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mercoledì 23 novembre 2016

Wall Street stacca una serie di record


Giusto qualche pensiero in una giornata piena di impegni.
Giornata di festa a Wall Street.
Dow Jones, S&P 500, Nasdaq e  Russell 2000, tutti hanno fatto nuovi massimi storici, per la prima volta nello stesso giorno dal 1999.
A buonsenso, una coralità del genere dovrebbe essere considerata un segnale positivo per il sentiment, ma l’evidenza empirica non è cosi supportiva apparentemente.
Sentimentrader.com osserva che, nelle 17 occasioni in cui negli ultimi 35 anni si sono verificate occorrenze del genere, i risultati nell’immediato (fino ma 2 settimane) sono stati in media marginalmente negativi, con alcune correzioni degne di nota.
In ogni caso l’Asia ha preso bene l’evento, mostrando finalmente rialzi corali sui principali indici.

Tokyo ha addirittura incassato senza problemi un terremoto con tsunami warning nei pressi di Fukushima. Immobiliari e commodities hanno offerto supporto all’azionario cinese. La parte emergente dell’area ha presumibilmente ottenuto sollievo dalla lieve pausa nel $ e dal fatto che i tassi in US non salgono da ben 2 giorni (10 anni treasury al 2.29% mentre scrivo).
Sentiment ugualmente positivo all’apertura europea, con perfino le banche italiane in rimbalzo, cosa che ha forse offerto supporto al BTP in mattinata.

In generale la stabilizzazione osservata sui bonds europei (core e periferia) ha impattato positivamente sul un sentiment già allegro per i record US e il buon mood asiatico.
In una giornata povera di dati, un certo risalto ha ottenuto un video in cui Trump ha sommariamente delineato il programma dei suoi primi 100 giorni .
Alcuni analisti hanno guardato con sollievo all’assenza, nel breve discorso, di accenni al muro col Messico o a altre delle sue politiche più aggressive su immigrazione e global trade (come la rinegoziazione del NAFTA), e sono stati notati gli ampi accenni alla deregulation, allo scopo di ricreare posti di lavoro persi e “ricostruire la middle class”.

Personalmente, ho trovato la breve (2′ e 37 ”) performance densa di proclami ma povera di particolari, e non ho trovato accenni al piano fiscale che il mercato sta da tempo festeggiando. Il che non vuol dire che questo verrà abbandonato, ma denuncia una certa prudenza di Trump in vista delle negoziazioni col Congresso, e sottolinea come l’approvazione richiederà tempo.
Il tono sui risk asset si è un po’ smorzato nel pomeriggio, complice un oil che dopo la baldoria di ieri e di stamattina ha assunto una atteggiamento più meditabondo, sulla scorta di newsflow meno supportive .

Alla distanza, il BTP non è riuscito a tenere i guadagni contro bund della prima parte della giornata.
Anche Wall Street, dopo un avvio che ha visto il DOW e l’S&P 500 superare rispettivamente le quote psicologiche di 19.000 e 2.200 al momento sembra in vena di confermare, almeno oggi, il citato studio di Sentimentrader.
E’ in ognicaso molto troppo presto per parlare di “falso breakout”.
Non si può dire che il Dollaro abbia confermato con entusiasmo l’engulfing pattern disegnato ieri sul grafico daily, visto che il Dollar Index al momento perde lo 0.1% (ed è stato in positivo durante la giornata).

Vedremo cosa succederà da qui alla chiusura sia sul biglietto verde che su Wall Street.
Peraltro, osservo che domani è l’ultimo giorno lavorativo vero e proprio visto che giovedi è bank holiday in US per il Ringraziamento, e venerdi si lavora mezza giornata (e sono tutti a fare compere).
Possibile che si manifestino un po’ di prese di beneficio più convinte, sugli asset più premiati/ipercomprati? I candidati sono parecchi.
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online

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