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giovedì 1 dicembre 2016

Report dei mercati





Borsa Usa: a novembre Dow Jones +5,4%
La Borsa di New York ha chiuso la seduta contrastata. L'S&P 500 ha perso lo 0,27% e il Nasdaq Composite l'1,05%. Sostanzialmente invariato il Dow Jones (+0,01%) dopo aver toccato il nuovo record a 19.225,29 punti.      
Dal Beige Book, il rapporto periodico della Fed, è emerso che l'economia a stelle e strisce sta attraversando un periodo di crescita da modesta a moderata nella maggior parte delle regioni del Paese.
La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di novembre, una crescita di 216 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 161 mila posti di lavoro. Rivista al ribasso tuttavia la rilevazione precedente a 119 mila unità, da 147 mila. A settembre l'indice PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e' risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, in linea con le attese e alla rilevazione precedente, e dell'1,7% rispetto a un anno fa. La spesa personale è cresciuta dello 0,3% nello stesso periodo mentre i redditi personali sono aumentati dello 0,6%.
L'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di novembre e' salito a 57,6 punti dai 50,6 punti del mese precedente, risultando nettamente superiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 52 punti. 
La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un modesto incremento nel mese di ottobre, pari allo 0,1% m/m, dopo l'incremento dell'1,4% rilevato a settembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,2% mese su mese. L'indice è salito a 110 punti dai 109,9 punti di settembre.
Sul fronte societario forti acquisti sul comparto energetico in scia al balzo del petrolio. Il Wti ha guadagnato il 9,31% a 49,44 dollari al barile dopo l'accordo definitivo per ridurre la produzione di greggio a 32,5 milioni di barili al giorno da parte dell'Opec. Vendite invece su utility e telecom, settori sensibili ad un eventuale aumento de tassi.
Tra i singoli titoli Goldman Sachs +3,71%. Deutsche Bank ha migliorato la raccomandazione sul titolo della banca d'affari a buy da hold. Zayo Group Holdings -0,62%. Il fornitore di servizi per infrastrutture a banda larga Zayo Group Holdings ha siglato un accordo per l'acquisto della rivale Electric Lightwave per 1,42 miliardi di dollari in contanti.
GoPro +1,53%. Il produttore di microcamere indossabili  ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 200 posti di lavoro (il 15% della propria forza lavoro). Csx +2,96%. L'operatore ferroviario ha migliorato l'outlook per il quarto trimestre. American Eagle Outfitters -12,45%. Le vendite a perimetro costante del gruppo di abbigliamento nel terzo trimestre sono aumentate meno del previsto (+2% contro il +2,9% del consensus). Inoltre la società ha fornito stime per il quarto trimestre inferiori alle attese. In particolare l'utile per azione è atteso tra 0,37 e 0,39 dollari contro i 46 centesimi indicati dal consensus. Nel mese di novembre il Dow Jones ha guadagnato il 5,4%, l'S&P 500 il 3,4% e il Nasdaq Composite il 2,6%.
MERCATI ASIATICI
Asia in progresso in scia al rally del greggio. A Tokyo il Nikkei 225 fa +1,12%
Dopo un mercoledì più che contrastato per Wall Street (il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in progresso di appena lo 0,01% contro il declino dell’1,05% del Nasdaq), alla riapertura i mercati asiatici sono invece tutti in positivo. A tenere banco è il rally del greggio, che mercoledì si è apprezzato di oltre il 9% (maggiore guadagno giornaliero da febbraio che ha portato a 5,5% il progresso nell’intero mese di novembre), dopo che nel meeting di Vienna nonostante i timori della vigilia l’Opec è riuscita a confermare il tetto alla produzione deciso in novembre anche all’appoggio esterno della Russia, che per la prima volta dal 2001 parteciperà a una misura decisa dall’organizzazione. In Asia il greggio continua a guadagnare circa l’1% spingendo al rialzo i titoli del settore: a Sydney Santos ha toccato un progresso superiore al 12% contribuendo all'incremento dell’1,10% registrato dall&rs quo;S&P ASX 200. A Tokyo il Nikkei 225 ha toccato un guadagno del 2% in intraday per poi chiudere comunque con un apprezzamento dell’1,12% e nonostante il parziale recupero dello yen che in precedenza aveva però toccato i minimi sul dollaro da marzo. Più che buona anche la performance dell’indice più ampio Topix, che ha segnato un guadagno dello 0,94% in chiusura. In positivo anche Seoul, ma il Kospi limita ad appena lo 0,01% il suo incremento.
