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venerdì 2 dicembre 2016

Piazza Affari: strategie per affrontare l'esito del referendum

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cirillo, analista tecnico di Alfa Scf, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.
L'indice Ftse Mib ieri ha allungato il passo oltre quota 17.000, recuperando terreno in attesa del referendum. Cosa si aspetta e quali strategia suggerisce a Piazza Affari?
Nelle ultime settimane si stanno susseguendo avvenimenti politici e non, ma la configurazione tecnica del Ftse Mib non è granchè mutata rispetto alla scorsa estate. Il rettangolo di congestione all'interno del quale si muovono le quotazioni resta delimitato inferiormente dai 16.000 punti e superiormente dai 17.400.
Domenica ci sarà il referendum costituzionale che tanto sembra spaventare alcuni operatori visto che a inizio settimana c'è stata una seduta molto negativa in cui sono state prese nuovamente di mira le banche.
Dai 16.200 punti il Ftse Mib ha imbastito un bel recupero che lo ha portato ieri al di sopra di area 17.000. Ha aiutato anche il buon esito del meeting Opec che si è tenuto a Vienna che ha spinto al rialzo alcuni dei titoli importanti in termini di peso sul listino come ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) .
Per quanto riguarda i possibili scenari post referendum, è sempre molto difficile ipotizzare quella che può essere una reazione del mercato. Ritengo che sicuramente il Ftse Mib è stato molto penalizzato da inizio anno e in caso di esito positivo del referendum credo ci possa essere un certo margine di apprezzamento delle quotazioni, specie dei titoli bancari.
Allo stesso modo penso però che proprio in virtù dei recuperi delle ultime sedute, credo che il mercato non abbia scontato del tutto uno scenario negativo, quindi una vittoria del no. Specularmente penso che in tal caso si potrebbe materializzare un nuovo test dei minimi dell'anno in area 15.000.
I livelli fondamentali restano i 16.000 punti come supporto e i 17.400 come resistenza, e mi aspetto che una direzionalità più definita possa portare alla violazione di uno di questi due riferimenti in base all'esito del referendum.
Strategicamente a chi è posizionato già sul mercato consiglio di alleggerire le posizioni o di adottare delle tecniche di copertura, assumendo posizioni corte tramite strumenti derivati, in particolare futures.
A livello prudenziale è sempre opportuno adottare delle contromisure in momenti particolari come quello che stiamo vivendo in cui si crea sempre parecchia volatilità. Sarà importante in ogni caso avere la prontezza di smontare le coperture qualora il rischio si tramuti in opportunità, come accaduto di recente dopo le elezioni presidenziali Usa, quando il ribasso inizialmente molto pronunciato è stato assorbito nel giro di poche ore.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) settore bancario quali sono i titoli che sta seguendo con più interesse in questa fase di mercato?
Tra i bancari segnalo in particolare Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , dicendo subito che quest'ultimo titolo presenta un quadro grafico più costruttivo e positivo rispetto al primo.
Mediobanca dai minimi relativi di luglio è stato in grado di recuperare bene e attualmente si possono individuare due supporto statici rilevanti dover poter anche ipotizzare l'apertura di posizioni lunghe e mi riferisco ai 6 e ai 5,5 euro, andando a liquidare appena al di sotto dei due livelli resistenziali statici che transitano a 7 euro e a 7,5 euro.
L'impostazione grafica di Unicredit è invece neutro-negativa e i supporti statici individuabili in modo abbastanza lampante sono a 1,85 e a 1,7 euro. Il discorso per questo titolo cambia leggermente rispetto a quello fatto per Mediobanca, nel senso che eventuali assunzioni di posizioni lunghe andranno valutate con molta più cautela visto che il profilo di rischio insito nella configurazione grafica è sicuramente più elevato.
Le aree resistenziali che andranno monitorare per saggiare eventuali inversioni di tendenza nel breve periodo le troviamo a 2,4 euro e a 2,8 euro.
Tra i protagonisti del lusso qual è la sua view su Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) e Moncler?
Nelle ultime due settimane Salvatore Ferragamo ha subito una brusca correzione che ha riportato i prezzi dai 22 euro circa fino a quasi i 19 euro. Quest'ultimo livello rappresenta un sostegno statico che può fare da spartiacque nel breve periodo e in caso di violazione condurre persino fino al nuovo test dei 17 euro.
Eventuali recuperi che sono già partiti nelle ultime due sedute di Borsa vedremmo come probabile nel brevissimo la chiusura del gap formatosi a inizio novembre in area 21 euro e successivamente un allungo fino ai 23 euro.
Moncler ha una tendenza molto laterale visto che da parecchi mesi continua a muoversi tra i 14 e i 16 euro e sono questi i due livelli più importanti da osservare anche per mettere in pratica una possibile operatività in controtendenza. Si può acquistare sulla debolezza intorno ai 14 euro, andando a liquidare le posizioni in caso di rimbalzi verso i 16 euro.
Ci sono altri titoli che meritano di essere segnalati in questa fase a Piazza Affari?
Parliamo di Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) che ha negato la possibile formazione di un doppio minimo sviluppatasi tra luglio e ottobre in area 12,7 euro. Il superamento ad inizio novembre dei 16 euro avrebbe dovuto confermare questa figura tecnica di inversione, ma così non è stato e infatti dopo la rottura dei 16 euro il titolo è tornato indietro, dirigendosi verso i 14 euro.
Per Azimut il supporto statico da monitorare è in area 12,7 euro, mentre le due resistenza da segnalare le troviamo a 16 euro prima e a 17,45 euro in seconda battuta.
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