzo, il 29 e il 30 novembre, i prezzi giovedi' hanno infatti messo bruscamente la retromarcia. Il titolo ha toccato un minimo intraday a 3, 50 euro dopo aver terminato la seduta precedente a 3,654. Solo discese sotto area 3,40 metterebbero però fine al rimbalzo attivatosi dal bel "martello invertito" del 28 novembre (elemento del grafico a candele che identifica una forte area di supporto) prospettando il test a 3,34 di minimi di agosto 2015. Sopra 3,65 invece atteso il test di 3,70 e di 3,82, area di transito della media mobile a 50 giorni.
DATI MACRO ATTESI
Venerdì 2 Dicembre 2016
09:00 SPA Variazione n° disoccupati nov;
10:30 GB Indice PMI costruzioni nov;
11:00 EUR Indice prezzi alla produzione ott;
14:30 USA Nuovi occupati nov;
14:30 USA Tasso di disoccupazione nov;
14:45 USA Intervento Brainard (FOMC, Fed);
19:00 USA Intervento Tarullo (FOMC, Fed).
DATI MACRO ATTESI
Johnson & Johnson deve risarcire 1 mld $ per protesi difettose
Giovedì una giuria federale a Dallas ha stabilito che Johnson & Johnson e la sussidiaria DePuy Orthopaedics paghino complessivamente 1 miliardo di dollari in risarcimenti a sei querelanti che avevano sofferto complicanze mediche a causa di protesi dell’anca difettose. Johnson & Johnson, dopo avere guadagnato lo 0,07% nella seduta di giovedì, scambiava in moderato declino in after market.
AXA e MPS rinnovano la partnership bancassicurativa fino al 2027
Banca Monte dei Paschi di Siena e AXA hanno rinnovato fino al 2027 la partnership strategica nel bancassurance vita e danni e nella previdenza complementare, sottoscritta a marzo del 2007. Alla base del rinnovo gli ottimi risultati dell’alleanza che dal 2007 ha permesso alla Banca di consolidare e rafforzare la sua presenza nel comparto assicurativo vita/danni e ad AXA di conquistare una posizione di leadership nel mercato italiano e quindi di incrementare ulteriormente la diversificazione e il profilo di crescita del Gruppo. In base all’accordo di joint venture, la Banca continuerà a distribuire i prodotti della JV AXA-MPS tramite la rete commerciale, composta da oltre 2000 filiali, e ad usufruire del know-how di un leader assicurativo internazionale, in termini di innovazione di prodotto e di qualità dei servizi offerti. Kpmg ha agito in qualità di advisor finanziario di Banca Monte dei Paschi di Siena nell’ambito delle negoziazioni sul rin novo della partnership.
Giappone: secondo il Jcer il Pil è cresciuto dello 0,2% sequenziale in ottobre
Secondo il Japan Center For Economic Research (Jcer), nel mese di ottobre il Pil del Giappone è cresciuto su base sequenziale dello 0,2% in ottobre, nel secondo mese consecutivo di progresso. L’Ufficio di Gabinetto nipponico diffonderà i dati definitivi del Pil del terzo trimestre il prossimo 8 dicembre (la lettura preliminare era per un incremento sequenziale dello 0,5% e del 2,2% annuale). 
Giappone: base monetaria cresce del 21,5% in novembre
Secondo i dati diffusi dalla Bank of Japan, la base monetaria del Sol Levante è cresciuta in novembre del 22,1% a 417.657 miliardi di yen, in ulteriore rallentamento rispetto al progresso del 22,1% registrato in ottobre (e a quello del 22,7% in settembre) e contro la crescita del 23,2% attesa dagli analisti. 
Corea del Sud: rivista al 2,6% annuo la crescita del Pil nel terzo trimestre
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Korea, la crescita del Pil di Seoul nel terzo trimestre 2016 è stata del 2,6% annuo. La lettura è stata rivista al ribasso dal 2,7% preliminare e si confronta con il 3,3% del precedente periodo (e il 2,8% del primo trimestre). Su base sequenziale rettificata stagionalmente l’economia sudcoreana è cresciuta nei tre mesi allo scorso 30 settembre dello 0,6% contro lo 0,7% preliminare e lo 0,8% del secondo trimestre (nel primo trimestre la crescita era stata dello 0,5%). 
Svizzera: rallenta la crescita del Pil nel terzo trimestre (+1,3% annuo)
La Svizzera fa peggio delle attese e segna un deciso rallentamento nel terzo trimestre. Secondo quanto comunicato dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), il Pil elvetico è infatti rimasto invariato su base sequenziale nei tre mesi alla fine di settembre contro lo 0,6% d’incremento del secondo trimestre (0,3% nel primo) e lo 0,3% del consensus di Bloomberg. Su base annuale la crescita del Pil è scesa all’1,3% dal 2,0% del precedente periodo e contro l’1,8% atteso dagli economisti.

Disclaimer
Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte di Financial Trend Analysis S.r.l. nè di alcuno. Questa analisi non costituisce in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate sono di natura standardizzata e generale e non costituiscono pertanto una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. FTA Online non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all'affidamento sul contenuto dell'analisi. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un'indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si rammenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l'investimento originario. FTA Online svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo report siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell'utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.



 

Nessun commento:

Posta un commento