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giovedì 1 dicembre 2016

Piazza Affari: la view resta cauta. 20 blue chips per dicembre


Il mese di novembre si è chiuso con un bilancio negativo per Piazza Affari dove il Ftse Mib ha ceduto quasi due punti percentuali, mentre è andata ancora peggio al Ftse Mib Caps che ha lasciato sul parterre quasi il 4% del suo valore. Le vendite sono state alimentate dall'allargamento dello spread BTP-Bund per via dell'incertezza politica legata al referendum di domenica prossimo, ma anche a causa del generale rialzo dei tassi che, secondo quanto evidenziato da Equita SIM, penalizza in misura più che proporzionale i Paesi ad altro debito come l'Italia.

I motivi che inducono alla cautela su Piazza Affari

In attesa di conoscere il risultato che verrà fuori dalle urne domenica, gli analisti della SIM milanese mantengono una view cauta sull'azionario italiano principalmente per quattro motivi. 
In primis gli esperti segnalano che in una fase di rialzo dei tassi di interesse inevitabilmente i Paesi con maggior debito, come il nostro, sono soggetti ad un allargamento dello spread che rende più che proporzionale la pressione al ribasso sui multipli.
In secondo luogo c'è da considerare che la ristrutturazione del settore bancario ha compiuto rilevanti passi in avanti, ma ora siamo in procinto di entrare nella fase cruciale dell'operazione Banca Monte Paschi.

Inoltre il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, come evidenziato dai risultati del primo semestre, richiede nuove iniezioni di capitale.
Un altro motivo alla base della cautela è dato dal fatto che anche nel migliore dei casi il 2017 sarà in Italia un anno pre-elettorale visto che l'attuale legislatura termina nel 2018.
Questo induce gli analisti a ritenere improbabile un ritorno in massa degli investitori esteri, anche nel caso in cui il referendum di domenica dovesse concludersi con una vittoria del sì.
Infine, il "progetto Euro" nel 2017 va incontro ad una serie di test politici rilevanti, basti pensare alle elezioni politiche in Olanda, in Francia e in Germania, e questo contribuirà a mantenere elevato il premio per il rischio. 

Paragone Trump-Reagan da prendere con le pinze

Con riferimento al paragone fatto tra il neo presidente degli Strati Uniti, Donad Trump, e Ronald Reagan, e con riferimento alle previsione di un bull market simile a quello dei primi anni ottanta, gli analisti della SIM milanese credono che sia necessaria un po' di cautela.

Nel momento in cui è stato Reagan nel 1980 gli indici azionari americani si trovavano sullo stesso livello del 1965, mentre oggi hanno alle spalle otto anni consecutivi di rialzi. Inoltre, all'epoca la capitalizzazione di mercato era pari al 40% del PIL, mentre oggi è ad un valore più che triplicato, pari al 124%.

I titoli da mettere in portafoglio secondo Equita SIM

In attesa di vedere quale sarà l'esito del referendum di domenica, gli analisti hanno deciso di non apportare alcuna modifica al portafoglio titoli raccomandato a Piazza Affari.


Nel settore bancario e più in generale finanziario la scelta degli analisti cade su Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, Mediobanca, Intesa Sanpaolo nella versione risparmio e FinecoBank, mentre tra gli assicurativi troviamo Poste Italiane, Unipol e UnipolSai.
Nel comparto automotive e componentistica si punta su Ferrari e Brembo, mentre tra gli industriali troviamo in portafoglio Leonardo-Finmeccanica, Prysmian e Buzzi Unicem.

Tra i titoli del lusso troviamo Luxottica e Moncler, mentre nel settore oil il preferito è ENI e tra le utilities gli analisti puntano su A2A ed Enel. Infine, nel portafoglio sono presenti anche Atlantia e Telecom Italia nella versione risparmio.
Fonte: News Trend Online

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