Sul fronte macroeconomico, tra le molte statistiche pubblicate occhi puntati sulla Cina. In novembre l’indice Pmi manifatturiero ufficiale di Pechino è salito a 51,7 punti dai 51,2 punti di ottobre, toccando il livello più elevato dai 53,3 punti dell’aprile 2012. Il Pmi non manifatturiero si è invece attestato ai massimi dal giugno 2014. Rallenta invece moderatamente il Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin, attestatosi a 50,9 punti e comunque per il quinto mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Clima positivo che si è riflesso sui listini: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,72% e lo 0,76% rispettivamente. Appena più moderato il progresso dello Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,54% al termine delle contrattazioni. A circa un’ora dalla chiusura a Hong Kong l’Hang Seng guadagna intorno allo 0,40% (fa meglio l’Hang S eng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove intorno a un progresso dello 0,70%).
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative, sugli scudi Banco Popular, Glencore e BP
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%.
L'Opec (Organizzazione a cui aderiscono 14 paesi esportatori di petrolio tra cui l'Arabia Saudita, l'Iran e l'Iraq) ha raggiunto un accordo per il taglio della produzione di 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno, per fare fronte all'eccessiva offerta sul mercato e rilanciare il prezzo del greggio. Si tratta del primo taglio dal lontano 2008.
Sul fronte societario Glencore +3%. Il gigante minerario ha annunciato l'intenzione di distribuire un dividendo da un miliardo di dollari il prossimo anno una volta completata la cessione di alcuni asset.
TF1 -0,6%. L'emittente tv francese ha rilevato una partecipazione di maggioranza nella piattaforma social MinuteBuzz.
Banco Popular +6%. Secondo l'Expansion, la banca spagnola potrebbe ess ere acquistata da BBVA.
Rémy Cointreau -1%. Il produttore di cognac ha siglato un accordo per l'acquisto dell'americana Westland Distillery.
PostNL +1%. L'operatore postale bpost ha aumentato l'Opa sulla rivale a 5,75 euro per azione contro i 5,65 euro messi sul piatto in precedenza. Anglo American +3%. L'azienda mineraria ha comunicato che cederà il 9,7% detenuto nel capitale del gruppo sudafricano Exxaro Resources e utilizzerà l’incasso per ridurre l’indebitamento.
Actelion -2%. Secondo indiscrezioni il gruppo biotech svizzero avrebbe rifiutato la proposta di Johnson & Johnson.
BP +3%. Credit Suisse ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gruppo petrolifero a outperform.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco mossa: Ftse Mib -0,05%. Petroliferi estendono rally
Il Ftse Mib segna -0,05%, il Ftse Italia All-Share -0,03%, il Ftse Italia Mid Cap +0,12%, il Ftse Italia Star +0,13%.
Mercati azionari europei in rosso. DAX -0,3%, CAC 40 -0,2%, FTSE 100 -0,2%, IBEX 35 -0,1%.
Mercati obbligazionari eurozona in divergenza, debole il Bund, sale la periferia. Il rendimento del decennale tedesco sale di 5 bp allo 0,30%, quello del BTP scende di 3 bp all'1,97% (-2 bp per il Bono spagnolo all'1,54%). Lo spread scende di ben 8 bp a 167. Tenaris (+2,6%), Saipem (+1,5%) ed Eni (+2,7%) in ulteriore progresso dopo il rally di ieri in scia all'accordo OPEC per il taglio della produzione di greggio di 1,2 milioni di barili al giorno a 32,5 milioni. Sembra inoltre che alcuni paesi non facenti parte dell'Organizzazione (tra cui la Russia) abbiano garantito un riduzione di altri 0,6 milioni di barili al giorno. Il petrolio è schizzato sui massimi dalla seconda metà di ottobre: il future per consegna febb raio sul Brent si è spinto fin sui 52,73 $/barile, il future per consegna gennaio sul WTI fin sui 50,23 $/barile.
