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giovedì 1 dicembre 2016

Referendum costituzionale, cautela sui bond della periferia


Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Strategist e Head of Multi Asset di NN Investment Partners, afferma che sopo i britannici e gli americani, ora toccherà agli italiani esprimere la propria insoddisfazione rispetto ai disagi causati dal ritmo veloce della globalizzazione e con il loro voto potrebbero addirittura bocciare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi spingendolo alle dimissioni.
Probabilmente poi in Europa l’incertezza politica rimarrà elevata, con le numerose elezioni in programma per il 2017.
Ora quindi bisognerà vedere se lo stesso schema che abbiamo visto con la Brexit e con Trump si ripeterà anche con il referendum del 4 dicembre in Italia o con l’esito delle elezioni in Francia, che si terranno a maggio dell’anno prossimo - spiega Valentijn van Nieuwenhuijzen -.

Ciò che però distingue il referendum italiano dagli avvenimenti che lo hanno preceduto è l’esito dei sondaggi - anche se bisogna prendere atto del fatto che le indagini sull’opinione pubblica non sono poi più così affidabili nel predire i risultati di elezioni o referendum.
Differentemente da quanto accaduto per la Brexit o per le elezioni statunitensi, infatti, dove le indagini prevedevano una sconfitta di queste ondate anti globalizzazione, gli ultimi sondaggi sul referendum italiano, prima che iniziasse il periodo di silenzio pre-elettorale, mostravano tutti il fronte del “No” in vantaggio, in linea con un trend che è stato dominante per diverse settimane.
Renzi, che ha promesso di dimettersi in caso di sconfitta, è sotto pressione mentre il paese è messo di fronte a un sistema bancario in sofferenza, una debole crescita del Pil e pressioni legate ai flussi di migranti - spiega Valentijn van Nieuwenhuijzen -.

In Italia, una vittoria del “No” darebbe un forte sostegno al Movimento 5 Stelle, che è considerato una forza politica populista, anti-globalizzazione ed euroscettica. Il Movimento ha detto di voler indire un referendum sulla permanenza o meno dell’Italia nell’eurozona.
Se Renzi dovrà dimettersi, lui o un altro Premier potrebbero dover guidare un governo di transizione fino alle prossime elezioni, probabilmente nel 2017. Il Movimento Cinque Stelle, che a livello di voti è praticamente a testa a testa con il Partito Democratico di Renzi, probabilmente farà pressioni per andare al voto.

Il referendum, quindi, rende Renzi il prossimo bersaglio di quell’onda di populismo che ha trascinato al potere Donal Trump e ha fatto votare i britannici a favore della Brexit.
Valentijn van Nieuwenhuijzen pensa che il mercato dei bond italiani abbia già parzialmente anticipato gli effetti di un esito negativo del referendum, visto che lo spread con i bund tedeschi è cresciuto ai massimi livelli da inizio anno.
Il mercato azionario italiano è il peggiore dell’eurozona in termini di performance dal gennaio del 2016, in ribasso di oltre il 25%. Rimaniamo quindi cauti rispetto ai bond governativi della periferia dell’Eurozona.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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