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giovedì 1 dicembre 2016

Come cambiano le dinamiche di investimento in Cina


Jian Shi Cortesi, gestore del fondo Julius Baer Multistock China Evolution Fund di GAM, spiega che a due anni dal lancio dello Shanghai-Hong Kong Stock Connect Programme, lo Shenzhen-Hong Kong Connect è ormai pronto ad aprirsi. Insieme, i due collegamenti di trading rappresentano il solo metodo diretto che gli investitori stranieri hanno per inserirsi sul mercato azionario denominato in yuan facendo operazioni senza dover richiedere l’approvazione del governo cinese.
Gli osservatori del mercato lo hanno atteso a lungo, speculando su quanto interesse possa attirare da parte degli investitori e quanto successo avere nell’attrarre flussi di scambi. Se prendiamo lo Shangai-Hong Kong Stock Connect come esempio, possiamo ipotizzare che l‘accettazione da parte degli investitori dello Shenzen-Hong Kong Stock Connect seguirà un ritmo costante ma lento.
Il lancio dello Shanghai-Hong Kong Stock Connect a novembre 2014 ha rappresentato una pietra miliare nello sviluppo della riforma del mercato dei capitali in Cina, ha aumentato la connessione tra il mercato azionario interno e il resto del mondo.
L’avvio del programma è stato molto lento, dato che numerosi investitori hanno preferito prima osservare piuttosto che lanciarsi in questo spazio - spiega Jian Shi Cortesi -.

Col tempo, l’utilizzo aggregato delle quote del programma è gradualmente aumentato. Tuttavia, abbiamo assistito a reazioni differenti dagli investitori southbound, che acquistano titoli quotati a Hong Kong, e da quelli northbound, investitori internazionali che acquistano azioni cinesi di classe A.
I principali fattori che hanno trainato i flussi degli scambi verso nord sono stati la percezione del rischio, i timori di liquidità e l’inclusione negli indici - spiega Jian Shi Cortesi -.

Per gli investitori internazionali che possono acquistare azioni cinesi di classe A attraverso il programma, l’interesse nella prima fase è stato alto, ma il loro appetito si è affievolito in seguito a un rally di più del 100% delle A-shares nei sei mesi successivi al lancio dello Stock Connect, e al seguente calo del 40%.
In aggiunta all’elevata volatilità, anche la liquidità è una grande fonte di preoccupazione alla luce del fatto che le società quotate possono decidere di sospendere gli scambi del proprio titolo per un certo numero di ragioni, e per mesi. Quest’anno, i regolatori cinesi hanno ristretto le regole e recentemente abbiamo visto un lento miglioramento negli scambi verso la Cina.
Tra gli aspetti positivi, invece, lo Shenzhen-Hong Kong Stock Connect Programme in procinto di essere lanciato offrirà ancora più scelta tra le A-shares agli investitori istituzionali, fatto che potrebbe aumentare l’interesse per gli investimenti verso la Cina.

In ultima istanza, un fattore cruciale resta il momento in cui MSCI includerà le A-shares cinesi nei loro indici. Una volta incluse nei loro benchmark, le istituzioni internazionali e fondi comuni dovranno cominciare a comprarle.
I driver principali del trading southbound, verso Hong Kong, sono stati l’appetito speculativo e la svalutazione dello yuan - spiega Jian Shi Cortesi -.
Per gli investitori domestici, c’è stato poco interesse subito dopo il lancio dello Shanghai-Hong Kong Stock Connect visto che le A-shares stavano schizzando alle stelle mentre i movimenti del mercato di Hong Kong erano molto più pacati. Poi, nella primavera 2015, gli investitori cinesi hanno cominciato a usare il trading verso Hong Kong speculando sulla convinzione che i titoli quotati a Hong Kong avrebbero raggiunto le valutazioni delle A-shares considerando l’enorme differenza nelle valutazioni tra i due mercati.

Quest’anno, sulla scia della svalutazione dello yuan, il trading verso Hong Kong è aumentato ancora visto che le istituzioni e la classe benestante cinesi ricercavano i titoli denominati in dollari quotati a Hong Kong, in particolare quelli con elevati dividend yield.
A due anni dal lancio, i mercati azionari di Shanghai e Hong Kong hanno cominciato a essere sempre più correlati, sebbene continui a esserci una significativa differenza tra il comportamento dell’immaturo mercato azionario cinese delle A-shares, guidato dalla speculazione retail, e il mercato maturo e altamente sviluppato di Hong Kong - spiega Jian Shi Cortesi -.

Con lo Stock Connect Programme che continua a svilupparsi, i due mercati continueranno a diventare sempre più simili, seppur lentamente.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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