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venerdì 11 novembre 2016

Weekly Economic Monitor


Il punto
The day after: anticlimax. Trump è un’incognita di medio termine, ma nel breve il mandato politico repubblicano avrà probabilmente effetti espansivi sulla crescita del PIL nominale americano nel 2017.
 
Trump, questo sconosciuto
Il nuovo Presidente americano è uno sconosciuto a livello politico. Quali saranno le sue priorità e su quali temi si concentrerà l’azione di governo, nel nuovo contesto di potere condiviso a livello esecutivo e legislativo?
 
Portogallo: meno austerità per il 2017 ma il Governo s’impegna a mantenere un controllo sui conti (che basta a Bruxelles)
Il Paese nel corso del 2016 ha sperimentato un rallentamento della crescita indotto da esportazioni deboli e investimenti in calo: anche se un’accelerazione nella parte finale dell’anno è possibile, non prevediamo che il PIL andrà oltre all’1,1%. Anche grazie a una manovra meno austera rispetto al passato, il Governo punta a una crescita dell’1,5% l’anno prossimo: la Commissione Europea, nelle sue previsioni autunnali, si è mostrata più cauta (+1,2%), ma ha giudicato con benevolenza la situazione dei conti pubblici, che sono comunque in lento miglioramento, e ha ritenuto sufficiente lo sforzo proposto dal Governo, agevolato crucialmente nel suo lavoro dal QE della BCE.
 
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sulla crescita del PIL in Germania nel 3° trimestre, che ci aspettiamo poco variata rispetto ai mesi primaverili (0,4% t/t). In Italia la stima preliminare dovrebbe mostrare una crescita del PIL dello 0,3% t/t, in recupero dopo la stagnazione dei mesi primaverili. I dati da Germania e Italia dovrebbero essere coerenti con una crescita del PIL dell’Eurozona dello 0,3% t/t, come da stima flash. L’indice ZEW sulle attese potrebbe calare a 3 da 6,2 sulla scia della turbolenza sui mercati nell’ultimo mese in vista delle elezioni presidenziali americane. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione area euro in recupero di un decimo a ottobre a 0,5% a/a.
La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti, oltre che di una fitta agenda di discorsi della Fed. Dalla Fed si dovrebbe avere ancora un quadro di opinioni variegate sul medio termine, ma in linea con un diffuso consenso per un rialzo a dicembre. Sul fronte dei dati, le prime indagini del manifatturiero di novembre dovrebbero confermare stabilizzazione o modesta espansione dell’attività. Per ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero esser in aumento, in parte spinto dal rialzo del prezzo della benzina, ma in parte anche dalla componente reale; i nuovi cantieri dovrebbero essere in ripresa e la produzione industriale dovrebbe crescere a un ritmo moderato. Gli indici di prezzo (CPI; PPI; prezzi all’import) dovrebbero registrare aumenti della componente energetica; gli indici core dovrebbero essere in linea con la media recente, in particolare il CPI core dovrebbe segnare un incremento di 0,2% m/m (2,2% a/a).
Autore: Intesa Sanpaolo Studi E Ricerche

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