Bancari Italia poco mossi dopo il +7% realizzato nelle due sedute precedenti: FTSE Italia Banche +0,4%, EURO STOXX Banks +0,2%. La Banca d'Italia ha identificato UniCredit (+1%), Intesa Sanpaolo (-0,1%) e Banca MPS (+0,4%) come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale (O-SII e' l'acronimo inglese) autorizzate in Italia per il 2017. Le tre banche dovranno, dal 2021, mantenere una riserva di capitale (buffer) aggiuntiva pari, rispettivamente, a 1%, 0,75% e 0,25% delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio, obiettivo da raggiungere in quattro anni a partire dal 2018, mentre per il 2017 non è previsto alcun buffer aggiuntivo.
In ottima forma BPER (+2,9%): MF scrive che la banca sta pensando a una nuova offerta per CariFerrara, una delle quattro banche risolte circa un anno fa. Secondo il quotidiano il Fondo Interbancario di Tute la dei Depositi potrebbe intervenire con un sostegno. Atlantia (-2,1%) in flessione all'indomani dell'annuncio dell'accordo con Fondazione di Venezia per l'acquisto dello 0,8% del capitale di SAVE (+0,3% a 17,40 euro). L'accordo prevede l'acquisto della partecipazione ad un prezzo di euro 15,25 euro per azione. Per effetto dell'acquisto la partecipazione in SAVE detenuta da Atlantia si incrementa al 22,1%.
incremento del 5,1% rispetto 
TITOLI DEL GIORNO
Saipem in ottima forma nella seduta di mercoledì. Nonostante la reazione tuttavia il titolo resta ancora sotto ostacoli di rilievo e dovrà infatti lasciarsi definitivamente alle spalle a 0,4120 i massimi ripetutamente testati a novembre e sferrare l'attacco risolutivo ad area 0,45/0,46, limite superiore dell'ampio range che i prezzi hanno disegnato da fine giugno, per dare una svolta importante già nel breve medio termine. Probabile in tal caso un allungo verso 0,525, lato alto del canale che sale dai minimi di inizio anno. Sotto 0,386 probabile rivisitazione di area 0,35, punto in cui convergono sia il lato inferiore della fase laterale degli ultimi mesi che la base del citato canale.
Ascopiave è rimbalzato dopo avere testato a piu' riprese, l'ultima con i minimi di lunedi' a 2,43 euro, la trend line rialzista tracciata dai minimi di gennaio, supporto praticamente coincidente in questa fase con il 61,8% del rialzo dai minimi di gennaio (importante percentuale ricavata dalla successione di Fibonacci). Fino a che questa linea sosterra' i prezzi le attese favoriranno il proseguimento del rimbalzo in atto che oltre il picco del 23 novembre a 2,58 euro potra' estendere verso la resistenza critica di 2,66/72 euro, lato alto del trading range disegnato a da settembre a inizio novembre. Al di sotto di 2,72 possibile il ritorno sui massimi di agosto a 2,92 circa. La violazione di area 2,35 farebbe invece temere ribassi estesi, con target almeno fino a 2,10 euro. 
