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venerdì 2 dicembre 2016

Ancora vendite in Europa. Focus sul mercato del lavoro Usa


Dopo due giornate consecutive in positivo, le vendite sono tornate a fare capolino sulla piazza azionaria nipponica. L'indice Nikkei 225 ha chiuso quest'ultima seduta della settimana con un calo dello 0,47%, frenato dal recupero dello yen nei confronti del dollaro e dalla frenata dei prezzi del petrolio dopo l'impennata delle ultime due sessioni.
Gli investitori hanno preferito non assumere nuove posizioni al rialzo in attesa del report sull'occupazione Usa che sarà diffuso oggi nel primo pomeriggio.
Anche quest'ultima seduta della settimana vede prevalere le vendite sulle Borse europee che da subito si sono posizionate al di sotto della parità, ampliando progressivamente la flessione.

Il Ftse100 e il Dax30 scendono rispettivamente dello 0,99% e dello 0,99%, mentre il Cac40 arretra dell'1,3%.
In Europa è stato diffuso un solo dato macro e si tratta dell'indice dei prezzi alla produzione che ad ottobre ha evidenziato una variazione positiva dello 0,8% rispetto allo 0,1% precedente, oltre le previsioni degli analisti che stimavano un rialzo dello 0,1%.
In rosso anche Piazza Affari dove il Ftse Mib si riporta poco al di sotto dei 17.000 punti, con un ribasso dello 0,7%.


Tra le poche blue chips in controtendenza troviamo Atlantia che sale dello 0,95%, seguito da Mediaset che mostra un frazionale rialzo dello 0,26% malgrado Vivendi abbia smentito che Bollorè sarebbe disponibile a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative con Mediaset per discutere di Premium.
Nel settore bancario si muovono in positivo Banca Popolare di Milano e Banco Popolare con un rialzo dello 0,3% entrambi.
In calo Intesa Sanpaolo e Unicredit che arretrano dello 0,37% e dello 0,58%, mentre Banca Monte Paschi perde quasi un punto nel giorno in cui scade il periodo di adesione all'offerta per la conversione dei bond subordinati in azioni. 
Restano più indietro Mediobanca e Banca Popolare dell'Emilia Romagna con una flessione dell'1,11% e dell'1,54%, ma ad avere la peggio è Ubi Banca con un calo del 2,28%. 
In rosso dello 0,95% Fca penalizzato ancora dalle cattive notizie relative alle vendite di auto negli Stati Uniti.

In Italia invece le immatricolazioni sono cresciute dell'8,19% a novembre, ma il gruppo guidato da Marchionne ha battuto il mercato con un incremento delle immatricolazioni pari al 10,43%, mentre la market share è salita al 28,35% rispetto al 27,91% di novembre dello scorso anno.
Sul fronte macro Usa si segnala l'importante report sull'occupazione che, con riferimento al mese di dicembre, dovrebbe consegnare un tasso di disoccupazione invariato al 4,9%, mentre il numero di nuovi occupati nel settore non agricolo dovrebbe essere pari a 175mila unità, in crescita rispetto alle 161mila di ottobre.
In agenda un discorso di Dan Tarullo e di Lael Brainard, membri della Fed.
Fonte: News Trend Online

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