Il recupero di ieri potrebbe consentire a Banca IFIS di alimentare un rimbalzo rispetto alla flessione originata dal picco di fine ottobre a 26,66 euro, movimento che ha riportato i prezzi in prossimità dell'ex resistenza rappresentata dal massimo di inizio settembre a 21,75. Prime indicazioni in tal senso oltre 23,40, ma solo una vittoria oltre gli ostacoli a 24,00/24,40 confermerebbe definitivamente l'ipotesi di ritorno sui 26,66. Scenario opposto con la violazione di 21,75: in tal caso la correzione vista nelle ultime settimane si trasformerebbe in una inversione della tendenza rialzista in essere da inizio luglio, con obiettivo successivo a 18,50/19,00.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 1° Dicembre 2016
01:30 GIA Indice PMI manifatturiero finale nov;
02:00 CINA Indice PMI manifatturiero nov;
02:00 CINA Indice PMI non manifatturiero nov;
02:45 CINA Indice Markit PMI Caixin manifatturiero nov;
09:15 SPA Indice PMI manifatturiero nov;
09:45 ITA Indice PMI manifatturiero nov;
09:50 FRA Indice PMI manifatturiero finale nov;
09:55 GER Indice PMI manifatturiero finale nov;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero finale nov;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione ott;
10:30 GB Indice PMI manifatturiero nov;
11:00 ITA PIL finale trim3;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione ott;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero finale nov;
16:00 USA Spesa in costruzioni ott;
16:00 USA Indice ISM manifatturiero nov.
DATI MACRO ATTESI
Corea del Sud: in novembre torna a crescere l’export (+2,7% annuo)
Secondo i dati preliminari diffusi dal ministero di Commercio, Industria ed Energia di Seoul, in novembre l’export della Corea del Sud (sesto maggiore esportatore al mondo) ha fatto registrare un progresso su base annua del 2,7% contro il declino del 3,2% di ottobre e l’1,2% d’incremento atteso dagli analisti. Si tratta della migliore performance in quasi due anni. Le importazioni sono invece rimbalzate del 10,1% dopo il calo del 4,8% di ottobre e contro il 2,9% di progresso del consensus.
Brasile: Banca centrale taglia i tassi d'interesse di 25 punti base al 13,75%
Il Banco Central do Brasil (l’istituto centrale di Brasilia) mercoledì ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base al 13,75% dal 14,00% raggiunto nel precedente meeting di ottobre, dopo una pari riduzione, la prima in quattro anni. Mossa che era già stata anticipata dall’istituto centrale, che ha anche spiegato “che le indicazioni disponibili evidenziano come la ripresa dell’attività economica possa ritardare ed essere più graduale di quanto preventivato”. 
Cina: in novembre Pmi non manifatturiero ai massimi dal giugno 2014
Secondo quanto comunicato dalla China Federation of Logistics and Purchasing in collaborazione con l’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, l’indice Pmi non manifatturiero, calcolato prevalentemente su costruzioni e servizi, è cresciuto in Cina in novembre a 54,7 punti dai 54,0 punti di ottobre (53,7 in settembre). Si tratta della lettura più elevata dal giugno 2014.
Cina: indice Pmi Markit/Caixin in novembre rallenta a 50,9 punti
L’attività manifatturiera in Cina rallenta moderatamente in novembre. La lettura relativa al mese appena chiuso del Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 50,9 punti, appena sopra ai 50,8 punti attesi dagli economisti ma in lieve rallentamento rispetto ai 51,2 punti di ottobre (50,1 in settembre). Il dato resta comunque per il quinto mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. 
Cina: in novembre Pmi manifatturiero ai massimi dall’aprile 2012
Quarto mese consecutivo sopra la soglia che separa crescita da contrazione per il manifatturiero della Cina. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, l’indice Pmi manifatturiero in novembre è salito a 51,7 punti dai 51,2 punti di ottobre e contro i 51,0 punti del consensus di Reuters. Si tratta del livello più elevato dai 53,3 punti dell’aprile 2012. 
Giappone: Pmi Markit/Nikkei rallenta meno del previsto in novembre
Rallenta la sua crescita in novembre l’attività manifatturiera del Giappone, che rimane comunque per il terzo mese consecutivo in fase espansiva e segna un declino inferiore a quanto stimato. La lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese appena chiuso un calo a 51,3 punti contro i 51,1 punti della lettura preliminare e i 51,4 punti di ottobre (lettura rivista dai 51,7 punti preliminari). 
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